Approfondimento con intervista ad un compagno abruzzese che vive in Belgio ed ha studiato approfonditamente la storia dell'immigrazione italiana in quel Paese e la tragedia di Marcinelle, dove l'8 Agosto del 1956 morirono 262 persone di cui 136 italiani. Dall'episodio la discussione si allarga sulla storia degli italiani in Belgio, gli accordi tra il governo italiano e quello belga, i rapporti tra comunità italiana e belga, le inchieste successive alla tragedia e la percezione dell'evento oggi.
A partire dal caso dei daspo a Naoli contro donne trans e dell'omicidio di Vincenzo, attivista gay campano, una riflessione con una compagna di Napoli e Loredana Rossi dell'associazione trans Napoli su decoro, repressione, eteronormatività, famiglia e controllo.
Nella prima corrispondenza, affrontiamo con Barbara Spinelli (Giuristi Democratici) alcuni nodi che attanagliano la vita politica e giudiziaria della Turchia al tempo di Erdogan.
Ieri ad Ankara, nella manifestazione indetta per
#NuriyeGülmenandSemihÖzakça, ci sono stati arresti e violenze da parte della polizia turca (qui alcune testimonianze).
Inoltre, oggi si apre l'udienza contro 17 giornalisti di Cumhuriet, uno storico quotidiano turco schierato su posizioni critiche nei confronti di Erdogan. Nel secondo audio leggiamo l'articolo di Can Dundar pubblicato oggi su "la Repubblica".
Sabato notte un incendio ha devastato la Tendopoli di San Ferdinando (comune adiacente a Rosarno, in provincia di Reggio Calabria). Fortunatamente, le fiamme non hanno provocato nessuna vittima. Circa 100 persone sono però rimaste senza alcuna forma di riparo, ma solo con ferite ed ustioni, per fortuna molto lievi, a causa delle fiamme.
Dai primi racconti di chi lì vive - informa la rete Campagne in Lotta - risulta evidente la natura dolosa dell’incendio; sembra infatti che il fuoco sia stato in un certo senso “portato” da fuori, come, molto probabilmente, è accaduto anche lo scorso gennaio, quando però tre persone furono ricoverate per ustioni gravi su tutto il corpo.
Corrispondenza sulla festa che si terrà domani al Tiburtino terzo per contrastare presenze sgradevoli nel quartiere e ribadire che i problemi non vengono dai migranti ma di chi sta al governo della città.
Proteste a Salerno e Potenza contro l'ordinanza del comune che vieta la vendita ambulante e contro l'espulsione dal circuito dell'accoglienza di alcune persone migranti
Presentiamo la dodicesima edizione dei mondiali antirazzisti, al via lunedì prossimo a Pisa, organizzati dal Progetto Rebeldìa per dare un calcio al pallone e uno al razzismo. La coppa sarà dedicata al lavoratore senegalese Niang Maguette, morto a Roma durante una retata dei vigili capitolini.
Ne parliamo con un compagno del Progetto Rebeldìa.
Il 2 Maggio le forze dell'ordine hanno operato dei rastrellamenti alla Stazione Centrale di Milano portando via decine e decine di migranti che stazionavano nei pressi della stazione.
Nel pomeriggio diversi attivisti si sono ritrovati davanti alla Questura di Milano. Abbiamo contattato un compagno del Centro Sociale Cantiere per raccontare i fatti accaduti.
Uno speciale sul Messico con i contributi dal vivo di Alfredo, artista di Huellas de la Memoria, e Ana, madre hundorena di un ragazzo desaparecido. In questi 10 giorni il progetto huellas de la memoria è a Roma per 10 giorni tra il csa Astra e il Delollis Underground, oggi 26 aprile si inaugura al Delollis dalle 18 e durerà fino al 28. Vi invitiamo a partecipare!!
Huellas de la memoria è un’opera artistica, dove le orme dei passi piene di dolore, ma instancabili, dei familiari dei desaparecidos denunciano la situazione spaventosa della popolazione messicana e di quelle dei Paesi del Sud America.
Huellas de la memoria è solidarietà con i familiari, è un coro che si alza contro la violenza narco-Statale in Messico ed in Sud America. Huellas de la memoria è un’opera collettiva che dà voce a chi non ne ha.
Huellas de la memoria è una campagna internazionale contro la desapariciòn forzata.
Huellas de la memoria verrà esposta nel Regno Unito, Francia, Italia, Spagna e Germania.
Un gruppo misto di italiani e migranti di varie nazionalità insieme, in un percorso corpo a corpo, una riflessione teatrale sull’utopia di un mondo migliore e sulla solidarietà che i “diseredati e gli ultimi” devono attivare per cercare di costruirlo. Questo cercherà di essere "Mistero buffo" di Vladimir Majakovskij, in scena al Teatro India il 26 e 27 aprile 2017.
Quando Majakovskij scrisse "Mistero Buffo, nel 1918, era convinto di scrivere un'opera futurista sia per il linguaggio e la metrica, sia per il contenuto. Nel testo ci sono molti richiami - sia linguistici che scenici - al teatro popolare di piazza. Majakovskij concepì l'opera teatrale come un'opera aperta, continuamente riscrivibile, tanto che il testo subì delle modifiche nel 1920 e l'opera fu rappresentata successivamente dal genio di Mejerchol'd, il primo maggio 1921. La commedia majakovskijana recava come sottotitolo: Rappresentazione eroica, epica e satirica della nostra epoca.
Commentava così lo stesso Majakovskij: "Mistero-buffonata" è la nostra grande rivoluzione, condensata nel verso e nell'azione teatrale. "Mistero" è quel che vi è di grande nella rivoluzione; "Buffonata" è quel che vi è di comico. Il vezzo di "Mistero-buffo" sono le parole d'ordine nei comizi, le grida della folla, la lingua dei giornali. L'azione è il movimento della folla, l'urto delle classi, la lotta delle idee, la miniatura del mondo nelle pareti del circo. "Mistero-buffo" è una carcassa di opera teatrale, è un movimento che di giorno in giorno si accresce di avvenimenti, di giorno in giorno attraverso nuovi fatti"
Ne parliamo con il regista dello spettacolo Alessio Bergamo.