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antifascismo

L'informazione italiana tra remigrazione e complottismo antisemita

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Due eventi degli ultimi giorni descrivono il clima dell'informazione in Italia:

Con il quotidiano La Verità, diretto da Maurizio Belpietro, è uscito in edicola il nuovo manifesto della destra radicale europea scritto da Martin Sellner, neonazista austriaco, che profetizza l'espulsione di massa da tutto il continente dei non-europei. Allo stesso Martin Sellner mesi fa fu impedito di entrare in Italia per partecipare al primo incontro nazionale su remigrazione (ROR ne parlò quì). L'altra iniziativa invece vede protagonista RAI 3 e la trasmissione Farwest condotta da Salvo Sottile. Nella puntata di fine marzo si sono occupati di George Soros, speculatore finanziario e filantropo a tempo perso, protagonista di una "rete di potere" per finanziare le sinistre mondiali dopo aver dissestato gli equilibri di mezzo mondo. Un classico, da almeno 30 anni, della retorica antisemita delle destre europee che hanno sempre avuto bisogno del "nemico" e del complotto, possibilmente dalla cosiddetta "lobby ebraica", per usare un linguaggio a loro caro. Il programma su Rai 3 ha visto la partecipazione di due "esperti": la militante organica della destra radicale Francesca Totolo e Gino Zavalani di Esperia Italia, che si occupa di comunicazione politica e divulgazione digitale, megafono della destra sovranista e molto vicino al principale partito di governo.

Ne abbiamo parlato con Guido Caldiron, giornalista del Manifesto.

Lione e la propaganda dell'estrema destra

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Il 12 febbraio durante uno scontro tra fascisti e antifascista, un 23enne appartenente alla destra radicale è rimasto ferito per poi morire alcune ore dopo. Poco dopo, a diverse centinaia di metri di distanza, un gruppo composto da giovani riconducibili all’estrema destra, muniti di bastoni, torce e spray urticante, avrebbe attaccato alcuni antifascisti. La narrazione veicolata dai media ha presentare la morte di Quentin Deranque come l’esito di un’aggressione ai danni di un manifestante descritto come pacifico che aveva "poco prima difeso delle donne". 
La redazione di Contrattaque, media della sinistra antagonista francese, sin dai primissimi giorni ha ricostruito e sta ricostruendo l'esatto andamento degli eventi per disarticolare la propaganda dell'estrema destra intorno a questo caso.

Oltre all'intervista a una redattrice di Contreattaque, vi proponiamo altri due audio registrati la settimana scorsa con un compagno italiano che vive in Francia e un compagno francese.

 

21 febbraio per Valerio Verbano #freeallantifas

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22 febbraio 1980 - 22 febbraio 2026- Valerio vive, un'idea non muore

II 22 febbraio del 1980 un commando neofascista irrompeva in casa di Valerio Verbano, sequestrando i genitori e attendendo il suo rientro da scuola, per poi ucciderlo a colpi di pistola. Studente del Liceo Archimede e militante dell'Autonomia Operaia, aveva costruito una corposa inchiesta sui militante sui gruppi neofascisti e i loro rapporti con lo Stato.

Come collettivi studenteschi, reti transfemministe, centri sociali e sindacalismo conflittuale, esperienze di mutualismo e solidarietà, quarantasei anni dopo saremo nelle piazze e nelle strade per una mobilitazione antifascista nel nome di Valerio, riannodando ancora una volta i fili rossi che legano conflitti e movimenti di decenni diversi.

Il nostro antifascismo non può che essere parte della lotta contro il regime di guerra - che impone la riconversione bellica e la crisi con un autoritarismo sempre più forte che sta portando all'Orbanizzazione dell'Europa - e contro le frontiere interne ed esterne, per la libertà di movimento e di circolazione.
Mentre seguiamo i processi per i fatti di Budapest, "ANTIFA" è stata gia da tempo denominata come sigla di un'organizzazione terroristica dagli USA e dall'Ungheria. Per questo il corteo vedrà la partecipazione dei genitori di Maja T. e avrà al centro la campagna internazionale Free All Antifas, con cui chiediamo la liberazione di tutt3 I3 antifascist3 in Europa. Il nostro antifascismo, infine, non può che essere transfemminista, nelle pratiche e nei discorsi necessari a contrastare ogni forma di disciplinamento e controllo sui nostri corpi, sulle nostre voci, sulle nostre libertà.

Per questa ragione metteremo al centro la mobilitazione di fine febbraio contro l'emendamento Bongiorno.

Roma: basta squadrismo sionista a Monteverde

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Il 2 ottobre all'Istituto superiore Caravillani studentesse, studenti e docenti sono stata aggredite in pieno giorno con calci e pugni all'uscita di scuola, da una trentina di sionisti di età adulta per aver gridato "Free Palestine" a ricreazione. Questa è stata la manifestazione più eclatante dell'escalation di violenza sionista e squadrista che quotidianamente vive chi si schiera al fianco del popolo palestinese in questa parte di città ma non è affatto un episodio isolato.
La sera stessa un operatore sanitario dello
Spallanzani, di ritorno dal flashmob organizzato a livello nazionale in ricordo degli oltre 1600 medica uccisa a Gaza, è stato accerchiato e aggredito da tre individui che gli hanno strappato la bandiera della Palestina e provocato lesioni gravi e un forte shock.
Questi atti sono legittimati dalla mancata condanna delle istituzioni, dei media, delle testate giornalistiche, e di coloro che pur non sentendosi rappresentata da queste violenze, non se ne distanziano pubblicamente.
Una risposta collettiva è l'unico modo per fronteggiare lo squadrismo sionista, per continuare a essere solidali con il popolo e la resistenza palestinese, per opporsi alle logiche belliche attuate a scapito degli interessi della comunità. Inserendoci in una ricca settimana di mobilitazioni, attraversiamo ancora una volta le nostre strade e le nostre piazze per ribadire con fermezza l'opposizione al progetto genocidario sionista in Palestina e le sue espressioni di odio e di violenza squadrista nella nostra città, con la consapevolezza che antisionismo non è antisemitismo.
Monteverde e Roma Sud sono antifasciste e antisioniste!