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Ancora un tentato omicidio durante uno sciopero

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Stamani, durante uno sciopero alla Miliardo Yida di Pontecurone (AL) si è sfiorato un altro morto a pochi giorni dall'uccisione a Biandrate di Adil, infatti poco dopo l'inizio dello sciopero, sbucando all'improvviso dalla via Emilia col suo camioncino, il responsabile interno della Miliardo Yida si è lanciato a folle velocità contro gli operai e i solidali presenti. Un operaio è ricoverato in ospedale.

Un compagno del Si Cobas, davatni ai cancelli della Miliado Yida dove continua la protesta, ci racconta l'accaduto

Logistica di nuovo in piazza a Roma

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Durata 28m 14s

Oggi nuova giornata di lotta dei lavoratori della logistica indetta dal Si Cobas, dalle 14 quando intorno alle 14 i lavoratori si sono concentrati sotto il Ministero dello sviluppo economico, per la riapertura della sede di Fedex Tnt di Piacenza, contro la repressione degli scioperi, le aggressioni padronali, per denunciare l'omicidio di Adil e per le vertenze dei disoccupati e precari della manutenzione stradale della Campania.

Non ottenendo risposte lavoratori, lavoratrici e studenti sono partiti in corteo verso palazzo Chigi ma sono stati bloccati dalle forze dell'ordine con cui hanno contrattato un incontro con il ministro del lavoro Orlando.

La corrispondenza con un compagno del Si Cobas è sotto il ministero del lavoro dove a sera ancora il ministro non si era fatto vedere tanto che lavoratori/trici 4 ore e mezza di attesa, dopo la corrispondenza che ascoltate in questo post, sono saliti sulle impalcature di via Molise per protestare contro il voltafaccia di Orlando, come si può vedere nella foto

La lotta nell'hub Fedex/TNT di Piacenza

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EMESSI 15 FOGLI DI VIA PER I FACCHINI DI PIACENZA: LO STATO E I PADRONI SONO UNITI CONTRO I LAVORATORI! L’UNICA “PERICOLOSITA’ SOCIALE” E’ QUELLA DEI PROFITTI!

Stamattina [3 maggio], nelle stesse ore in cui decine di agenti in assetto antisommossa assediavano il presidio operaio, minacciando e strattonando i lavoratori in sciopero, la Questura di Milano comunicava ai manifestanti l’emissione di 15 fogli di via obbligatori dal comune di Peschiera Borromeo a carico dei lavoratori Fedex di Piacenza che in queste settimane stanno combattendo una dura ed eroica lotta contro la multinazionale statunitense a seguito della chiusura dell’hub piacentino. Al momento il provvedimento è stato già notificato a 3 lavoratori, e altri 6 sono stati già convocati in Questura per la giornata di domani.

Ci troviamo chiaramente di fronte a un innalzamento del livello di scontro che ha pochi precedenti nella storia dei conflitti sindacali nel nostro paese.
Gli apparati repressivi dello Stato entrano sempre più a gamba tesa in una vertenza che vede 280 famiglie ridotte alla fame e migliaia di posti di lavoro a rischio per opera di una multinazionale che in piena pandemia sta continuando ad accrescere esponenzialmente il proprio fatturato e che solo nell’ultimo trimestre ha registrato 1,28 miliardi di profitti, ma nonostante ciò sta mettendo in campo una pesante ristrutturazione contro la quale sono in corso lotte ed agitazioni in numerosi magazzini d’Europa, su tutti quello di Liegi in Belgio.

Lo Stato sta svelando il proprio ruolo di cinico e spietato esecutore della volontà di padroni miliardari e senza scrupoli, di apparato dedito alla repressione sistematica e alla sete di vendetta dei padroni contro quegli operai che negli ultimi 10 anni hanno osato alzare la testa e imporre con la lotta il rispetto di quei diritti, di quelle leggi e di quei contratti nazionali scritti su un pezzo di carta ma mai applicati dai padroni, ne tantomeno fatti valere dalle istituzioni e dai sindacati di stato.

Tutto ciò risponde a un chiaro disegno politico: per i padroni e per il governo Draghi, eliminare la presenza scomoda del SI Cobas e sopprimere l’anomalia del movimento dei lavoratori della logistica è il passo preliminare e necessario da compiere per spianare la strada alla nuova ondata di macelleria sociale che si prefigura nelle prossime settimane e nei prossimi mesi con la fine della moratoria sui licenziamenti.

