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Tregua a Shengal

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Nell’agosto 2014 iniziava la brutale occupazione dell’Isis. Sette anni dopo la comunità ezida usa l’autogoverno contro l’assedio degli Stati e gli ostacoli interni: «All’inizio l’interesse per il confederalismo democratico è stato acritico, più per sopravvivenza che per consapevolezza politica. Oggi quel modello è in fieri». In questi giorni è iniziata un’offensiva su larga scala dell’esercito iracheno contro l’autogoverno ezida con l'obiettivo di smantellarne il progetto politico e riportare la zona sotto il controllo dello Stato.

Ne parliamo con Chiara Cruciati giornalista del manifesto

Hasakah attacco Isis alla prigione di Sina'a

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L’attacco realizzato dallo Stato islamico alla prigione di Sina’a, nel quartiere di Ghiweiran ad Hasakah, nord est siriano, tra giovedì 20  e venerdì 21 gennaio, è stato il più grave degli ultimi anni. Un attacco coordinato, tra dentro e fuori, tra i prigionieri islamisti detenuti dalle Forze democratiche siriane (Sdf) e le cellule ancora libere di operare.

Ne parliamo con Chiara Cruciati giornalista del Manifesto

Corrispondenza con Davide Grasso, combattente YPG italiano, in vista dell'incontro che terrà mercoledi 29 marzo alla Sapienza

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Corrispondenza antipasto con Davide Grasso, combattente internazionale delle YPG, tornato in Italia da pochi mesi dopo aver partecipato alle operazioni militari delle forze siriane democratiche in Rojava.

Mercoledi prossimo Davide sarà presente alle tensostrutture del pratone della Sapienza (h16) per raccontare la propria esperienza.

Un' occasione per ribaltare la narrazione tossica che stampa e televisioni fanno del conflitto civile siriano ed affrontare la crescita del fenomeno jihadista in medio oriente come in Europa.

 

La Turchia invade la Siria. Obiettivo: la resistenza popolare curda

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Riproponiamo le corrispondenze di un compagno da Kobane [via Radio Onda d'Urto]

 

I carri armati della Turchia, ottenuto il beneplacito di Usa e Russia, sono entrati in Rojava, il territorio nel Nord della Siria strappato agli jihadisti di Daesh dalla resistenza popolare di Ypg e Ypj, le milizie a maggioranza curda (ma non solo curde, vista la presenza di milizie arabe e di altre componenti, riunite nelle Forse Democratiche Siriane capaci di dare vita, nel dramma della guerra siriana, a un progetto politico rivoluzionario come quello del confederalismo democratico.

 

L’obiettivo ufficioso dell’operazione turca “Scudo dell’Eufrate” lanciata mercoledì 24 agosto nel giro di poche ore è diventato quello ufficiale: impedire l’unificazione delle due aree liberate dalla resistenza curda, ricacciando YPG e YPJ a est del fiume Eufrate, come richiesto anche dal vicepresidente Usa Joe Biden, volato a Istanbul per siglare la rinnovata intesa con la Turchia, sulla testa dei curdi: “Abbiamo detto chiaramente alle Forze siriane democratiche e al Pyd (curdi siriani) che dopo l’operazione di Manbij devono tornare al di là del fiume (a est dell’Eufrate, ndr) e, se non lo faranno, non avranno il supporto degli Stati Uniti”, ha detto Biden incontrando a Istanbul il premier turco,  Binali Yildirim.

 

Da Kobane, nella Siria liberata da compagne e compagni curdi (e non solo), abbiamo raggiunto l’inviato di Radio Onda d’Urto (clicca qui per l’archivio con tutti gli audio) e Infoaut, che nel corso dell’ultimo fine settimana di agosto ci ha mandato diversi aggiornamenti audio sia per quanto riguarda la situazione sul terreno che alcune prime analisi di carattere politico.

 

Le proponiamo di seguito, divise per argomento:

Audio da Kobane sul contesto internazionale dell’attacco da parte della Turchia

Audio da Kobane sulla reazione di compagne e compagni di YPG e YPJ all’attacco e alla posizione degli Usa

Audio da Kobane sulle strategie mediatiche in atto in merito all’attacco della Turchia

Audio da Kobane sulla situazione tra Jarablus e Manbji, la zona più calda (prima parte)

Audio da Kobane sulla situazione tra Jarablus e Manbji, la zona più calda (seconda parte)

 

 

Cosa accade in Libia

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Una lunga analisi della situazione in Libia, con la giornalista free lance nancy Porsia:

la reale reale presenza di Isis a Sirte, l'attività militare sul territorio di Italia, Uk e Usa, l'azione a sè della Francia, i motivi del raid aereo degli ultimi giorni.

In ultimo uno sguardo alla situazione reale del paese, completamente allo sfascio, la popolazione incredibilmente impoverita e i tentativi di fuga.

Libia, corrispondenza sulla situazione geopolitica

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Corrispondenza con Nancy Porsia - giornalista freelance con base in Libia - sulla situazione dello Stato nordafricano, poco dopo la scelta e il sostegno delle Nazioni Unite al "governo" di Serraj, in un momento in cui una guerra civile a bassa intensità va a mescolarsi a interessi petroliferi (anche italiani). Situazione che si intreccia a quella del "brand" dello Stato Islamico/Daesh, nonché alla questione della migrazione verso l'Europa e alle politiche espansionistiche di Al Sisi.
Per approfondimenti account twitter: https://twitter.com/nancyporsia

E alcuni articoli e video (molti articoli sono in inglese):

http://video.sky.it/news/mondo/tripoli_prime_reazioni_della_piazza_dopo_arrivo_serraj/v278025.vid http://video.sky.it/news/mondo/un_miliziano_uomo_sicurezza_mellitah_trafficante_migranti/v275697.vid https://deathbyrescue.org/assets/annexes/Porsia_Libya_smugglers.pdf http://www.intrasformazione.com/index.php/intrasformazione/article/view/223/pdf http://espresso.repubblica.it/internazionale/2015/04/21/news/libia-nel-caos-ecco-chi-lucra-sulla-disperazione-1.208991 http://www.dw.com/en/islamic-state-holds-libyan-town-in-grip-of-terror/a-18926131 http://www.dw.com/en/in-libya-islamic-state-caliphate-grows-on-tribal-fears/a-18300716 http://www.theguardian.com/world/2014/aug/01/libya-people-smuggle-provide-service