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Brescia: operazione repressiva contro gli antifascisti

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Operazione repressiva sabato 8 settembre a Brescia contro compagni antifascisti del bresciano.

Al momento (ore 16.45) quattro le persone colpite, con perquisizioni domiciliari. Due compagni sono stati portati in Questura a Brescia, dove è arrivato l'avvocato dei compagni.

I reati ipotizzati paiono essere danneggiamento e violenza privata.

L’operazione repressiva è collegata all’asserito “assalto” alla sede di Forza Nuova in via Milano (Brescia) di ieri sera, venerdì 7 settembre, resa nota attraverso i social dai neofascisti.

Ci aggiorna Andrea Cegna di Radio Onda d'Urto (segui per info).

8-25 agosto, Brescia: XXVII Festa di Radio Onda d’Urto

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La XXVII Festa di Radio Onda d’Urto si terrà da mercoledì 8 a sabato 25 agosto 2018, come sempre nell’area feste di via Serenissima a Brescia!

CLICCA QUI PER IL LIBRETTO CON TUTTI GLI APPUNTAMENTI, SERATA PER SERATA.

Presentiamo la festa con Andrea Cegna, redattore dell'emittente bresciana.

Qui trovi il sito della festa.

Solidarietà a Radio Onda d'Urto!

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Radio Onda d'Urto è stata rapinata! Li abbiamo contattati in trasmissione per parlare della situazione e della campagna abbonamenti 2017. Riportiamo qua sotto anche il comunicato di Radio Onda d'Urto.


11-17 dicembre - Campagna Abbonamenti 2017!

RADIO ONDA D'URTO E' STATA... RAPINATA! APPELLO ALLA SOLIDARIETA', ATTRAVERSO LA CAMPAGNA ABBONAMENTI E SOTTOSCRIZIONI, PER NON ESSERE COSTRETTE-I AL SILENZIO.

Radio Onda D'Urto è in un momento di grave difficoltà economica: rischia di non avere le risorse per quest'anno radiofonico e coprire così le spese fino alla prossima Festa di agosto. Questa situazione è determinata da un'ingiusta gabella di 180 mila euro che l'Agenzia delle entrate di Brescia ci ha imposto.
La cronaca è molto chiara: nel 2006 abbiamo fatto uno scambio di frequenze con un network commerciale privato per eliminare problemi di interferenze. Dopo aver chiesto indicazioni a funzionari del ministero delle Comunicazioni e a vari esperti del settore su come realizzare regolarmente l'operazione, abbiamo ceduto la nostra storica 106,5 Fm in cambio di quella attualmente occupata. Si è trattato di un baratto, senza alcuno scambio di denaro, che non ci ha fatto guadagnare nulla in termini finanziari, ma ci ha permesso di avere un segnale senza più disturbi. Dopo alcuni anni ci è stato intimato di pagare: per l'Agenzia delle entrate avremmo infatti ottenuto una plusvalenza e dovevamo quindi pagare una considerevole imposta. Il nostro ricorso contro questa sanzione ha vinto in due gradi di giudizio (con relativo sbugiardamento quindi dell'Agenzia delle entrate) davanti a un'apposita commissione tributaria, che ha riconosciuto non esserci stato alcun profitto nello scambio e ha condannato pure la controparte al pagamento delle spese processuali. L'Agenzia delle entrate, con pervicacia e protervia, ha impugnato entrambe le sentenze a noi favorevoli trascinandoci quindi davanti alla Cassazione. Qui, secondo il parere dei nostri consulenti e legali, avremmo, con molta probabilità, perso: difficilmente l'Alta Corte avrebbe infatti riconosciute la peculiarità e l'anomalia di una emittente come Radio Onda d'Urto, gestita da un'Associazione culturale senza fini di lucro e che – per questo - non ha obbligo di mettere a bilancio le proprie frequenze. In parole povere, avremmo rischiato che i giudici considerassero senza valore la nostra frequenza (in quanto non valutata) e ritenessero che, dalla permuta, Radio Onda D'Urto ci avesse guadagnato, ottenendo un canale che l'altro soggetto dello scambio, il network commerciale, aveva stimato in 400mila euro circa. Tutto questo perché loro l'avevano messo a bilancio e noi no: essendo un Associazione culturale, non dovevamo farlo. Un pronunciamento negativo della Cassazione avrebbe significato una sanzione da oltre 450 mila euro, con conseguenti pignoramenti, che avrebbe minacciato la stessa esistenza della Radio o - comunque - l'avrebbe pesantemente ipotecata per molti anni. Si è presa quindi la decisione probabilmente più sofferta della nostra storia: sottostare al "ricatto" dell'Agenzia delle entrate e pagare 180mila euro per salvaguardare Radio Onda D'Urto dalla "roulette russa" della Cassazione.
Noi consideriamo quanto ci è accaduto una sorta di "rapina politica". In un contesto in cui l'evasione fiscale nel bresciano ha proporzioni enormi (ben oltre un miliardo di euro secondo le stime ufficiali), l'Agenzia delle entrate ha deciso con un vero e proprio accanimento di vessare una realtà autogestita che non ha mai guadagnato un euro in 32 anni, non trasmettendo pubblicità e basandosi esclusivamente sull'autofinanziamento. Avrebbero potuto accettare i due gradi di giudizio dove ci hanno dato ragione e, invece, hanno deliberatamente deciso, con ostinazione...quantomeno sospetta, di proseguire il contenzioso, sapendo che noi rischiavamo tutto e loro, invece, nulla! Non importa, inoltre, se lo Stato ci deve ancora dare più di 35mila euro di rimborsi delle bollette telefoniche ed elettriche, che attendiamo ormai dal lontano 2009!
Per pagare abbiamo dovuto utilizzare tutte le riserve che avevamo accantonato in dieci anni, grazie all'abnegazione e all'impegno di centinaia di volontari e di volontarie. Adesso non abbiamo più un soldo, siamo stati messi a terra ma siamo assolutamente intenzionati a risollevarci e a non farci tappare la bocca. Siamo convinti che in uno scenario di moderna barbarie capitalistica, caratterizzata dalla cancellazione dei diritti sociali, dal peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro, dal pericolo xenofobo e dal ripresentarsi dei fascismi, l'esistenza di uno strumento di comunicazione antagonista e di informazione libera come Radio Onda D'Urto sia un prezioso bene comune da salvare.
Chiediamo quindi a tutti e a tutte di aderire alla campagna straordinaria di abbonamenti (da 7 euro al mese) e di sottoscrizione che è iniziata lunedì 11 dicembre e finirà domenica 17 dicembre.
Non ci faranno tacere, mai!