I capitalisti- imperialisti americani di Fedex in queste settimane hanno trovato pane per i loro denti!
Hanno dovuto fare i conti con l’orgoglio, col protagonismo e con la solidarietà di migliaia di operai pronti a battersi come leoni fuori ai cancelli dei magazzini per impedire che nella logistica l’orologio della storia e dei diritti venga riportato indietro di decenni!
Stanno pagando a caro prezzo la loro arroganza, col blocco quasi totale delle principali attività delle spedizioni nazionali e internazionali!

Ora, trovandosi in estrema difficoltà, invocano il soccorso della Questura di Milano, la quale pur di obbedire tempestivamente agli ordini dei padroni, emette dei fogli di via sulla base di una presunta “pericolosità sociale” di 15 operai.

Neanche questa ennesima provocazione, degna di uno stato di polizia, servirà a fermare la lotta.
Gli scioperi e i presidi andranno avanti finchè non si troverà una soluzione accettabile e concreta al destino dei 280 di Piacenza, e finchè Fedex/TNT non si metteranno in testa che il sindacato con cui trattare lo scelgono i lavoratori e non i padroni!

Intanto domani saremo in piazza a Roma, decisi e compatti, per esigere dal governo Draghi l’apertura di un tavolo di crisi.

Avanti SI Cobas!

Italpizza maxiprocesso alle operaie e agli operai: il 3 ottobre tutti a Modena!

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Contro la repressione, in solidarietà alla lotta delle lavoratrici e dei lavoratori Italpizza (e del modenese, nonché di tutta Italia denunciati o sotto processo oltre che di tutte le compagne e i compagni attaccati dalla repressione di Stato), il 3 ottobre si svolgerà a Modena una manifestazione nazionale (qui maggiori info) chiamata dalle operaie e dagli operai coinvolti in questa ennesima ondata repressiva. Il rinvio a giudizio di 120 tra operaie e operai di Italpizza e militanti del SI Cobas, è infatti solo l’ultimo atto di un sistematico attacco al diritto di sciopero e di organizzazione sindacale. Queste ultime incriminazioni si aggiungono ad altre centinaia di denunce contro lavoratrici e lavoratori: più di 450 a cui vanno aggiunti 12 fogli di via, 4 avvisi orali e il blocco delle pratiche di cittadinanza per diverse decine di loro. Cifre impressionanti che mostrano chiaramente la volontà di fermare le lotte operaie in un territorio dove istituzioni, malavita e affari sono talmente intrecciati da sembrare indistinguibili e che rappresentano prove generali di una repressione che poi verrà replicata nel resto del paese.

1/07 Presidio SiCobas al MISE

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Corrispondenza radio con i sindacalisti del SiCobas durante il presidio tenutosi il 1 Luglio di fronte al MISE. Un presidio che vuole mettere il Ministro Di Maio di fronte alle proprie responsabilità. Basta promesse per i lavoratori, è ora di intervenire con misure concrete. Riportiamo il testo di convocazione della manifestazione.

Da Italpizza alla Finiper, da SGT a Mercatone Uno: ai licenziamenti di massa, ai ricatti e alle condotte antisindacali dei padroni, l’unica risposta dello Stato e del “governo del cambiamento” è la repressione e la criminalizzazione degli scioperi.

Da mesi chiediamo al Ministro Di Maio una presa di posizione chiara e atti concreti per far fronte all’ondata di crisi, chiusure e delocalizzazioni, dove migliaia di lavoratori in appalto, in subappalto e degli indotti vengono licenziati senza neanche poter accedere agli ammortizzatori sociali, e da mesi chiediamo l’apertura di un confronto col Ministero per allargare l’accesso al Reddito di cittadinanza e cambiare gli attuali criteri restrittivi e discriminatori.

Di fronte al silenzio delle Istituzioni, il SI Cobas scende in piazza e indice per lunedì 1 luglio un presidio al MISE nel quale ribadiremo con forza che le istanze dei lavoratori, dei licenziati e dei disoccupati vanno ascoltate ed esaminate, non represse!

Toccano uno – Toccano tutti!

Uniti si vince!

SI Cobas

https://www.facebook.com/events/203712903883772/


Licenziamenti, manganello e carcere contro chi sciopera.

Benevolenza, complicità e impunità per chi sfrutta, evade e delocalizza.

Adesso basta!

Di Maio si assuma le sue responsabilità.

Lunedì 1 luglio tutti a Roma!

S.I. Cobas