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Staffetta radiofonica: la censura del dissenso politico

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Pubblichiamo tutte e 5 le ore di trasmissione andate in onda domenica 19 aprile come staffetta radiofonica sul dissenso politico. 

La repressione come nello specifico la censura del dissenso politico è  sempre stato uno degli strumenti con cui il potere si è affermato nel tempo. Il movimento in Italia, come le sue radio, ha sperimentato in prima persona le tecniche repressive, a volte arrivando fino alla chiusura delle radio stesse. Di certo nelle democrazie liberali, le democrazie che abbiamo conosciuto negli ultimi decenni in occidente,  questa repressione è stata meno violenta che in forme di potere più autoritarie - principalmente grazie al potere economico di cui le libertà occidentali hanno fin'ora goduto.

Ognuna delle nostre radio ha una storia di censura da raccontare, e crediamo che uno dei modi migliori per reagire a questo attacco sia la condivisione e la solidarietà soprattutto in questi ultimi anni in cui forse è stato l'atticco contro chi manifesta solidarietà alla resistenza palestinese. 

Nell'ordina abbiamo trasmesso

RADIO CITTÀ FUJIKO

  •         - Intervento di Christian Elia, giornalista freelance, sul "Progetto Nimbus" con cui Israele ha finanziato Google, Meta, ecc... per oscurare contenuti palestinesi
  •         - Intervista a Chiara Avesani di Rete No Bavaglio, che insieme ad Articolo 21 ha denunciato il fenomeno dell'esposto temerario per zittire i giornalisti che si occupano del genocidio in Palestina
  •         - Intervista a Matteo Pucciarelli su definizione di "antisemitismo" e il suo uso per zittire le critiche al governo israeliano
  •         - Intervista all'avvocato Fausto Gianelli sul processo a Mohammad Hannoun e altre otto persone accusate di finanziare Hamas attraverso la solidarietà. L'inchiesta della Procura di Genova sta venendo smontata in tribunale.

RADIO ONDA ROSSA

    Proponiamo un pezzo sul caso di Seif, licenziato da una scuola e represso per aver condiviso un post sulla Palestina, e poi ci vorremmo collegare alla censura durante il genocidio in Palestina. In particolare, vorremmo fare un focus sul ruolo che ha avuto la rai sentendo di nuovo Alessandra mancuso. 

RADIO ONDA D'URTO

Interventi di: 

  • - Luigi Borrelli, lavoratore presso l'aeroporto civile di Montichiari (BS) per aver denunciato il transito di armi; 
  • - la Dottoressa di Cospito Milia per aver parlato delle condizioni di Alfredo in sciopero della fame
  • - l'intervista a Giorgio Rossetto sullo sgombero di Askatasuna
  • - un commento a unire i temi con Silvano Cacciari,  docente di Sociologia e Media all’Università di Firenze e redattore di Senza Soste, portale di movimento livornese

RADIO CIROMA 

  • - Caso del sito Iacchité oscurato 
  • - Intervento Cesare dalla Francia
  • - Attivisti Pedro di Padova arrestati
  • - Report I SUD SI ORGANIZZANO
  • - intervento La Base
  • - intervento No Ponte Messina
  • - Palestina Carla Monteforte 

RADIO BLACKOUT

Contributi sui casi di repressione legati all'esperienza della radio
Conclusioni e rilancio sull'importanza delle radio libere e indipendenti

Propaganda e Guerra dagli USA all'Iran

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Apriamo la trasmissione con una "interferenza" di Andrea Borgnino, che ci racconta l'utilizzo della radio in questi giorni in Iran; allarghiamo poi la discussione ad altri contesti di guerra e in Palestina.

A proposito di telecomunicazioni e Iran, in Iran c'è un nuovo blackout di Internet, e negli Emirati Arabi Uniti vediamo che alcuni data center di Amazon sono stati colpiti dagli attacchi Iraniani.
Seguiamo poi la vicenda del contratto di OpenAI con il ministero della guerra statunitense, che ha scalzato Anthropic.

Negli USA, Google collabora con ICE ben più di quanto la legge gli impone; viceversa, migliaia di telecamere collegate alla sorveglianza interna di ICE risultano essere state danneggiate.

Nuovo affondo della Russia su Telegram, accusato di supporto al terrorismo e intelligenza col nemico.

