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Il corpo-confine.Tecnologie biometriche e controllo delle frontiere.

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I confini europei si sono trasformati da tempo ormai in confini digitali: raccolta e analisi di impronte digitali, immagini facciali, lettura dell’iride, movimenti del corpo. Molteplici le applicazioni finanziate dall’UE per aumentare l’efficacia dei controlli ai confini esterni. E in questo processo la tecnologia non è ovviamente neutra – e non lo è mai – quanto piuttosto uno strumento attraverso cui i corpi delle persone vengono posti al centro di pratiche di sorveglianza e identificazione attraverso la proliferazione di tecnologie biometriche.In questo senso i confini biometrici sono luoghi di lotta politica. La conseguente depoliticizzazione del controllo dei confini derivante dall’utilizzo delle tecnologie digitali - la rappresentazione cioè del controllo delle frontiere come mero problema tecnico che può essere risolto attraverso tecniche innovative di controllo e sorveglianza - porta alla depoliticizzazione delle pratiche e degli effetti prodotti. L’attuale dibattito sul tema è in gran parte limitato a un approccio tecnologicamente deterministico che riduce l'attenzione a un mero problema di privacy e di uso improprio dei dati, tenendo fuori dal quadro nodi fondamentali e ricadute politiche sulla pelle delle persone. Ne parliamo questa mattina con Andrea De Georgio, giornalista freelance.

 

estive liberazioni

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tipicamente estivo. ci liberiamo di ciò che è pesante, non è strattamente necessario. resta schietta rabbia che sconfina in pungente voglia di fare, di muovere, cambiare, comunicare. la playlist è delle più varie e travesa i confini del possible.
 
sonic youth - disconnection notice
asian dub foundation - mazrul dub
shye ben tzur, johny greenwood & the rajasthan express - roked
ty segal - class war
the limiñanas - istambul is sleepy
the black neon - tx81z
the balck neon - hollywood 1, 2, &3
plutonium baby - voiceless
the black angels - the flop
brant bjork - swagger & sway
radio moscow - pick up the pieces
the doors - la woman
gozilla & le tre bambine coi baffi - agropunk
the bone machine - siedi accanto al fuoco
the bone machine - la luna e la notte
path & collatino goddamn - senti a me
ddm sessione acustica - irreale
roselux - non luogo
joe lally - pieces of string
a certain ratio -  be what you wanna be
thievery corporation - music to make your stagger
the international noise conspiracy - under a communist moon

Storia dell'immigrazione straniera in Italia. Dal 1945 ai nostri giorni

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Durata 15m 8s

Il ricercatore Michele Colucci presenta il suo libro Storia dell'immigrazione straniera in Italia. Dal 1945 ai nostri giorni (Carocci, 2018).

Per la prima volta si propone una ricostruzione storica dell’immigrazione straniera in Italia, a partire dal 1945.
Ingressi, flussi, leggi, generazioni, lavori, conflitti e speranze si intrecciano con un ritmo sempre più incalzante fino ad arrivare ai nostri giorni.
Il volume traccia la dimensione quantitativa del fenomeno nel corso del tempo e la sua evoluzione, il radicamento sul territorio, le politiche adottate per governarlo, le polemiche che ne sono scaturite, l’impatto che ha avuto sulla società. Le fonti utilizzate sono numerose: dalle inchieste sociali al dibattito politico, dalle testimonianze dei protagonisti alle statistiche, dagli archivi istituzionali fino alle cronache dei giornali. Ne emerge il profilo sfaccettato di una grande trasformazione, indispensabile per capire l’Italia di oggi.

Sfruttamento nelle campagne, controllo dei flussi e Zone Economiche Speciali. La situazione a San Ferdinando e nel foggiano

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Con una compagna della Rete Campagne in Lotta facciamo una lunga discussione sullo sfruttamento nelle campagne e sulla relazione con il controllo dei flussi migratori.
Partendo dal decreto che ha inaugurato l'istituzione delle Zone Economiche Speciali, facciamo una prima analisi e delle ipotesi riguardo le misure di controllo e repressione che verranno messe in campo per garantirne la logistica.
In conclusione vi parliamo della situazione a San Ferdinando, nella Piana di Gioia Tauro.

Dal respingimento della nave Aquarius alla lotta delle lavoratrici marocchine nelle campagne di Huelva: il regime delle frontiere in Spagna

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Durata 42m 22s

Con due compagne da Barcellona raccontiamo come la Spagna si è organizzata per accogliere le persone respinte dall'Italia sulla nave Aquarius e come lo Stato spagnolo procede ogni giorno nei respingimenti alla frontiera con il Marocco.
L'approfondimento prosegue sulla lotta delle lavoratrici marocchine impegnate nella raccolta delle fragole nelle campagne andaluse.
Molestie, isolamento, sfruttamento e deportazioni: in che modo lo Stato gestisce la necessità di manodopera stagionale? perché le donne hanno scelto di lottare unite? che tipo di solidarietà si è attivata?

Buon ascolto
 

Presentazione di Sangue Giusto di Francesca Melandri

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Con Francesca Melandri presentiamo il suo ultimo romanzo Sangue giusto.

Roma, agosto 2010. In un vecchio palazzo senza ascensore, Ilaria sale con fatica i sei piani che la separano dal suo appartamento. Vorrebbe solo chiudersi in casa, dimenticare il traffico e l’afa, ma ad attenderla in cima trova una sorpresa: un ragazzo con la pelle nera e le gambe lunghe, che le mostra un passaporto. «Mi chiamo Shimeta Ietmgeta Attilaprofeti» le dice, «e tu sei mia zia.» All’inizio Ilaria pensa che sia uno scherzo. Di Attila Profeti lei ne conosce solo uno: è il soprannome di suo padre Attilio, un uomo che di segreti ne ha avuti sempre tanti, e che ora è troppo vecchio per rivelarli. Shimeta dice di essere il nipote di Attilio e della donna con cui è stato durante l’occupazione italiana in Etiopia. E se fosse la verità? È così che Ilaria comincia a dubitare: quante cose, di suo padre, deve ancora scoprire? Le risposte che cerca sono nel passato di tutti noi: di un’Italia che rimuove i ricordi per non affrontarli, che sopravvive sempre senza turbarsi mai, un Paese alla deriva diventato, suo malgrado, il centro dell’Europa delle grandi migrazioni.Con Sangue giusto Francesca Melandri si conferma un’autrice di rara forza e sensibilità. Il suo sguardo, attento e profondissimo, attraversa il Novecento e le sue contraddizioni per raccontare il cuore della nostra identità.