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Palestina

Tattoo fest per Boxe contro l'assedio

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In comunicazione telefonica con un compagno del collettivo Dans la Rue, abbiamo parlato della terza edizione del Tatto Fest, che si terrà il sabato 24 e la domenica 25 al CSA Brancaleone, a benefit di Boxe contro l'assedio, proggetto di scambio e formazione tra pugil* palestines* e italian*.

Dalla Palestina alle scuole

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In comunicazione telefonica con un compagno solidale con la Palestina, abbiamo parlato dell'assemblea pubblica che si terrà, questo venerdì 23 gennaio a partire dale ore 16:00, ad Albano per parlare di come il genocidio in Palestina condiziona le nostre vite e di come reagire all'economia di guerra e alle leggi repressive.

Fermiamo la demolizione del campo di calcio dell'Aida Camp di Betlemme

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"SAVE AIDA PITCH, SAVE OUR DREAMS": APPELLO PER SALVARE IL CAMPO SPORTIVO DELL'AIDA CAMP A BETLEMME

In West Bank, la battaglia per salvare dalla demolizione il campo sportivo del campo profughi Aida, alle porte di Betlemme, continua. Addossato al muro dell'apartheid costruito da Israele, che ne ha ordinato la distruzione lo scorso novembre , il campo è divenuto negli ultimi un simbolo della resistenza culturale, sociale e anche sportiva dei palestinesi, essendo di fatto uno dei pochissimi spazi più o meno sicuri in cui intere generazioni, in particolare bambine/i, possono muoversi e correre, senza il rischio incombente di una pallottola. Tel Aviv, di fronte alle pressioni dal basso, ha posticipato di una settimana l'abbattimento. Sono infatti molte le iniziative partite in difesa del campo gestito dall'Aida Youth Center. Tra queste "Save Aida Pitch, Save Our Dreams", l'appello rivolto a Fifa e Uefa affinchè fermino l'ennesiva offensiva sionista. 

Una compagna ci racconta il presidio che c'è stato lunedì 19 gennaio a Roma e ci aggiorna sulla mobilitazione di espulsione di Israele dalle competizioni sportive che sta crescendo a livello internazionale.

Rinviata l'udienza per Ahmad

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Ahmad Salem, 24 anni, palestinese e richiedente asilo in Italia, è in carcere da oltre otto mesi per un video in cui invitava alla mobilitazione contro il genocidio a Gaza. Durante l’audizione per l’asilo il suo telefono è stato sequestrato e, sulla base di frasi decontestualizzate, gli sono stati contestati reati di istigazione e "terrorismo della parola".

Le accuse si fondano anche su video della resistenza in Palestina girati a Gaza, gli stessi diffusi per mesi dai media italiani, privi di qualsiasi contenuto addestrativo, come vorrebbero far credere l'accusa. Nonostante ciò Ahmad è detenuto in regime di alta sicurezza, in attesa di giudizio, nel carcere di Rossano Calabro.

Il suo caso mostra come la solidarietà con la Palestina e ogni mobilitazione politica e di massa vengano oggi criminalizzate attraverso nuove norme repressive.

Nel primo audio lancio del presidio di martedì 20 gennaio 2026, alle ore 12:00, in concomitanza con l'udienza  al Tribunale di Campobasso.

Nel secondo audio la conclusione della giornata: l'udienza viene rinviata al 10 marzo mentre in aula e fuori dal Tribunale la solidarietà di compagne e compagni

Scuola: solo repressione

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La trasmissione affronta la morte tragica di uno studente in un istituto superiore di La Spezia: un componente del comitato antimilitarista della città  riflette intorno a questo dramma e spinge a trovare insieme le risposte più adeguate per rilanciare il ruolo democratico ed educativo delle scuole, che possa incidere realmente sulle condizioni sociali delle nuove generazioni, investire soldi per ridurre il numero di studenti per classe, sviluppare attività per rafforzare le relazioni, promuovere l'educazione all'affettività e alla sessualità. E non militarizzare, come Valditara e governo indicano (vedi metal detector).

Analizziamo poi la nota indirizzata ai/alle dirigenti di Roma e provincia che deriva dalla circolare del Ministero rivolta alla rilevazione degli alunni palestinesi su scala nazionale. Spieghiamo perché non regge il confronto con l'Ucraina dichiarato dal ministro Valditara, che si sente offeso da chi denuncia questa iniziativa come una schedatura etnica della popolazione palestinese presente in Italia, che nulla ha a che vedere con presunti interventi di accoglienza.

Registriamo l'ennesimo caso di censura, avvenuto al liceo Marco Polo di Venezia: la scuola organizza un progetto approvato dal Collegio docenti che consiste in una serie di appuntamenti con tema Palestina (mostra, presentazione di libri, proiezione film): un blogger lancia la notizia, un politico di destra interviene, monta la gogna mediatica e il ministero decide di inviare ispezioni. L'accusa, falsa, è sempre di antisemitismo. 

Corrispondenza su Idrovolante edizioni (pantheon di estrema destra) che prova ad entrare nelle scuole, in particolare ad Alatri. Le proteste ne bloccano l'ingresso. 

Sentenza in primo grado di Anan, Alì e Mansour

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Venerdì 16 Gennaio presso il Tribunale dell'Aquila si è svolta la sentenza in primo grado per il processo di cui la magistratura italiana ha voluto farsi carico per conto di Israele contro i rifugiati politici palestinesi Anan Yaesh, Ali Irar e Mansour Doghmosh; gli ultimi due sono stati assolti, Anan Yeash, in carcere già da due anni, è stato condannato a 5 anni e 6 mesi. In 90 giorni dovranno essere note le motivazioni della sentenza; gli\le avvocat* ricorreranno in appello. 

Fuori dal tribunale e nell'aula del processo tante persone hanno portato solidarietà agli imputati per un processo che vuole condannare la resistenza palestinese ad uno stato occupante e sionista. 

Ne abbiamo parlato telefonicamente con una delle avvocate che ha seguito il processo. 

Sul nostro sito www.ondarossa.info potete trovare differenti approfondimenti a riguardo. 

 

 

#Note dall'UK

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Con la fine dello sciopero della fame di Heba, Kamran e Lewie, attivist* di Palestine Action attualmente in carcere, facciamo il punto sulle vittorie ottenute e sul significato e l'impatto politico della loro protesta. Per ulteriori informazioni, rimandiamo al sito del collettivo britannico Prisoners for Palestine, che sostiene tutte le persone incarcerate nel Regno Unito per la loro attività politica a favore della liberazione della Palestina: https://prisonersforpalestine.org/.