Ascolta lo streaming di Radio Onda Rossa

media

Perché non è poi mancato il petrolio?

Data di trasmissione
Durata

Con la chiusura dello stretto di Hormuz conseguente all'attacco di Israele e Usa all'Iran, è scoppiato il panico mediatico per la mancanza di petrolio che veniva data per certa. In particolare per giorni i media occidentali hanno parlato del collasso dei paesi asiatici che sarebbero stati privi di petrolio. La realtà è diversa e in questa trasmissione cerchiamo di documentare e analizzare che il collasso dei paesi asiatici non c'è stato; inoltre, in realtà, il petrolio nel mondo non è mancato e in questo in ruolo della Cina è stato determinante.

Ecco i due articoli che abbiamo usato per risolvere il "mistero" del petrolio cinese:

Taipei time Il mistero del calo della domanda di petrolio in Cina non è un mistero https://www.taipeitimes.com/News/editorials/archives/2026/06/25/2003859688
Perché il petrolio non è salito oltre i 200 dollari al barile nonostante la chiusura di Hormuz? Il ruolo della Cina e quanto può durare. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/09/crisi-hormuz-petrolio-cina-scorte-notizie/8412588/
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Repressione sulla solidarietà alla Palestina in Europa e aggiornamenti dal Medio Oriente

Data di trasmissione

Nella prima metà della trasmissione approfondiamo, grazie a due corrispondenze da Parigi e da Berlino, la cappa di repressione nel modo occidentale ai movimenti di solidarietà con la Palestina: dai divieti di manifestare in Francia e Germania al divieto stesso di esporre simboli palestinesi nello UK. Ci concentriamo sia sulle dichiarazioni politiche e sulle linee editoriali delle maggiori emittenti europee, sia sulla composizione e le posizioni delle piazze in tutta Europa e negli Stati Uniti.

Nella seconda metà del redazionale, invece, ci facciamo aiutare da un compagno palestinese a tracciare un quadro della situazione in tutto il mondo arabo, le manifestazioni, le carovane popolari, le posizioni dei diversi gruppi armati e la situazione politica in Palestina, in Libano e in Egitto.

Ricordando Lorenzo e la guerra in Rojava

Data di trasmissione
Durata

Lorenzo Orsetti - combattente rivoluzionario in Rojava - è stato ucciso da Daesh.

I media mainstream, ora che a morire è un italiano, scoprono che in Rojava e in Siria si combatte ancora. Pornografia dell'orrore, narrazioni giornalistiche che mettono insieme chi lotta per l'autodeterminazione e il fascismo dello stato islamico, leggi contro chi mette in pratica la solidarietà internazionalista.

Proviamo a fare alcune riflessioni.

Media e repressione

Data di trasmissione

Con una compagna di Rete Evasioni leggiamo e commentiamo il comunicato "Su local team e la complicità tra media e repressione". Quale il ruolo di questo "giornalismo" che si autoproclama oggettivo e senza filtri? Come relazionarsi con l'abitudine sempre più diffusa di fare foto e video "dall'interno"? Segnaliamo l'opuscolo "Corteo", uscito qualche anno fa ma ancora utile per approfondire queste tematiche.

Roma: NonUnaDiMeno sotto IlMessagero

Data di trasmissione
Durata
Durata

Molto partecipata la manifestazione sotto la sede de Il Messaggero indetta da Non Una Di Meno con il seguente volantino. Da li poi le donne sono andate in corteo fino a Piazza Barberini.

Dopo un'estate in cui ancora una volta la violenza maschile sulle donne è stata oggetto di campagne mediatiche razziste in cui i nostri corpi sono stati usati per giustificare politiche contro le persone migranti, le deportazioni e la costruzione di nuovi lager al di là del mediterraneo, siamo arrivate a settembre e vediamo comparire sui media anche la colpevolizzazione delle donne che subiscono stupri.

E' proprio di questi giorni la campagna lanciata da Il Messaggero che addirittura propone un "manuale" di comportamento per le donne.
Scomodata anche la docente Scaraffia che, senza vergogna, ha imputo alle femministe di aver spinto le giovani donne alla "libertà dal loro destino biologico" negando "l'idea che le donne avessero bisogno di protezione" maschile.

Per il resto la campagna consiste nella solita trita riproposizione di
politiche securitarie: telecamere, militarizzazione delle strade, "locali sentinella", taxi, lampioni. Se proprio volete due lampioni in più in città servirebbero!!!

In avvicinamento alla grande mobilitazione mondiale femminista del 28 settembre

GIOVEDI 21 settembre alle 18 - sotto la sede de Il Messaggero in via del Tritone 152 le donne scendono in strada per continuare a ribadire che

Le strade sicure le fanno le donne che l'attraversano con la solidarietà, il guardarsi a vincenda, l'autodeterminazione e l'autodifesa.

Invece di dettare regole alle donne per non essere stuprate, insegnate agli uomini a non stuprare.

La violenza sulle donne la fanno gli uomini non ha confini nè
passaporto nè classe.