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Contro ogni guerra. Per il ritiro di tutte le missioni militari all’estero ( e che si rifinanzieranno oggi in parlamento)

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Immagine rimossa.

Oggi il Parlamento voterà la delibera del Governo relativa al rifinanziamento delle missioni militari all'estero, compresa quella che riguarda la Libia. Sono 2 le nuove missioni per le quali si chiede l’autorizzazione al Parlamento; in questo modo, il computo totale salirà quindi da 38 a 40. Sommando quanto previsto per le vecchie e per le nuove 40 missioni totali risulta un impiego complessivo di quasi 10K militari. In termini di ripartizione geografica, l’Africa conserva una sorta di primato con 19 missioni di varia natura, segue l’Europa (intesa non solo come “Vecchio Continente” ma anche come Mediterraneo/fianco Sud della NATO) con 11 e, infine, l’Asia con 10. Dunque il rifinanziamento alla Libia è solo il pezzo di un quadro più ampio. Queste missioni sono principalmente finalizzate a mantenere il controllo delle aree per l’estrazione e il passaggio di risorse strategiche, nonché delle zone chiave dei movimenti migratori. Le truppe di occupazione in Libia così come le navi nel golfo di Guinea difendono i siti estrattivi e le infrastrutture dell’ENI. Nel Sahel lo stato italiano manda carri armati, elicotteri e soldati con l’operazione Takuba, mentre in Niger sta entrando in funzione una base militare italiana. Ne parliamo con Oiza Queens Day Obasuyi, esperta di diritti umani, migrazioni e relazioni internazionali.

Più scheletri che armadi 4

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Quarta e ultima puntata della trasmissione.

In foto: Prigionieri ribelli – I prigionieri, in seguito tutti fucilati, sono abitanti di un villaggio nei pressi di Niksic; alcuni sono islamici, tra loro anche due donne che indossano il velo. Il soldato è un fante della divisone “Ferrara”. Le quattro fotografie sono scattate a Niksic, in Montenegro, tra il maggio e l'ottobre 1942. Il fotografo era un giovane militare di leva, alpino dell'XI battaglione genio per la divisione “Alpi Graie”.

Più scheletri che armadi 3

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Trasmissione su immigrazione e disagio psichico nell'ondata migratoria del secondo dopoguerra dall'Italia verso l'Europa, con l'intervento di Giorgio Antonucci)

Nella foto: Ribelli condannati – Un uomo e una donna. Le quattro fotografie sono scattate a Niksic, in Montenegro, tra il maggio e l'ottobre 1942. Il fotografo era un giovane militare di leva, alpino dell'XI battaglione genio per la divisione “Alpi Graie”.

Armi nucleari: col nuovo trattato è bandito anche il possesso

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Il trattato  sulla poibizione delle armi nucleari, approvato nel 2017 dall'assemblea generale dell'ONU, è stato ratificato da 50 stati membri. Questo obiettivo da piena forza di attuazione alle disposizione in esso contenute, ma solo per i paesi che lo ratificano. Nel caso dell'Italia, ad esempio, se il governo italiano lo ratificasse le circa 40 testate nucleari dislocate nelle basi di Aviano e Ghedi dovrebbero essere rispedite negli USA. Ma gli ostacoli frapposti dai paesi che detengono armi nucleari e da quelli che (pur non avendone) aderiscono alla NATO, sono enormi e solo una forte mobilitazione popolare può indurli a cambiare posizione.

Ne parliamo con Angelo Baracca e Joachim Lau, avvocato ed esperto di diritto internazionale.

Sardegna: Bakis Beks il rapper a processo

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L'11 settembre scorso alle ore 18:30, c'è stato un SIT-IN in solidarietà a Bakis Beks!
Passione civile e talento sono tratti che hanno fatto risaltare sulla scena rap un artista come Bakis Beks, che da tempo mostra sui palchi la creatività e il coraggio di esprimere, attraverso la forma d'arte che sente più vicina, la propria opinione e il proprio pensiero.
Anche per questo motivo ha destato un coro di indignazione, specialmente nella comunità nuorese, la notizia che Bakis insieme ad altri giovani siano stati colpiti da un inqualificabile atto repressivo, con un decreto penale di condanna che li ha raggiunti a seguito di un concerto rap.
Le forze repressive hanno ritenuto di incriminare le parole di una canzone in cui Bakis ha cantato tutta la sua contrarietà alla presenza dei poligoni militari in Sardegna: “non c’è tempo per mediazioni – indennizzi – conciliazioni - questo è un messaggio ai coloni - basta, fuori dai coglioni!”.
Ad essere incriminata è anche la coreografia che accompagna il testo musicale ovvero “il dito medio”, comune espressione di denuncia degli artisti rap.
A detta degli inquirenti che erano presenti al concerto l’8 settembre 2018 a Nuoro, quelle parole e quella coreografia sarebbero state espresse oltraggiosamente contro di loro.
Tra qualche mese per il cantante ed alcuni fan si aprirà un processo presso il Tribunale di Nuoro, nel quale verrà messa in discussione la libertà di espressione e la libertà dell’arte.
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Sentiamo l'avvocata Giulia Lai dell'associazione Libertade

Elisabetta Donini: scienza e femminismo

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Rapporti tra scienza, potere e modelli di sviluppo, processi che hanno fatto e fanno del sistema scientifico-tecnologico un cardine del modello di sviluppo, all’insegna della logica dei rapporti di forza sul mercato e dell’esercizio militare del potere, attraverso cui si sostengono le classi ed i paesi dominanti.
Questa mattina con Elisabetta Donini, fisica e storica delle scienze femminista antimilitarista, vorremmo attualizzare questi ragionamenti prendendo dapprima in esame il gap che intercorre tra l’ideale di una dimensione cooperativa nell’esplorazione conoscitiva e l’esito concreto dell’impegno per il profitto nella produzione di un farmaco nel caso del coronavirus, per poi richiamarci al nodo scienza-guerra, nodo che è stato oggetto anche della critica femminista della scienza, ma non solo, e che potrebbe offrire ancora strumenti per agire nel presente.