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#8marzo tutta la giornata a Roma sciopero NUDM

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Il primo audio dal corteo di Roma con concentramento a Piazza Vittorio.

Il secondo audio di intervento dal corteo del Centro Donna Lisa.

Antigone, collettivo informale di donne dello spettacolo e dell'arte, hanno realizzato azioni femministe a partire da uno smutandamento davanti all'obelisco dux allo stadio Olimpico. Seconda azione riguardo al lavoro dei media: davanti alla rai contro il sessismo dei media e per solidarizzare con le donne che hanno aderito al #metoo.

Collegamento da piazza Madonna di Loreto, seconda puntata dell'8 marzo romano dove dalle 14 sono state portate in strada le case delle donne, centri anti-violenza, consultori e consultorie per denunciare la precarietà a cui vengono sottoposte. In piazza anche Lucha y siesta, casa delle donne che oggi compie 10 anni, oggi sotto sgombero.

La giornata è iniziata con le iniziative alla Sapienza in mobilitazione per lo sciopero globale delle donne e al ministero del lavoro per i diritti delle lavoratrici e contro le molestie sessiste.

NonUnaDiMeno, 1 marzo: uno sguardo intersezionale su razzismo e fascismo

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Durata 8m 38s

Questa assemblea nasce dall'esigenza del movimento femminista e transfemminista NonUnaDiMeno (Roma) di continuare ad affrontare il tema del razzismo, del sessismo e del loro intreccio nelle nostre vite che ci riguarda tutte da diversi posizionamenti: come donne, lesbiche, gay, persone trans e queer, razzializzate e non, nate in italia, immigrate, migranti.
Vogliamo ragionare insieme di come il razzismo istituzionale e le retoriche neofasciste strumentalizzano la violenza sulle donne e le questioni di genere, di come il razzismo e il colonialismo colpiscono chi è immigrata, in transito o è nata in italia da famiglia immigrata, di come il razzismo si riproduca attraverso il suo occultamento, di come il razzismo e le molestie sessiste si intersecano sui luoghi di lavoro. 

 

Verso lo sciopero dell'8 marzo!

Perugia: a processo per un bacio omosessuale

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Corrispondenza con una compagna di "Non Una Di Meno" (Perugia) per la prima udienza del processo a carico di sei compagne e compagni. Sei attivisti/e di Perugia risultano imputati per "oltraggio e disturbo alla quiete pubblica" per aver manifestare il loro dissenso alla veglia che vedeva in piazza le Sentinelle in piedi.

Non Una Di Meno (Perugia) ha lanciato un'assemblea per domani, martedì 14 Novembre (ore 18) alla Casa dell'Associazionismo in via della Viola (primo piano).

Per info e aggiornamenti vedi qui.

Roma: assemblea al consultorio di Piazza dei Condottieri

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Durata 12m 17s

Sentiamo una compagna del centro donne D.A.L.I.A. sull'assemblea che si è svolta oggi alle 17 al consultorio di Piazza dei Condottieri nel V municipio

Il Consultorio di Piazza dei Condottieri è una struttura ad altissima frequentazione e, fino ad oggi, seppur con le mille difficoltà dovute anche ai molti tagli della sanità, è stata in grado di rispondere all'utenza territoriale. Ha sempre offerto oltre ai servizi previsti da tutti i Consultori anche percorsi di inclusione per le donne, quali lo sportello di ascolto per donne vittime di violenza, ed il corso di lingua italiana per donne immigrate, le quali rappresentano una consistente fetta dell'utenza.

Da marzo 2017 la stanza delle ostetriche è stata dichiarata inagibile: il risultato è che tali attività vengono oggi svolte in spazi inadeguati, all'interno dei quali sono già programmate altre attività incompatibili (spazio mamme, corsi pre-parto) sia per motivi igienici, sia per ragioni logistiche. Inoltre, a causa della mancanza di una stanza, lo sportello anti-violenza ha dovuto cambiare sia il giorno che l'orario per poter assicurare all'utenza l'apertura, mentre il corso d'italiano per donne immigrate, attivo dal 2008, sta subendo un ritardo nell'avvio ed una riduzione oraria.

Il problema è di ampia portata e diffuso su tutto il Distretto sanitario! Da una ricerca svolta sul territorio mediante richieste telefoniche di appuntamenti, è emersa una notevole difficoltà ad avere un primo accesso ai servizi, in particolare alla consulenza psicologica.

Formalmente aperti, i Consultori appaiono svuotati delle proprie funzioni.

