Universitaires avec Gaza organizza un crowdfunding per sostenere le persone studenti che sono riuscite a ottenere da Gaza un permesso di studio in francia.
Ne parliamo con Rachele Borghi, attivista transfemminista, decoloniale, per la Palestina e docente alla Sorbona con cui parliamo anche più in generali delle lotte per la Palestina in Francia e della repressione a cui sono sottoposte.
Ricordo di Fathi Abu Abed presso la Moschea di Roma, scrittore giornalista e politologo di origine palestinese.
Ricordiamo anche 4 attivisti tunisini in galera da 6 mesi.
Prossime iniziative in sostegno della Palestina: a partire da oggi venerdì 11 settembre presidio contro la Leonardo Spa (piazza Monte Grappa) dalle ore 17; iniziative anche a Firenze, Lecce, Como, Grottammare, Candiolo (tappa della Marcia per la Pace), poi in Lombardia, Lazio, Puglia, Abruzzo, Emilia, Sicilia nei prossimi giorni...
Domani sabato 12 settembre manifestazione a Tirana: oltre 100 giorni della Rivoluzione dei fenicotteri contro la costruzione di un resort di lusso da parte del genero di Donald Trump, presso l'isola di Saseno nella laguna di Narta, nel Sud dell'Albania.
A conclusione del presidio-maratona che si è tenuto nel pomeriggio a Montecitorio contro il DDL Antisemitismo, da oggi all'esame in Commissione Affari Costituzionali alla Camera, e che ha visto la partecipazione di più di 250 organizzazioni, apriamo lo spazio di approfondimento con una corrispondenza con una compagna del Movimento degli studenti palestinesi in Italia, una delle realtà promotrici dell'iniziativa. Nel corso della corrispondenza, viene evidenziato come il DDL sia un provvedimento finalizzato esclusivamente alla repressione e alla criminalizzazione del movimento di solidarietà nei confronti della Palestina mentre l'ideologia sionista mira, da sempre, alla cancellazione completa della popolazione palestinese. Il prossimo appuntamento per le mobilitazioni contro il DDL Antisemitismo è previsto per il 10 ottobre 2026: è necessaria la partecipazione di tutt* in tutte le piazze possibili.
Seguono una serie di audio di interventi dalla piazza di oggi pomeriggio.
In collegamento con il giornalista Michele Giorgio ascoltiamo aggiornamenti sulla situazione in Palestina. In particolare sulle azioni delle milizie collaborazioniste interne a Gaza coperte e finanziate da Israele e sull'inizio dell'anno scolastico a Gerusalemme Est dove uno sciopero ha bloccato l'inizio delle lezione che avrebbero dovuto riprendere il 1 settembre, ma dove non sono stati dati i permessi a circa 70 docenti provenienti dalla Cisgiordania occupata.
Mercoledì 9 settembre, alle ore 13:00, in Piazza Capranica, a Montecitorio, numerose realtà promotrici daranno vita a una mobilitazione nazionale contro l’approvazione del cosiddetto “DDL Antisemitismo”. La mobilitazione nasce dalla necessità di contrastare un provvedimento che, attraverso l’adozione della definizione IHRA, rischia di produrre un grave restringimento degli spazi di libertà politica, culturale e accademica, colpendo la possibilità di esprimere posizioni critiche nei confronti di Israele e delle sue politiche e delle sue responsabilità nei confronti del popolo palestinese. Riteniamo inaccettabile che la denuncia dell’occupazione dei territori palestinesi, dell’apartheid, delle violazioni dei diritti umani e del genocidio in corso a Gaza possa essere ricondotta automaticamente all’antisemitismo. La critica politica a uno Stato, alle sue istituzioni, alle sue politiche e alla sua condotta militare deve rimanere pienamente legittima all’interno di una società democratica. La lotta contro l’antisemitismo è una responsabilità imprescindibile e non può essere indebolita da un uso strumentale della sua definizione. Ribadire questa distinzione significa difendere contemporaneamente la lotta contro ogni forma di razzismo e discriminazione e il diritto di contestare politicamente l’ideologia sionista, le politiche dello Stato di Israele e il sistema di occupazione e discriminazione imposto al popolo palestinese. Il rischio concreto è quello di introdurre un meccanismo di censura e autocensura capace di colpire non soltanto le piazze e i movimenti, ma anche università, ricerca, informazione, associazionismo e dibattito pubblico. In questo scenario, la solidarietà con il popolo palestinese rischia di essere sottoposta a una progressiva criminalizzazione e il dissenso politico a una forma di intimidazione istituzionale. E’ una deriva che riguarda la democrazia nel suo complesso. Il diritto di denunciare un’occupazione, contestare un sistema di apartheid, chiedere la fine delle violenze e delle operazioni militari e prendere posizione contro quelle che riteniamo gravi violazioni del diritto internazionale non può essere subordinato a una definizione che restringa arbitrariamente il campo della critica legittima. Per questo saremo in piazza: contro il bavaglio, contro la criminalizzazione della solidarietà, contro ogni limitazione della libertà di espressione e del diritto al dissenso. La nostra mobilitazione vuole riaffermare un principio semplice e non negoziabile: la solidarietà non è un crimine, il dissenso non è antisemitismo e la critica a Israele e allo Stato di Israele non può essere messa a tacere. Invitiamo associazioni, organizzazioni, lavoratrici e lavoratori, studentesse e studenti, ricercatrici e ricercatori, giornaliste e giornalisti e tutte le persone che hanno a cuore la libertà di espressione e i diritti fondamentali a unirsi alla mobilitazione.
