Tra il 2018 e il 2020 sono state perpetrate ripetute violenze sessuali ai danni di una ragazza allora appena maggiorenne portatrice di disabilità per le quali sono stati accusati otto autisti dell'azienda di trasporto pubblico di Taranto Amat; in questi anni la violenza è caduta nel silenzio, rotto solo ora con la fase del processo in cui la pm ha chiesto le condanne per gli otto imputati.
Ne parliamo con Cristina Pulpo, psicologa del Centro Antiviolenza Donne di Taranto, Sostegno Donna
Con due compagne della Casa delle Donne Lucha y Siesta e del Centro Donna Lisa, presentiamo GenerAct, un progetto di Orientamento ai Servizi Antiviolenza e Antidiscriminazione di Genere, che si articola in una pluralità di azioni, tra cui lo Sportello di Segretariato sociale, aperto dal lunedì al venerdì, dalle 16:00 alle 20:00. in via dei Volsci 10. Lo sportello offre uno spazio di accoglienza e primo ascolto, sostegno psicologico, orientamento e accompagnamento ai servizi specialistici.
Oltre allo sportello, l'attività di GenerAct si estende a molte altre iniziative, tra cui Animazione territoriale femminista e transfemminista, Empowerment e prevenzione con la comunità studentesca, In-formazione, ovvero diffusione e promozione di teorie e pratiche di contrasto alla violenza di genere, Community work: laboratori creativi per una comunità contro violenza e discriminazioni, (Y)our Safe Place per la costruzione di una rete informata sulla violenza di genere.
E' possibile accedere direttamente nella sede di via del Volsci 10, oppure prendere appuntamento con un SMS o un Whatsapp al +393791594030 o con una mail a generact@gmail.com
Hadeer viene da una famiglia molto politicizzata che da sempre si è occupata di informazione e giornalismo. Suo nonno ha anche pagato con il carcere scrivere denunciando la realtà repressiva egiziana. Ma cosa vuol dire oggi fare la giornalista in Egitto? Di questo parliamo con Hadeer ma anche di femminismo, di Palestina, della repressione e della vita in un paese sempre più difficile da vivere. L'intervista è in arabo e italiano.
A poche ore di distanza da quando è uscita la notizia dell'ennesimo femminicidio, è stata convocata una passeggiata rumorosa in piazza dell'Immacolata, a San Lorenzo. Il sentimento di rabbia e di dolore è stato più forte del poco preavviso, e così le strade sono state invase da migliaia di compagn* e libere soggettività.
La serata si è conclusa con un appuntamento per oggi (giovedì 3 aprile) alle 14 a piazzale Aldo Moro.
Continuano gli appuntamenti a 𝗩𝗼𝗹𝘀𝗰𝗶 𝟴𝟲 • 𝗖𝗮𝘀𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗦𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀.
L'𝗔𝘁𝗹𝗲𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗦𝗮𝗻 𝗟𝗼𝗿𝗲𝗻𝘇𝗼 è orgoglioso di ospitare le attiviste dell’𝗔𝘀𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗩𝗮𝗻𝘃𝗲𝗿𝗮.
Formata nel 2022, con l’obiettivo di produrre 𝙄𝙡 𝘾𝙪𝙤𝙧𝙚 𝙎𝙘𝙤𝙥𝙚𝙧𝙩𝙤, la versione in italiano del podcast francese "Le coeur sur la table" di Victoire Tuaillon, l’associazione si propone poi di sviluppare a partire da questo progetto altre attività culturali ed educative volte alla sensibilizzazione contro la violenza e gli stereotipi di genere, e alla promozione di buone pratiche in ambito sessuo-affettivo.
