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femminismo

Bologna: sorellanza contro i techbro

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L’iniziativa "L'algoritmo è politico. La sorellanza resiste ai tech bro" intende connettere analisi, ricerche e pratiche per aggiornare la nascita di strategie di risposta controdiscorsiva a questi fenomeni. Si apre venerdì 23 ottobre alle ore 18.00 con un incontro pubblico ad ingresso libero per ripercorrere il rapporto tra femminismo, corpo, consenso e tecnologie. Sabato 24 ottobre, dalle ore 9.30 alle 18.30, i lavori proseguiranno tra analisi teorica e laboratori pratici per contrastare la convergenza tra i vertici delle Big Tech e la destra reazionaria, che rimodella l’intero ecosistema digitale. più info sul sito women.it, incluso modulo di registrazione per assistere ai tavoli in videostreaming ! https://women.it/agenda/lalgoritmo-e-politico-la-sorellanza-resiste-ai-…

Woke? Magari! Lo strano dibattito italiano

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Questo approfondimento aggiorna il ciclo di trasmissioni trasmesso da Radio Onda Rossa da novembre 2024 intitolato Non si può più dire niente.

Durante il mese di agosto, il tragico caso in Uk del professore di Cambridge Jason Arday e una dichiarazione  di Alexandria Ocasio-Cortez non solo hanno riaperto il discorso nel mondo anglosassone ma hanno anche innestato un dibattito a dir poco surreale sui giornali italiani, soprattutto all'interno del Campo largo. Cerchiamo di riannodare i fili di questo dibattito, ripercorrendo alcuni interventi sui giornali con l'intento di smontare le falsità e i pericoli che cela. 

Medicina e corpi socializzati femminili

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Oggi puntata a conduzione di Radio Wombat da Firenze. Parliamo di medicina in particolare dei corpi socializzati femminili. Partiamo da una riflessione su la messa in discussione delle scienze, per poi raccontare della medicina tradizionale passando per caccia alle streghe e colonialismo, fino alla nascita della ginecologia e la psichiatria. Lanciamo una proposta per rinominare le parti del corpo femminile che ad oggi continuano ad avere nomi maschili. Concludiamo con una riflessione sul design della strumentazione medica ginecologica.

Riferimenti e bibliografia:

  • libro "Calibano e la strega. Le donne, il corpo e l'accumulazione originaria" di Silvia Federici
  • libro Medical bondage. Race, Gender and the Origins of American Gynecology" di Deidre Coopers Owens
  • articolo "Institutionalizing Femininity: a History of Medical Malpractice and Oppression of Women Through 19th century American Mental Asylum" di Ciara E. Pruett
  • libro "la sedia del sadico", Chiara Alessi
  • collettivo zig zag
  • laboratorio lab_fikasana (Firenze)
  • collettivo AlmaFutura (tra Lazio e Valsusa)
  • Festival Sirene (Palermo)
  • puntata radio eustachio https://eustachio.indivia.net/blog/puntata/puntata-3/

Per la proposta di rinomina dei genitali femminili potete scrivere alla mail di radio wombat: postawombat@insiberia.net

 

Roma: aggiornamenti dall'occupazione di Via Appia 1011

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Riceviamo e condividiamo un breve aggiornamento sulla situazione a Via Appia 1011 (zona Capannelle) dove stamattina si è tentato di creare un nuovo spazio separato FLINTA* transfemminista e antispecista. La repressione delle forze dell'ordine si è fatta subito sentire, non lasciamol3 sol3!

Ultimo aggiornamento: compagn3 identificat3 e tutt3 liber3!

 

Roma: nuovo spazio transfemminista in città!

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Nuovo spazio transfemminista in città!

In un mondo in cui le persone che occupano vengono criminalizzate senza sosta, in cui la povertà come il semplice esistere diventano una colpa, in cui la violenza delle istituzioni durante gli sfratti e gli sgomberi diventa intrattenimento televisivo, abbiamo deciso di prenderci un po' di spazio. Siamo donne, persone trans e frocie, ma anche persone che non hanno una casa in una città sempre più pensata per i ricchi, sempre più escludente e violenta verso chi non ha potere, o non si schiera dalla parte del potere.

