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Rosarno: attacchi razzisti a chi lavora e lotta nelle campagne

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Durata 22m 47s

Continuano gli attacchi razzisti a chi lavora nelle campagne del sud Italia. Ne parliamo in collegamento telefonico con una compagna della rete Campagne in lotta. Nello specifico, approfondimenti sulla situazione nella piana di Gioia Tauro e a Borgo Mezzanone nella provincia di Forggia.

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Corrispondenza dalla Tunisia sulla situazione nel centro di espulsione a Ponte Galeria

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Durata 40m 33s

Continuano le deportazioni dall'Italia e le proteste nel CPR di Ponte Galeria dove il 31 dicembre, dopo un tentativo di fuga un grosso contingente di Forze dell’Ordine è entrato nell’area maschile utilizzando gas lacrimogeni. In seguito i reclusi sono stati costretti a dormire fuori al gelo in gravissime condizioni.

Corrispondenza telefonica con una persona che è stata reclusa nel CPR di Ponte Galeria e da poco deportata in Tunisia. Partendo dalla sua esperienza, dal viaggio verso l'Italia alla quarantena e alla reclusione, parliamo della situazione nel CPR di Ponte Galeria e di come stanno funzionando le deportazioni, con uno sguardo sulla situazione economica e politica in Tunisia.

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La storia di un compagno ora rinchiuso nel CPR di Ponte Galeria

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Due corrispondenze sulla vicenda di un compagno attualmente rinchiuso nel CPR di Ponte Galeria. Sulla vendetta dello stato contro chi non vuole abbassare la testa, le espulsioni e la situazione nel CPR di Ponte Galeria.

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La lotta di chi lavora nelle campagne nella provincia di Potenza

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In collegamento telefonico con un lavoratore che si trova a Palazzo San Gervasio parliamo delle proteste e delle lotte che sta portando avanti chi lavora nelle campagne del sud Italia, della gestione militare della pandemia e di quali politiche di stanno attuando nei confronti di lavoratori e lavoratrici.

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Tendopoli di San Ferdinando: lo stato attacca i lavoratori delle campagne e si preannucia lo sgombero del campo di stato

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Continua l'attacco dello stato nei confronti di chi lavora nelle campagne e da anni lotta per ottenere condizioni di vita e di lavoro decenti. Ne parliamo con un lavoratore che vive nella tendopoli di San Ferdinando, in collegamento telefonico.

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Sullo sciopero del 15 Luglio dei lavoratori e le lavoratrici delle campagne

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In collegamento telefonico con una campagna della rete Campagne in Lotta parliamo dello sciopero del 15 Luglio e dell'estate di lotta.

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SANATORIA PER TUTTE E TUTTI, REPRESSIONE PER NESSUNO : INIZIA UN’ESTATE DI LOTTE!