Lunedì 9 settembre, alle ore 13:00, in Piazza Capranica, a Montecitorio. Per la libertà di espressione. Per il diritto al dissenso. Per la libertà accademica e di stampa. Per la solidarietà al popolo palestinese. Contro l’occupazione, l’apartheid e il genocidio. NoDdl1004 #Montecitorio #Roma #9Settembre #NoBavaglio #LibertàDiEspressione #DirittiUmani #AntisionismoNonèAntisemitismo #Palestina #FineOccupazione #NoApartheid #Gaza TUTTI I PROMOTORI
Ne parliamo con Chiara Habte, giornalista della Rete #NOBAVAGLIO.
Ci ha lasciate la compagna Carla, femminista, aveva militato sin dall'università con il collettivo femminista Speriamo che sia femmina, ci ha poi raccontato il sud america attraverso il CRIC e insegnato l'ecologismo con la Mobile. Arabista di eccellenza, ha diverse volte collaborato con ROR condividendo con tanta generosità le sue immense conoscenze del mondo arabo e della Palestina. È una grande perdita per tutte noi e per quella capacità di conoscere il mondo e poterlo cambiare sempre con eleganza e dignità.
Condividiamo un ricordo della Rete ricerca e università per la palestina, ultimo suo gruppo di appartenne.
La notizia della scomparsa di Carla Pagano ci ha colt3 impreparat3 e ci colpisce nel profondo del cuore. RUP ha avuto l'enorme fortuna di incrociare Carla, la sua intelligenza, la sua dedizione, la sua capacità politica e umana. Carla è arrivata a RUP dopo una lunghissima storia di militanza femminista che l'aveva portata già a lavorare da molti anni con compagn3 nordafricane e palestinesi. Carla è stata un imprescindibile punto di riferimento politico e umano: ricordiamo le sue comunicazioni, sempre gentili ma ferme nel ricordarci di fare qualcosa o nell'esprimere il suo punto di vista. Ricordiamo la sua dolcezza. Carla era una persona con una grande umanità che sapeva illuminare la strada giusta anche quando le differenze interne politiche e di analisi sembravano insuperabili. Lei era lì a sollevarci l'umore e a farci vedere invece che un modo per superarle c'era sempre, quando si ha un obiettivo comune.
Il suo impegno non si è fermato a RUP. Come spesso accade quando persone intelligenti e affini si incontrano, da RUP sono nate anche altre esperienze, come Una terra in comune iniziativa di solidarietà con alcune famiglie di Gaza, che Carla ha inaugurato e animato con generosità con altre persone in RUP.
Carla ci mancherà come l'ossigeno.
Diverse le collaborazioni sempre puntuali e importanti anche con radio ondarossa che potete ascoltare qui
Lettura delle lettere dal carcere del palestinese Ahmad Salem
Ahmad Salem, 24enne palestinese cresciuto in uno dei più grandi campi profughi palestinesi, Al-Baddawi, ha lasciato il paese per cercare un futuro. Dopo un primo passaggio in alcune città europee, è arrivato in Italia e si è presentato alla commissione territoriale di Campobasso per richiedere la protezione internazionale. In quell'occasione, durante la procedura di identificazione, mentre mostrava alcune fotografie dei propri documenti, il suo telefono è stato ispezionato. Al suo interno sono stati trovati un video pubblicato su TikTok, in cui denunciava il silenzio della comunità internazionale e dei Paesi arabi di fronte alla guerra a Gaza, alcune conversazioni private e video delle Brigate Al-Qassam, già disponibili online e rilanciati anche da diversi media italiani e non. Questi contenuti sono stati però motivo di arresto e, successivamente, della condanna a 4 anni di carcere per istigazione a delinquere e auto-addestramento con finalità di terrorismo, in applicazione delle nuove norme (dl sicurezza 2025) sul cosiddetto "terrorismo della parola".
Questa storia sembra voler equiparare il sostegno alla causa palestinese come terrorismo e ampliare con approccio repressivo e autoritario l'uso del diritto penale vorso chi resiste e dissente. Il solo possesso di materiale digitale è motivo oggi di arresto e detenzione.
Inoltre, questa storia racconta anche la persecuzione delle istituzioni italiane verso le persone migranti trattate come minacce. Il desiderio di avere una vita vivibile viene trasformato in un inferno, quali sono le carceri italiane.
Questa sentenza non è un caso isolato, ma il riflesso di una strategia repressiva che colpisce chiunque denunci il genocidio e l'occupazione della Palestina.
Libertà per Ahmad Salem
FREE PALESTINE
Per scrivere ad Ahmad Salem l'indirizzo è: Casa Circondariale di Rossano Calabro
Contrada Ciminata 1, 87064 Corigliano-Rossano (CS)