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Il Belgio, un paese a rischio?

A quindici giorni dalle stragi di Bruxelles, ritorniamo a parlare del Belgio, un paese in cui le contrapposizioni linguistiche ed etniche interne continuano a segnare profondamente la vita sociale e politica e dove la destra fiammigna, e non solo, continua a mietere consensi.

 

Ne parliamo con Paolo Perri, ricercatore presso l'università di Siena ed autore di un articolo sul Belgio apparso recentemente sulla rivista "Il Mulino" (leggi qui).

 

Attentati a Bruxelles

Stamattina a Bruxelles degli attacchi congiunti all'aeroporto e ad una stazione della metropolitana del centro della capitale belga hanno provocato morti e feriti; i media parlano di almeno 26 vittime e oltre 100 feriti.

Nella prima corrispondenza, con Guido Caldiron, proviamo a raccontare brevemente cosa è successo nel corso della mattinata e ad analizzare lo scenario che si prospetta a livello politico e di gestione dell'ordine pubblico.

 

BRUXELLES.RIVOLTA E INCENDIO IN CENTRO PERMANENZA

In Belgio una protesta è scoppiata in un centro di permanenza per richiedenti asilo, che hanno appiccato un incendio, e alcuni dei quali minacciano di impiccarsi in segno di protesta per le condizioni di detenzione e per presunti soprusi delle guardie da loro denunciati. L'incendio si è sviluppato in un'ala del centro di permanenza di Steenokkerzeel, vicino all'aeroporto di Bruxelles. Alcuni degli ospiti del centro sono stati evacuati e condotti verso altre strutture simili, mentre altri sono saliti sul tetto.