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Lavoratori e lavoratrici della scuola parlano di scuola. Ogni martedì dalle 16 alle 17.

Tutt# a scuola, anzi a casa

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Nella prima trasmissione del 2021 apriamo con una buona notizia: la sentenza della Corte di Appello di Milano che respinge il ricorso del Comune di Lodi, già condannato per discriminazione per aver escluso di fatto nel 2017 le bambine e i bambini di famiglie non italiane dai servizi scolastici: corrispondenza di una compagna del coordinamento Uguali doveri.

Nella seconda parte analizziamo la serie di dispositivi governativi, ministeriali, regionali e ora financo prefettizi che hanno portato il caos nelle scuole superiori: riflessione su come ripartirà la didattica e sulla gestione complessiva della scuola.

"Non vi faccio tornare a scuola"

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La trasmissione si apre con Mario Sanguinetti che ricorda l'impegno di Alberto Manzi negli ultimi anni di vita e ricorda il ciclo di conferenze del Cesp su precariato, didattica, situazione politica.

Dopo una riflessione sull'articolo di Milena Gabbanelli sul Corsera del 29 novembre, una lunga corrispondenza dalla Puglia che analizza la situazione della scuola e i provvedimenti del Presidente della regione Michele Emiliano, caratterizzati da un linguaggio populista e paternalista sintetizzato nello slogan "Non vi faccio tornare a scuola".

Non è mai troppo tardi

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A sessanta anni dalla prima puntata della trasmissione "Non è mai troppo tardi", ricordiamo la figura di Alberto Manzi, maestro e scrittore che ha segnato un'epoca.

Ne parliamo con Alessandra Falconi del Centro studi Alberto Manzi e con Franco Lorenzoni.

Riflessione sull'attualità del suo lavoro e del suo impegno.

SCUOLA: mesto viaggio tra regioni e colori

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Nella trasmissione odierna, viaggio in tre regioni - Lazio, Toscana, Basilicata - per fare il punto sulle chiusure parziali o totali delle scuole dei diversi ordini.

Nelle tre corrispondenze poniamo particolare attenzione alle scuole medie, in cui si stanno alternando quotidianamente presenza e assenza, con notevoli disagi. Gli stessi disagi vissuti durante il lockdown di marzo scorso, tutte questioni non affrontate dal Governo e rimaste irrisolte, che ricadono su studenti, docenti, famiglie.

Si chiude con un rapido esame del Contratto integrativo, firmato da CGIL, CISL e Snals.

Verso l'istituzionalizzazione della didattica in assenza

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Si procede da parte dei sindacati firmatari di contratto verso l'avallo dell'integrazione del contratto collettivo nazionale che vuole istituzionalizzare la didattica a distanza fantasiosamente rinominata DDI, didattica digitale integrata. Intanto le ennesime note a firma del dirigente Max Bruschi rivolte alle scuole e agli Uffici Regionali considerano l'ipotesi di contratto già un dato di fatto. Se ne parla con un esponente del collettivo Ninanda, No Invalsi/No Alternanza scuola lavoro/NoDaD.

Infine si parla di una mobilitazione dei collettivi studenteschi romani che giovedì scorsa ha portato fin sotto il Ministero la richiesta di un'attenzione alla voce degli e delle studenti.

Aspettando Dpcm

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Nella prima parte della trasmissione una lunga corrispondenza di una docente del Coordinamento precari di Brescia che ci aiuta ad analizzare la situazione in cui versa la scuola nelle province della Lombardia, non dissimile da quelle del resto dell'Italia: concorso straordinario, cattedre ancora vacanti, quarantene, didattica a distanza. Tutto questo, almeno nelle Superiori, rende la scuola un simulacro di se stessa, in attesa del Dpcm che porterà anche parte delle Medie al 100% a distanza.

In chiusura di trasmissione diamo voce a una docente di "Priorità alla Scuola", che presenta l'appello che il Comitato ha elaborato ieri (eccolo qui).

Le scuole superiori chiudono, ma non diciamolo

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Corrispondenza dai Castelli romani con l'aggiornamento sulla situazione delle scuole.

Analisi dell'ultimo Dpcm che stabilisce la soglia minima (75%) della didattica a distanza: le conseguenze pratiche nell'organizzazione della scuola.

Rapido esame della bozza del nuovo Contratto Collettivo Nazionale Integrativo in materia di DDI: i ringraziamenti di Max Bruschi ai due sindacati (Cisl e Anief) che firmano, tra l'altro, la piena operatività dei docenti in quarantena.

La scuola, previa la scuola

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Si parla dell'ultimo Dpcm: apertura alle 9, turni pomeridiani, didattica a distanza. Sì, ma previa segnalazione di criticità da parte delle autorità locali o sanitarie. Quindi come non detto. Nelle scuole poco cambia, molto rumore per nulla.

Corrispondenza da Napoli sui provvedimenti del Presidente De Luca che ha decretato l'interruzione delle attività didattiche in presenza di tutte le scuole di ogni ordine e grado della Campania. Le mobilitazioni.

Tiriamo le conclusioni in studio con una studentessa di un liceo romano.

Fuori i fascisti dalle scuole

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Oggi parliamo dei numeri dati dalla ministra, dei fascisti in cerca di visibilità, della situazione delle scuole ai castelli romani e della battaglia per la stabilizzazione del personale invisibile degli assistenti specialistici a Roma.

In apertura diamo una lettura meno superficiale dei primi dati sui contagi nelle scuole.

Passiamo poi ad una corrispondenza con un rappresentante degli/delle studenti del Liceo Augusto che ha subito un attacco dai fascisti di blocco studentesco lo scorso 2 ottobre.

Una seconda corrispondenza dà un aggiornamento sulla situazione delle scuole ai castelli romani.

Infine un'esponente del comitato romano Aec descrive la situazione di invisibilità e mancanza di diritti degli e delle Aec e lancia l'appuntamento del 16 ottobre prossimo in Campidoglio quando l'assemblea capitolina voterà la delibera di iniziativa popolare per la internalizzazione delle e degli assistenti.

La scuola non ha bisogno di eroi

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Apertura della trasmissione con un resoconto della manifestazione "Priorità alla scuola" di sabato scorso; poi si prosegue aggiornando riguardo alla gestione dell'emergenza covid nelle scuole e all'indizione dei concorsi per l'insegnamento. Si conclude con l'incredibile iniziativa della regione Veneto di distribuire alle primarie un diario scolastico con eroe Luca Zaia.