Le trasmissioni dell'estate " Riflessioni femministe sulla scuola"
Le Trasmissioni dell’estate
mercoledì 15 luglio 2015
“Riflessioni femministe sulla scuola”
http://coordinamenta.noblogs.org/post/tag/scuola-2/
http://coordinamenta.noblogs.org/post/tag/scuola-2/
L'Aula della Camera ha definitivamente approvato la riforma della scuola, che è legge. Hanno votato a favore 277 deputati, 173 contro. In quattro si sono astenuti. Nei banchi del Pd si sono visti quattro voti contrari.
Anche questa mattina un presidio di lavoratrici e lavoratori della scuola che, come nei lunghi mesi passati, non si sono mai stancati di ripetere la propria opposizione, di chiedere il ritiro del ddl e di portare avanti una mobilitazione compatta e determinata che promette di non placarsi.
Due corrispondenze dalla piazza, la prima all'inizio del presidio, la seconda dopo l'approvazione della legge.
Continua la protesta contro il ddl scuola, oggi la fiducia al senato, corrispondenza con alcuni insegnanti che hanno improvvisato un flashmob davanti a palazzo Madama.
Alle 17 corteo dal Bocca della verità a Campo dei Fiori
Corrispondente con un insegnane, compagno degli Autoconvocati della scuola
La corrispondenza con una compagna da piazza di Spagna, la piazza romana dove si sono riuniti lavoratrici e lavoratori della scuola per dire ancora che il ddl Renzi deve essere ritirato.
http://coordinamenta.noblogs.org/post/2015/05/21/podcast-della-trasmissione-del-20052015/
” La mancanza di Tutto, mi impedì di sentire la mancanza delle cose minori.Fosse stato lo scardinarsi di un mondo o l’estinguersi del sole, nulla era così importante da farmi alzare il capo,dal lavoro,per curiosità.” Emily Dickinson, Silenzi
“ Dal ’68 alla <buona scuola>”“La scuola è un nodo politico/Il salto della scocca/Selezione di classe, di genere, di razza….”
” A Miren/La scuola per l’infanzia /dal modello socialdemocratico a quello neoliberista/L’esercizio illimitato della forza/Collegamento e confronto con chi lotta negli asili/Quell* che non hanno il genere, ma hanno la classe
” Come riconoscere un anarcomachista”
Nella loro illusione legalitaria, socialdemocratiche e socialdemocratici, riformiste e riformisti, istituzionali e paraistituzionali, credono che le regole legislative abbiano in sé una forza impositiva, ma il potere capitalista-patriarcale è sempre assoluto.
La limitazione del potere non è esercitata dalle regole, ma dalla forza capace di imporre le regole o di trasformarle.
Il legalismo attribuisce alle regole una forza che le regole non hanno perché non viene dalle regole stesse ma dai rapporti di forza e dai ruoli.
E le Istituzioni, in tutte le loro articolazioni, lo sanno.
L’autonomia femminista ha riconosciuto la brutalità del rapporto di forza tra generi, classi, etnie…. partendo da una denuncia dell’arbitrarietà delle regole esistenti. Il buonismo disonesto della “convivenza civile”, delle” bacheche rosa”, degli “appelli allo Stato”, ha portato un attacco mortifero alle lotte del movimento femminista nel loro impegno a leggere, delle regole, la vera sostanza.
Si è, così, aperta la strada per la costituzione di una legalità liberticida e femminicida.
Un’operazione, questa sì, violenta, in cui il linguaggio esiste essenzialmente per mentire.
La menzogna, l’inganno, la simulazione, dietro i linguaggi politicamente corretti non sono che forme aberranti di comportamento sociale.
La socialdemocrazia, destra moderna, è un’economia criminale, non tanto perché si fonda sulla violazione delle regole faticosamente contrattate nel passato dal lavoro nei riguardi del capitale, quanto perché tale violazione sistematica non è più considerata un crimine, se non nella visione autolesionista, chissà quanto in buona fede, dei legalisti.
Il crimine sta nell’esercizio illimitato della forza, istituzionale e familiare, anche perché, a questa forza, non si contrappone alcuna altra forza.
Il crimine è nella violenza che si esplica e si perpetua nei commissariati, nei Cie, nelle guerre neocoloniali, nelle carceri, nelle caserme, in famiglia…nelle piazze …contro ogni forma di protesta, di alterità, di asimmetria.
Il crimine è nella “normalità” di questa società disumana.
La violenza non è un elemento particolare ed occasionale della relazione istituzioni- cittadine/i e delle relazioni sociali, ma ne è l’elemento fondante e riproduttivo.
Nessuna ne è al riparo.
Se esiste una legittimità, concetto ben diverso dalla legalità, questa appartiene a chi tenta di sottrarsi al ricatto economico e consumista di questa società patriarcale, di cui l’Istituzione è la protesi identitaria, a chi cerca con sforzo caparbio, capacità, impegno, pagando un alto prezzo, di sovvertire i circuiti dello schiavismo neoliberista.
Sbloccato grazie alla lotta il blocco degli stipendi di assistenti specialistici all'handicap ma la mobilitazione continua.
Stamani incontro in Campidoglio
Il settore dell'assistenza scolastica ai disabili continua ad essere fondato sulla precarietà lavorativa. Gli assistenti dell'Itas Garibaldi hanno scritto una lettera al ministro dell'Istruzione per chiedere la stabilizzazione.