Come può la Regione Lazio parlare di "potenziamento dell'assistenza territoriale dei Consultori" se stiamo assistendo ad una riduzione dei servizi? Quale potrebbe essere il prossimo passo?

Come ogni terzo mercoledì del mese ci riuniremo per discutere non solo della situazione del Consultorio di Condottieri, ma anche di quella dei Consultori del V Distretto.

Per discutere di questo siete tutte invitate a partecipare alla prossima assemblea finalizzata alla difesa del Consultorio e dei Consultori

ASSEMBLEA DELLE DONNE
Consultorio Piazza dei Condottieri 34
18 Ottobre 2017 dalle 17.00

28 settembre: NUDM in 30 piazza per il diritto all'aborto

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Durata 4m 6s
Durata 3m 28s
Durata 4m 7s
Durata 3m 30s
Durata 5m 11s
Durata 8m 38s
Durata 8m 22s

https://nonunadimeno.wordpress.com/2017/09/29/non-una-di-meno-la-marea-sta-tornando-non-si-fermera/

Siamo tornate a riempire le piazze di oltre 30 città in Italia, in migliaia in corteo a Roma e a Milano per reagire e dire basta alla violenza sui nostri corpi. Nella giornata mondiale internazionale per l’aborto libero e sicuro ci siamo riprese lo spazio pubblico per denunciare quel che le donne vivono sul piano della salute sessuale e riproduttiva.

Al non riconoscimento de facto della legge 194, con una media del 70% di ginecologi obiettori sul territorio nazionale, si accompagnano le violenze perpetrate nei reparti di ginecologia e maternità, dove le donne e le persone intersessuali subiscono l’abbandono, la disinformazione, l’umiliazione e procedure mediche coercitive.

Respingiamo i consigli paternalisti di chi ci vorrebbe rassegnate al nostro destino di angeli del focolare, fragili ancelle di una società misogina e patriarcale. Rifiutiamo con forza la retorica vittimista, funzionale soltanto al nostro addomesticamento, alla nostra marginalizzazione nel discorso e nello spazio pubblici, nei rapporti sociali. Ai femminicidi, alle violenze, agli stupri, non corrispondono una presa di coscienza e delle azioni di contrasto adeguate da parte delle istituzioni e della società tutta che, anzi, continuano a utilizzare retoriche volte a colpevolizzare le donne. Dai giornali, ai tribunali, agli ospedali le nostre vite sono passate al setaccio e giudicate, la nostra autonomia offesa e ostacolata.

Abbiamo riaffermato la centralità della libertà di scelta sui nostri corpi e desideri, rifiutando qualsiasi norma che tenti di imbrigliare le nostre forme di vita e soggettività favolose e smascherando l’inganno di politiche autoritarie e razziste che, in nostro nome, strumentalizzano la violenza di genere, proponendosi come la (falsa) soluzione a un fenomeno che da tempo definiamo strutturale.

Abbiamo riempito le piazze non solo con un’utopia, ma con tutta la nostra concretissima realtà: quella dei centri anti-violenza, degli sportelli autogestiti, delle consultorie transfemministe queer, delle studentesse e delle insegnanti, delle precarie, delle migranti, di tutt* coloro che quotidianamente lottano contro ogni forma di violenza e subordinazione, di sessismo e di razzismo.

Nuovamente al grido di Non Una Di Meno ci siamo rimesse in cammino: un percorso che fin dalla prima assemblea nazionale ha avuto la capacità di mettere insieme l’ampiezza e la complessità dei femminismi, delle esperienze di lotta, di riappropriazione, autogestione e mutuo soccorso delle donne nel nostro Paese. Abbiamo scioperato l’8 marzo insieme alle donne di oltre 60 paesi nel mondo, dal lavoro produttivo e riproduttivo, rifiutando le politiche globali di sfruttamento e il nuovo impoverimento che colpiscono in primo luogo le donne.

Il 14 e il 15 ottobre saremo a Pisa per la quinta assemblea nazionale di NonUnaDiMeno, dove discuteremo del nuovo anno di mobilitazione che ci attende e continueremo il lavoro sul nostro Piano Femminista Contro La Violenza, iniziativa delle donne e delle soggettività transfemministe queer per dar vita a cambiamenti sostanziali e per elaborare uno strumento autorevole di trasformazione, ma anche e soprattutto di lotta, sui temi dell’autodeterminazione, della salute, della libertà di scelta, del lavoro, del welfare, dell’educazione, delle migrazioni, della narrazione.

