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Bruxelles: i tentativi di criminalizzazione di curdi/e da parte dello stato turco

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A partire dll'accoltellamento di tre attiviste e attivisti curdi che si stavano recando al consolato di Bruxelles per votare al referendum voluto da Erdogan per continuare il processo di fascistizzazione dello stato turco, con un compagno della redazione a Bruxelles, commentiamo il voto all'estero – e in particolare in Belgio – a questo referendum.
Si parla poi dell'invasività della politica turca nella politica interna degli stati europei, sul Belgio in particolare e dello specifico di un processo contro attiviste/i curde a Bruxelles nel quale lo Stato turco si è costituito parte civile.

Il Belgio, un paese a rischio?

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A quindici giorni dalle stragi di Bruxelles, ritorniamo a parlare del Belgio, un paese in cui le contrapposizioni linguistiche ed etniche interne continuano a segnare profondamente la vita sociale e politica e dove la destra fiammigna, e non solo, continua a mietere consensi.

 

Ne parliamo con Paolo Perri, ricercatore presso l'università di Siena ed autore di un articolo sul Belgio apparso recentemente sulla rivista "Il Mulino" (leggi qui).

 

Attentati a Bruxelles

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Stamattina a Bruxelles degli attacchi congiunti all'aeroporto e ad una stazione della metropolitana del centro della capitale belga hanno provocato morti e feriti; i media parlano di almeno 26 vittime e oltre 100 feriti.

Nella prima corrispondenza, con Guido Caldiron, proviamo a raccontare brevemente cosa è successo nel corso della mattinata e ad analizzare lo scenario che si prospetta a livello politico e di gestione dell'ordine pubblico.

 

Nella seconda corrispondenza una rapida analisi della situazione a Bruxelles all'ora di pranzo; la città è ancora sostanzialmente in stato d'assedio.

Credevamo fosse amore, invece era un inceneritore

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Durata 1h 9m

ApriamoImmagine rimossa. la trasmissione leggendo un comunicato dei No Muos in proposito della conferma della cassazione sul blocco dei lavoratori alle antenne all'interno della base americana. Passiamo poi ad una serie di aggiornamenti sul tema mondezza con il nuovo ecocentro di Cupinoro e l'inquinamento dei tunnel di Tor Fiscale. Un commento d'obbligo è da farsi sulla candidatura di Guido Bertolaso, che qualche tempo fa era coadiuvato ai vertici della protezione civile nientepopòdimeno che da Gabrielli e Tronca. Passiamo ad una lunga corrispondenza con un compagno da terni per parlare dello Sblocca Italia e delle iniziative contro incenerioti e discariche che il movimento NoInc ha organizzato sabato 6 e sabato 14 Febbraio. Chiudiamo con aggiornamenti sulle centrali nucleari belghe e sulla maledizione dei fast food a Marino.
 

Allerta attentati: coprifuoco di 48 ore in Belgio

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Corrispondenza con una compagna in diretta da Bruxelles: da questa notte è in vigore un coprifuoco totale che arriverà, almeno per il momento, fino a lunedì mattina. 48 ore in cui è stato imposto a tutti gli abitanti di Bruxelles di non uscire di casa, salvo casi di estrema necessità, documenti alla mano e senza fare rumore.

L'esercito e la polizia sono schierati per le strade: l'allerta "terrorismo" è salita da 3 a 4 su 4. In pratica, il governo belga prevede uno o più attentati come quelli che hanno insanguinato le strade di Parigi una settimana fa. Annullati tutti i concerti e gli spettacoli, le partite di calcio ed ogni evento e riunione pubblici.

Per domani pomeriggio è stata indetta una mobilitazione volta a decostruire l'identificazione musulmano=arabo=terrorista, come quelle che in questi giorni hanno visto la partecipazione di migliaia di persone da tutta Bruxelles nel quartiere di Molenbeek, indicato dai mezzi di comunicazione di massa come “covo di terroristi”.

BRUXELLES.RIVOLTA E INCENDIO IN CENTRO PERMANENZA

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In Belgio una protesta è scoppiata in un centro di permanenza per richiedenti asilo, che hanno appiccato un incendio, e alcuni dei quali minacciano di impiccarsi in segno di protesta per le condizioni di detenzione e per presunti soprusi delle guardie da loro denunciati. L'incendio si è sviluppato in un'ala del centro di permanenza di Steenokkerzeel, vicino all'aeroporto di Bruxelles. Alcuni degli ospiti del centro sono stati evacuati e condotti verso altre strutture simili, mentre altri sono saliti sul tetto. «Un'ala alla quale è stato dato fuoco - ha dichiarato il sindaco di Steenokkerzeel, Karel Servranckx - è ora inutilizzabile. Le famiglie con bambini possono restare. Noi stiamo cercando di evacuare le persone che sono salite sul tetto. Non si sa ancora quante di queste persone debbano essere evacuate», ha aggiunto. Alcuni dei richiedenti asilo hanno minacciato di impiccarsi alle sbarre delle loro celle. Da giorni denunciano maltrattamenti, fisici e psicologici, anche pestaggi, da parte dei guardiani e condizioni di detenzione dure. Alcuni hanno avviato da qualche giorno uno sciopero della fame