Abbiamo bisogno di uno spazio di complicità in una città in cui la violenza patriarcale minaccia i nostri corpi ovunque, per strada, in famiglia, nelle istituzioni, di uno spazio in cui vivere diversamente, in cui vivere insieme, nel rifiuto dell'individualismo borghese e della logica del profitto, nel rifiuto del razzismo, statale e non, nel rifiuto della violenza sugli esseri non umani e della devastazione ecologica. Abbiamo deciso di prendere un po' di spazio per coltivare i nostri sogni. Sappiamo che cresceranno forti, ovunque li riusciremo a piantare, perché i nostri sogni non sono solo i nostri.

Probabilmente i media mainstream ci descriveranno come delle persone "pericolose", dei soggetti "sleali" verso la collettività. Niente di nuovo, come non sono nuove le domande che poniamo: chi è che fa il male della collettività, chi occupa spazi abbandonati o chi li sottrae alla città per alimentare le speculazioni? Chi finanzia genocidi ed ecocidi o chi lotta contro di essi? Chi alimenta la violenza creando finte soluzioni o chi cerca di sradicarne le radici?

Quello che sta succedendo in questi mesi ci dimostra che il solo nominare le ingiustizie e le violenze imperialiste per lo Stato è un atto di terrorismo. I nostri pensieri vanno a tutte le persone recluse nelle carceri, nei CPR e nei reparti psichiatrici, allx compagnx colpitx dalla repressione, a coloro che stanno pagando la "colpa" di non arrendersi alle ingiustizie, di non aver smesso di sognare, alle persone sfrattate, violentate e abusate, alle sorelle trans e ai fratelli trans che resistono, agli squat e agli spazi sociali sgomberati perché mostravano la possibilità di uno stare insieme diverso. A chi ha perduto la vita combattendo, alle persone migranti che muoiono a migliaia nel nostro bel mare azzurro mentre noi siamo sulla spiaggia ad abbronzarci, ai milioni di esseri non umani torturati e massacrati negli allevamenti, ma anche a chi semplicemente non arriva alla fine del mese.

Non vogliamo uno spazio "per noi", ma uno spazio per tutte le soggettività femminili, trans, frocie che non si rassegnano alla deriva senza fine di questo mondo. Uno spazio dove sognare e arrabbiarci insieme, dove la cura di sé e del mondo in cui viviamo si fondono nella lotta.

Assemblea separata sabato 27 giugno dalle ore 20:00 in via Appia Nuova 1011 (all'altezza di Capannelle - Quarto Miglio)!

Roma: Bande de femmes 2026

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Bande de femmes, #BDF, banda di donne, gang di donne, ma anche gioco linguistico con Bande dessinée (il termine francese per indicare le strisce illustrate dei fumetti) è un festival di fumetto e illustrazione a partire dalle artiste, illustratrici e fumettiste organizzato dalla Libreria femminista Tuba che coinvolge molti altri spazio al Pigneto.

L'edizione 2026, la tredicesima, si svolgerà il 30 giugno con la Notte a colori, il 1 e 2 luglio con Blossoms e il 3 e 4 Luglio 2026 con gli incontri a via Pesaro.

Ne parliamo con una delle curatrici

Roma: nessuna mediazione sui nostri corpi

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Oggi 4 maggio manifestazione in piazza Cavour, davanti alla Cassazione, per ricordare a chi al Senato pensa di poter trovare una linea di compromesso sulla legge contro la violenza sessuale che femministe e transfemministe non accetteranno nessuna mediazione sui corpi delle donne e delle altre soggettività esposte alla violenza.

Il dl Bongiorno che ributtava addosso a chi subisce la violenza il peso di dimostrare il dissenso è stato ritirato ma invece di inserire il consenso libero e attuale come unico criterio, così come stabilito anche dalla Convenzione di Istanbul, nella legge contro la violenza sessuale si parla ancora di trovare una linea di "compromesso".

Ne parliamo con una compagna in piazza