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Assolta la giornalista Rasha. Iniziativa alle Cagne Sciolte

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In giornata si aspetta la sentenza del processo contro Rasha Azab. Presidio davanti al Tribunale a Il Cairo.

A Roma oggi, alle Cagne sciolte aperitivo solidale dalle 18.30 e aggiornamenti alle 20.

via Ostiense n. 137
 
Aggiornamento alle 12.44 dell'assoluzione di Rasha e del pagamento delle spese processuali da parte del regista accusato di violenze,

VIALE CORSICA OVUNQUE

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Collegamento con una compagna dal presidio fuori al tribunale di Firenze a seguito degli arresti durante il corteo di sabato. In questo momento di emergenza le priorità delle istituzioni rimangono quelle di sgomberare i luoghi dei compagni e delle compagne, che organizzano lotte territoriali e un altro modo di vivere, e stare insieme.
Fanno il deserto e lo chiamano decoro

Solidarietà a Rasha Azab

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Insieme a una compagna in studio, facciamo il punto sul processo che ha colpito la compagna Rasha Azab e lanciamo la campagna di solidarietà femminista per supportarla. 

Oggi, sabato 12 marzo, ci sarà la seconda udienza della scrittrice e giornalista Rasha Azab, con le accuse di diffamazione, calunnia e disturbo deliberato nei confronti del regista stupratore Islam Azzazi, come punizione per aver solidarizzato con 6 delle donne che hanno scritto le testimonianze denunciando Islam di abusi sessuali. Grazie alla solidarietà di tante donne con Rasha durante la prima udienza del processo, sia in presenza che sul web, vi chiediamo di partecipare alla campagna di solidarietà online, in concomitanza con l'udienza del processo di oggi, anche per sottolineare la solidarietà femminista come pratica da agire quotidianamente per darci la possibilità come donne e femministe di lottare collettivamente contro i diversi tipi di oppressione e ingiustizie. Useremo l'#la_solidarietà_femminista_non_è_un_crimine #التضامن_النسوي_مش_جريمة per scrivere sia i pericoli in cui incorre Rasha, ma anche per sottolineare la pericolosità di criminalizzare la solidarietà femminista minacciando così la continuità di questo agire per cambiare questo ingiusto presente. Difenderemo il nostro diritto alla solidarietà femminista che abbiamo imparato con il supporto delle altre, coscienti o meno che fosse un agire politico, lo abbiamo attuato, riconoscendolo come una via principale da percorrere collettivamente per fare pressione e cambiare il terrificante presente che viviamo quotidianamente tutte noi donne con le nostre infinite differenze

Calais: la frontiera militarizzata

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La Gran Bretagna ha investito bel 31,4 milioni di euro per aiutare i francesi a gestire la frontiera di Calais. Questo ha portato da anni che molti migranti sono bloccati in Francia e non possono muoversi. Dopo lo sgombero dell'enerme tendopoli, era stata occupata una palazzina di 10 piani e altri palazzi in città, sgomberati tutti tranne due. La resistenza e la solidarietà continuano e anche le persone che migrano e che affollano questa importante frontiera.

Ne parliamo con una compagna che si trova a Calais

La violenza della frontiera, le lotte e l'attacco a Emilio

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Nella prima corrispondenza raccontiamo la situazione in frontiera, la violenza contro le persone migranti e gli attacchi alla solidarietà.
La seconda voce è quella di Emilio, da ieri ai domiciliari dopo l'arresto avvenuto il 15 settembre per aver partecipato alle lotte contro le frontiere e in solidarietà alle persone che cercano di attraversarle.
Su Emilio pende una richiesta di estradizione dalla Francia e il 29 settembre è prevista l'udienza.

Apologia di ribellione e oltraggio all’oppressore

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Durata 14m 29s

Esprimere solidarietà nei confronti dei detenuti e delle detenute in lotta? Dichiarare la propria vicinanza coi compagni inquisiti? Denunciare la gestione criminale della pandemia nelle carceri? Atti che si potrebbero dire minimali per ogni coscienza radicale, ma che per la Digos giustificano l’apertura di indagini per oltraggio e istigazione a delinquere. È quanto successo a più riprese ad alcuni compagni e compagne dell’Assemblea permanente contro il carcere e la repressione di Udine e Trieste ai quali gli inquirenti sembrano voler far pesare penalmente ogni parola “che, superando la sterile libertà di indignarsi, rivendichi la libertà di lottare”. Due compagne di Udine e Trieste ci raccontano di questa situazione e del contesto da cui nasce.

 

da: https://radiocane.info/apologia-oltraggio/

A Roma continuano le mobilitazioni contro il carcere e in solidarietà con le persone detenute

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Con una compagna dell'assemblea "Parenti, amici e solidali delle persone detenute" inauguriamo un mese di approfondimenti per arrivare a un anno dall'inzio delle rivolte scoppiate nelle galere per ottenere la libertà e salvarsi dal contagio.
Questo primo collegamento ci racconta i prossimi appuntamenti di lotta in città.