Ieri a Foggia e a Reggio Calabria i lavoratori e le lavoratrici delle campagne sono scesi ancora una volta in strada per fare sentire la loro voce riguardo alle profonde criticità della sanatoria, e per chiedere documenti, case e contratti di lavoro. A un mese e mezzo dall’inizio della sanatoria è chiaro a tutti che questa legge non sta funzionando: da un lato ha criteri di accesso estremamente restrittivi in cui la maggior parte delle persone non rientra; dall’altro moltissimi padroni non sono disposti a pagare per la procedura di emersione né a fare contratti regolari. Nei pochi casi in cui i datori di lavoro accettano di regolarizzare, spesso chiedono ai lavoratori di pagare al posto loro i 500 euro richiesti o anche di più, a dimostrazione del fatto che questi meccanismi di regolarizzazione non fanno altro che alimentare forme di truffa ed estorsione. E’ noto del resto quanto il comparto agroindustriale si regga da anni sull’irregoralità contrattuale diffusa e che I prezzi di frutta e verdura siano totalmente schiacciati a favore della trasformazione e della grande distribuzione: per questi motivi chi fa le leggi non può fare affidamento soltanto sulla volontà dei singoli agricoltori di procedere all’emersione, ma dovrebbe invece intervenire sul ruolo della grandi organizzazioni datoriali affinchè queste si facciano carico dei costi legati alla regolarizzazione.
A Foggia si è tenuto un presidio davanti alla sede di Coldiretti per denunciare un fatto semplice: le associazioni di categoria – Coldiretti e Confagricoltura in primis – non si sono prese alcuna responsabilità e continuano ad essere complici delle condizioni di sfruttamento e precarietà. Contemporaneamente a Reggio, nonostante intimidazioni e minacce, è stato fatto un presidio nei pressi della Prefettura (perché la Questura non ha neanche permesso di manifestare nella piazza di fronte).
Accanto ai lavoratori e lavoratrici delle campagne, ieri in piazza c’erano anche alcuni studenti, precari e disoccupati di Puglia e Calabria, a ribadire ancora una volta come i motivi per cui si lotta siano gli stessi: un contratto, in un paese con un mercato del lavoro tra i più precari d’Europa; case e servizi, spesso assenti in molte zone del paese, specie al sud; istruzione garantita, a fronte di un sistema scolastico e universitario lasciato senza fondi e strutture. Unire le lotte è importante e necessario per tutti: perchè ogni miglioramento ottenuto da chi lotta è contagioso; così come ogni peggioramento delle condizioni di ciascuno è usato da chi sfrutta e trae profitto da questo stato di cose, come deterrente, minaccia, gioco al ribasso per tutti gli altri.
Anche in questa occasione è stata chiara l’intenzione di reprimere, separare e mettere paura a chi si batte contro razzismo e sfruttamento, come già accaduto in passato. A Foggia le forze dell’ordine hanno scortato le persone che stavano raggiungendo il luogo del presidio e, alla fine della manifestazione, hanno fermato otto solidali, identificandoli e fotografandoli nella stazione dei treni. A Reggio dal giorno precedente le persone di alcuni insediamenti hanno ricevuto minacce di sgombero se avessero partecipato alla manifestazione; nel corso della mattinata diversi lavoratori sono stati fermati e identificati e due trattenuti in commissariato.
La giornata di ieri ha dimostrato che le minacce e la repressione non fermano le lotte, al contrario: il grido “sanatoria per tutti, repressione per nessuno” si è propagato dalla frontiera di Oulx ai picchetti dei facchini del Si Cobas all’interporto di Bologna, a Modena e a Piacenza; dai disoccupati in presidio e dalle compagne femministe a Napoli, fino ai solidali a Firenze e Venezia. In tutte queste realtà, e in molte altre, immigrati e solidali portano avanti lotte autorganizzate e subiscono per questo azioni di rappresaglia: fogli di via, divieti di dimora, denunce, processi, multe, condanne, sgomberi, botte.

Ci vogliono isolare e spaventare, ci troveranno invece più uniti e determinati a continuare.

La giornata di ieri è stata la prima tappa di una lunga estate calda di lotte.
Ci vediamo nelle strade, nelle campagne e nelle lotte ovunque!

 

Fonte: https://campagneinlotta.org/sanatoria-per-tutte-e-tutti-repressione-per…

Fratelli della costa

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In collegamento telefonico con un compagno presentiamo la traduzione dal francese del libro “Fratelli della costa. Memoria in difesa dei pirati somali, braccati da tutte le potenze del mondo”. Il lavoro è di grosso stimolo non solo per il racconto delle vicende repressive contro della pirateria somala, ma perché le inserisce nell’analisi della costruzione di un apparato giuridico internazionale che potrebbe diventare un modello per le operazioni di gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo. La flessibilità e la panoplia della legge si sperimenta in casi considerati limite come quello che emerge dal contesto marittimo in esame per poi rientrare nelle possibilità che ogni governance nazionale si dà contro chi considera “nemico” dell’ordine.

Qui il link per scaricare gratuitamente il libro:

https://macerie.org/wp-content/uploads/2020/06/Fratelli-della-costa.pdf