Il 25 novembre torneremo a essere marea nella giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne, riempendo ancora le strade con la ricchezza, la complicità, la solidarietà dei nostri corpi, la potenza dei nostri desideri e delle nostre rivendicazioni.

Siamo marea, stiamo tornando a inondare le strade!

Torino: compagna denunciata di diffamazione

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Durata 9m 20s
6 mesi fa, il 12 Aprile, eravamo davanti al tribunale di Torino in solidarietà a Laura, che ha denunciato le violenze e minacce subite per anni sul posto di lavoro -la Croce Rossa Italiana- e ha visto assolto il suo stupratore Massimo Raccuia, perchè, secondo la giudice Diamante Minucci, non ha urlato e in questo modo avrebbe manifestato il suo consenso. La sentenza ha suscitato l'indignazione generale e in molte città italiane in quel giorno Non Una di Meno era in piazza a dire basta alle violenze nei tribunali e che senza consenso è stupro.
Oggi una compagna ha subito una perquisizione a casa per via di quel presidio. Lo stupratore, forte dell'assoluzione, ha infatti ben pensato di sporgere una denuncia per diffamazione e alla solerte questura non è certo dispiaciuto cogliere l'occasione per venire a ficcanasare a casa di una di noi, in maniera peraltro del tutto pretestuosa. Dopo le perquisizioni per via delle scritte contro la giudice che ha pronunciato l'odiosa sentenza, una nuova indagine si è quindi aperta contro chi ha avuto il coraggio di sostenere che se una donna dice "basta" è stupro.
Sappiano, giudici, polizia e stupratori, che non saranno questi mezzi a farci cambiare strada. Un abbraccio solidale a chi ha avuto la visita non gradita della polizia e a chi con lei riceverà la denuncia per diffamazione. La solidarietà non si processa! Come prima, più di prima, ci basta il basta di Laura!

12 maggio 1977: a quarant'anni dall'uccisione di Giorgiana Masi

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Il 12 maggio 1977 migliaia di persone scendevano in piazza sfidando il divieto di manifestare. Tra loro la compagna diciottenne Giorgiana Masi, in strada per celebrare l'anniversario della vittoria referendaria che garantiva il diritto al divorzio. Giorgiana quel giorno venne assassinata da un colpo sparato per mano della polizia. Ogni anno da quel giorno le donne, le compagne, le femministe sono scese in strada per ricordare Giorgiana e la violenza patriarcale, repressiva dello Stato che l'ha uccisa. Quella contro Giorgiana è una violenza di Stato. Giorgiana è solo una delle e dei tant* che quotidianamente sono colpite dalla violenza strutturale di una società fondata sui privilegi di genere, di classe, di etnia. La violenza che ha colpito lei, mentre si ribellava ad un divieto, ha la stessa mano della violenza che colpisce la moglie che si ribella al marito, la lavoratrice che lotta per migliorare la propria condizione, la migrante che si ribella ad una espulsione, chi scappa da una retata mentre cerca di sopravvivere. A pochi metri da dove Giorgiana è stata uccisa, pochi giorni fa la violenza dell'ordine costituito ha fatto un altro morto: Niang Maguette, lavoratore immigrato dal Senegal, stava lavorando per sostenere se stesso e i suoi figli quando la violenta brutalità di una retata di vigili e polizia in borghese, trasformata in una caccia all'uomo, gli ha strappato la vita. Come femministe, donne, frocie, lesbiche, mogli, madri e figlie riconosciamo, perché ci colpisce da sempre, la violenza di quella mano che vuole annientare tutto ciò che non è decoroso, *normale*, assimilabile, valorizzabile, che non obbedisce a standard economici, morali, estetici sempre più elitari. Viviamo in una società in cui le parole legalità, decoro, sicurezza, significano semplicemente guerra alle/i pover*, alle/agli sfruttat*, alle/ai migranti, ai margini, alle donne che si autodeterminano, alle lavoratrici/tori che si autorganizzano e a chiunque provi a scegliere, o sia costretta ad inventarsi, modi diversi di vivere la propria vita. Il 12 maggio saremo in piazza contro tutta questa violenza che ci vuole succubi ed inermi. Saremo rabbiose e indecorose come lo erano Giorgiana e Maguette.


Ci vediamo tutte a Piazza G.Belli, di fronte la lapide di Giorgiana, il 12 maggio dalle ore 18 per una casserolata rumorosa: portate pentole, coperchi, mestoli e facciamoci sentire!