Rojava: nessun cessate il fuoco
Due corrispondenza che ci raccontano del Kurdistan iracheno e della resistenza delle Ypg Ypj in Rojava
Due corrispondenza che ci raccontano del Kurdistan iracheno e della resistenza delle Ypg Ypj in Rojava
L'esercito Turco è il più potente in ambito NATO dopo quello degli USA, grazie alle forniture di armi che arrivano anche dai paesi europei. Nonostante l'aggressione ai curdi, il governo italiano non intende bloccare la fornitura dei contratti in corso con la Turchia. Ne parliamo con Giorgio Beretta della Rete nazionale per il disarmo
Due audio nel primo parliamo con una compagna in Rojava( collegamento in francese con traduzione in italiano) e successivamente con un compagno che dall'Italia ci descrive la situazione attuale in Rojava e in Turchia.
Il 9 ottobre la Turchia attacca di nuovo il Rojava la regione del nord della Siria gestita dai curdi con il confederalismo democratico. E' la terza volta che l'esercito turco entra in Siria nel totale silenzio del mondo intero. La resistenza curda è forte. Ne parliamo con un conpagno da Damasco, il giornalista Murat Cinar e con un comnpagno che è stao in Rojava che riporta l'appello dell'universtià di Kamishlo alla solidaietà.
Venerdi alle 1630 appuntamento a Roma a Piazza della Repubblica, un commento di Simonetta Crisci.
Corrispodenza dal sit in di Piazza Barberini contro l'attacco turco ai curdi del nord della Siria
In apertura un ricordo di Didem Akay, attivista trans lgbtq, suicida qualche giorno fa a causa della transfobia diffusa nel paese. La Turchia ad oggi, dopo il Brasile, è uno dei paesi che conta più omicidi transfobici.
In seguito cosa c'è dietro lo scontro tra il governo turco e l'UE che ha portato il premier turco ad annunciare di aver sospeso l'accordo sui migranti chiuso con l'Unione Europea nel 2016. Uno scontro tutto politico giocato come sempre usando le vite di centinaia di migliaia di migranti.
Durata 20'
Aggiornamenti dalla Turchia:Dal pride di Istanbul della scorsa settimana alle manifestazioni di Ankara di oggi.
Insieme a Murat Cinar, giornalista indipendente turco, analizziamo lo scenario che aprono le ultime elezioni turche, dove il progetto autoritario e fondamentalista di Erdogan ha visto un calo forte dei consensi. Diverse città che da anni erano sotto il governo dell'AKP hanno votato per altri partiti, nel sud-est in particolare l'HDP, il partito democratico dei lavoratori, che sostiene la causa kurda. Erdogan perde comuni come Ankara e Istanbul, dove sta già mettendo in campo tutti i tentativi possibili per invalidare il voto.
Nella città di Hasankeyf è stata costruita la più grande diga dell'Anatolia del sud-est, funzionale al colonialismo turco in Kurdistan.
Un compagno e giornalista tedesco ci racconta la storia e le mobilitazioni di chi resiste contro la turchizzazione e la devastazione del proprio territorio.
Se ne discuterà anche nelle giornate del 3 e 4 Novembre durante l'incontro della Rete Kurdistan che si svolgerà presso il Centro Socio-Culturale Curdo Ararat, Roma, Largo Dino Frisullo 1 e il 4 novembre si svolgerà nella Sala Renato Biagetti presso la Città dell’Altra Economia (ex Mattatoio, ingresso lato destro).
Con il nostro corrispondente in USA parliamo di tre argomenti:
- dello sciopero in 34 carceri statunitensi tra agosto e settembre
- la condanna di un poliziotto bianco a Chicago per aver ucciso un ragazzino nero di 17 anni
- il caso Khashoggi, il giornalista saudita con green card statunitense ucciso nel consolato saudita ad Istanbul