Per informazioni: 03045670 o www.radiondadurto.org/sostienici

9-26 agosto: la Festa Radio Onda d'Urto a Brescia

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Il 9 agosto (fino al 26 agosto) inizierà la XXVI Festa di Radio Onda d'Urto, storica emittente antagonista di Brescia, in onda dal 1985. Fitto il calendario di iniziative, sia ludico-ricreative che di dibattito.

Un redattore di Radio Onda d'Urto presenta la festa ai nostri microfoni.

Maggiori info su www.festaradio.org

La Turchia invade la Siria. Obiettivo: la resistenza popolare curda

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Riproponiamo le corrispondenze di un compagno da Kobane [via Radio Onda d'Urto]

 

I carri armati della Turchia, ottenuto il beneplacito di Usa e Russia, sono entrati in Rojava, il territorio nel Nord della Siria strappato agli jihadisti di Daesh dalla resistenza popolare di Ypg e Ypj, le milizie a maggioranza curda (ma non solo curde, vista la presenza di milizie arabe e di altre componenti, riunite nelle Forse Democratiche Siriane capaci di dare vita, nel dramma della guerra siriana, a un progetto politico rivoluzionario come quello del confederalismo democratico.

 

L’obiettivo ufficioso dell’operazione turca “Scudo dell’Eufrate” lanciata mercoledì 24 agosto nel giro di poche ore è diventato quello ufficiale: impedire l’unificazione delle due aree liberate dalla resistenza curda, ricacciando YPG e YPJ a est del fiume Eufrate, come richiesto anche dal vicepresidente Usa Joe Biden, volato a Istanbul per siglare la rinnovata intesa con la Turchia, sulla testa dei curdi: “Abbiamo detto chiaramente alle Forze siriane democratiche e al Pyd (curdi siriani) che dopo l’operazione di Manbij devono tornare al di là del fiume (a est dell’Eufrate, ndr) e, se non lo faranno, non avranno il supporto degli Stati Uniti”, ha detto Biden incontrando a Istanbul il premier turco,  Binali Yildirim.

 

Da Kobane, nella Siria liberata da compagne e compagni curdi (e non solo), abbiamo raggiunto l’inviato di Radio Onda d’Urto (clicca qui per l’archivio con tutti gli audio) e Infoaut, che nel corso dell’ultimo fine settimana di agosto ci ha mandato diversi aggiornamenti audio sia per quanto riguarda la situazione sul terreno che alcune prime analisi di carattere politico.

 

Le proponiamo di seguito, divise per argomento:

Audio da Kobane sul contesto internazionale dell’attacco da parte della Turchia

Audio da Kobane sulla reazione di compagne e compagni di YPG e YPJ all’attacco e alla posizione degli Usa

Audio da Kobane sulle strategie mediatiche in atto in merito all’attacco della Turchia

Audio da Kobane sulla situazione tra Jarablus e Manbji, la zona più calda (prima parte)

Audio da Kobane sulla situazione tra Jarablus e Manbji, la zona più calda (seconda parte)

 

 

Brescia: XXV Festa di Radio Onda d'Urto

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XXV edizione della Festa di Radio Onda d’Urto (10-27 agosto 2016): festa di autofinanziamento dell’emittente antagonista Radio Onda d’Urto, fondata il 18 dicembre 1985 a Brescia.

 

Ne parliamo con un compagno della redazione, nonché tra i fondatore dell'emittente.

 

Per il programma completo: www.festaradio.org

Per informazioni sul libro: www.agenziax.it/londa-durto/

 

Migranti a Como: la situazione al confine italo-svizzero

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Cosa sta succedendo a Como, al confine italo-svizzero?

 

Almeno 500 migranti sono ammassati alla stazione FS di Como San Giovanni. Molti di loro cercano di varcare il confine ma la Svizzera ha chiuso la frontiera e dnque i migranti vengono respinti e per loro sono pronte nuove deportazioni (destinazione Taranto). Diversa la composizione etnica dei migranti: uomini, donne e minori da Nigeria, Senegal, Etiopia, Somalia, Ghana, addirittura un ragazzo palestinese.

 

 

 

Andrea Cegna, redattore di Radio Onda d'Urto e collaboratore de "il manifesto" (qui i suoi contributi sul tema), ci fa un quadro e una sintesi delle giornate precedenti nella città, tra tensioni con la polizia e il tentativo di mobilitazione dell'associazionismo locale comasco ed elvetico.

 

Nella seconda corrispondenza, un solidale di Como ci dà le sue impressioni, tra tentativi di autorganizzazione dei migranti (frenati però dalla diversa composizione dei richiedenti asilo) e mobilitazione dei solidali, in una situazione comunque estremamente fluida.

 

Per info e mettersi in contatto con i/le solidali scrivere a retesolidalecomo@gmail.com