𝘀𝗮𝗯𝗮𝘁𝗼 𝟭𝟱 𝗺𝗮𝗿𝘇𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟱 𝗩𝗼𝗹𝘀𝗰𝗶 𝟴𝟲 • 𝗖𝗮𝘀𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗦𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ (Via dei Volsci 86, San Lorenzo)
ore 13:30 pranzo sociale
ore 15:30 sketch teatrale
ore 16:00 presentazione del podcast 𝙄𝙡 𝘾𝙪𝙤𝙧𝙚 𝙎𝙘𝙤𝙥𝙚𝙧𝙩𝙤 dibattito con le produttrici e autrici
a seguire 𝗔𝗽𝗲𝗿𝗶𝗧𝗶𝗳𝗼 𝗔𝘁𝗹𝗲𝘁𝗶𝗰𝗼
in funzione durante l'evento: bar popolare banchetto merchandising
In che modo i modelli culturali e sociali influenzano le nostre relazioni amorose? Come inventare nuove forme di affettività̀ che non riproducano schemi oppressivi?
𝙄𝙡 𝘾𝙪𝙤𝙧𝙚 𝙎𝙘𝙤𝙥𝙚𝙧𝙩𝙤 è una conversazione collettiva su come reinventare i nostri legami affettivi, ma anche un’inchiesta giornalistica che lega la dimensione intima a quella politica intrecciando testimonianze personali, interviste a figure esperte, riferimenti teorici e musiche originali.
La serie racconta che il prendersi cura, l’amarsi, si possono anche imparare e trasmettere. Non si tratta di inventare nuove norme, ma di aprire nuove possibilità.
Nella giornata di mobilitazione delle donne e delle libere soggettività che subiscono l'oppressione patriarcale, raccogliamo le voci di tante di noi dalle varie città in mobilitazione.
La repressione delle attiviste femministe e LGBTQI+ in Kazakistan è in aumento.
Venerdì scorso, 28 febbraio, ad Almaty (Kazakistan) Zhanar Sekerbayeva (membro del consiglio direttivo di EL*C) e 3 giorni dopo Aktorgyn Akkenzhebalasy sono state condannate a 10 giorni di arresto amministrativo essendo state accusate di violazioni delle norme sull'organizzazione e la partecipazione a raduni pacifici. Attualmente sono in prigione.
I loro arresti sarebbero dovuti alla loro partecipazione a una protesta che chiedeva giustizia in un caso di femminicidio. Sebbene la protesta non fosse specificatamente di persone LGBT, le autorità hanno fatto esplicito riferimento all'attivismo LGBT di Zhanar durante la sua udienza, rafforzando la persecuzione mirata dei membri del gruppo lesbico e femminista Feminita. Questi arresti sembrano essere una strategia per mettere a tacere attiviste chiave prima della Giornata internazionale delle donne e per impedire loro di partecipare alle mobilitazioni femministe.
Inoltre, giorni prima degli arresti, Gulzada Serzhan (co-fondatrice di Feminita e co-presidente di EL*C) e Zhanar sono state multate per 393.200 tenge (circa 750 euro) ciascuna. Le autorità hanno falsamente classificato Feminita come un'organizzazione politica, nonostante avessero tentato di registrarsi come una fondazione pubblica focalizzata sui diritti umani. Questa sentenza è stata utilizzata per penalizzarle in base alle leggi pensate per i partiti politici, limitando ulteriormente il loro attivismo.
Ne parliamo con Silvia Casalino di EuroCentralAsian Lesbian* Community (ELC) che ci comunica la preoccupazione per il peggioramento progressivo della situazione per le persone LGBT e le femministe in Kazakistan.
A 12 anni dal triplice femminicidio di tre attiviste curde a Parigi, Sakine Cansız (Sara), Fidan Doğan (Rojbin) e Leyla Şaylemez (Ronahî), la comunità curda in Europa e nel mondo e le organizzazioni solidali con il movimento delle donne curde come la Rete JIN, la rete Kurdistan, Non Una di Meno e il Comitato di Jineoloji in Italia, scendono in piazza oggi, 9 gennaio, alle 17.30 a Campo de’ Fiori, per chiedere verità e giustizia e per denunciare il ruolo della Turchia nella guerra di repressione e oppressione nelle regioni del Bakur nel sud della Turchia e del Rojava nel Nord-est della Siria a dieci anni dalla liberazione di Kobane da Daesh (ISIS) avvenuta il 26 gennaio 2015.