"Nah go put me inna box!”

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Questa puntata di More Fire ci porta in un viaggio musicale che attraversa epoche e sottogeneri del reggae: dallo ska e rocksteady delle origini fino alle contaminazioni moderne con hip hop, dub, elettronica e soul.
Una miscela bilanciata tra classici, rarità e nuove vibrazioni, per esplorare il genere senza restare ancorati al passato, e sempre con uno sguardo rivolto al messaggio.

Si parte con tre pilastri delle produzioni Studio One: la scanzonata militanza di "Freedom Fighter" di Eddie Fitzroy e il groove immortale di "Bobby Babylon" di Freddie McGregor, sono seguite dalla ipnotica denuncia sociale  di "Skylargin", sospesa nella voce unica ed eterea di Horace "Sleepy" Andy.

Il rocksteady consapevole entra in scaletta con due capolavori: "Man Next Door" dei Paragons – diventata celebre anche grazie alla versione dei Massive Attack – e l’enfatica "Fu Man Chu" del primo hit maker dell'isola caraibica Desmond Dekker.
A questo punto, l’amore per il genere viene dichiarato senza mezze misure sul roots serrato di "I Love the Reggae" dei Gaylads:

“Every time I hear the sound
It lifts me up when I am down.”

La seconda parte della puntata si apre con alcune gemme nascoste, principalmente di produzione recente come il rare groove psichedelico di "People (Who Killed People)" di G.T. Moore & the Reggae Guitars, diretto anche nelle liriche.
Seguono il suono vintage e incisivo di "Bang Bang" nella versione dei Tomorrow Children e "Admiration" dei Frightnrs, fino ad arrivare al soul malinconico di "Sunk In The Mist" di Jr. Thomas & The Volcanos, che chiude questa sezione con atmosfere rarefatte.

Le contaminazioni moderne prendono il controllo nell’ultima parte della scaletta. Si comincia con Protoje – ambassador del nuovo reggae – e la sua "Big 45", un inno new roots alla tradizionale sound system culture dal beat attuale e ormai caratteristico di King Diggy.
Segue KA$E, meno noto ma di grande impatto, con l'incalzante "What’s The Word", digital roots ipnotico realizzato con la Green Lion Crew.

A tenere accesa la vibrazione ci pensano i francesi L’Entourloop, maestri di beat e in questo caso di "feat" con Ras Demo in "Weh U Come From" e Kabaka Pyramid in "Rock Mi Nice".
Da qui parte una staffetta Francia-Giamaica-Inghilterra che prosegue con Taiwan MC (Gunshot Again), Original Koffee (Koffee) e Little Simz (Young), a rappresentare l’urban reggae più fresco e ricco di flow..

Chiudiamo in vivacità esplosiva con due tracce fuori dagli schemi: il mashup folle di "Love Shack" dei B-52’s in versione Kingston Sound System, e il gipsy reggae carico di energia di "Box" di Shanti Powa feat. Herbert Pixner.

Them nah go put me inna box!


Radio libere a Firenze negli anni settanta-ottanta

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Nella puntata di oggi abbiamo raccontato la storia delle radio libere politiche dell'area fiorentina degli anni Settanta-Ottanta. Con ospiti due compagni che quelle esperienze animavano, abbiamo ripercorso le vicende di Radio Morgan e Radio Geronimo, ma abbiamo parlato anche di Controradio, Radio Cento Fiori e Radio Antenna Libera Toscana, oltre che del contesto sociale e politico in cui operavano.
 

La TV si è deconcentrata... sarà il caldo

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Apriamo con un'analisi del report annuale di AGCom, in particolare relativamente al tema della concentrazione dei media. Il report è infatti ottimista, mostrando degli indici di concentrazione bassi per la radio, e dei trend positivi per la televisione. Ma è vero? Cerchiamo di capire meglio, analizzando i tipi di indici che vengono utilizzati e cosa rappresentano.

Continuiamo con l'intelligenza artificiale. Se facebook fa intelligenze artificiali per proteggere altre intelligenze artificiali, queste dimostrano di non essere molto intelligenti, e i jailbreak fanno fare una figuraccia a Meta. Vediamo come.

Trasporto pubblico a Roma: aggiornamento sui fallimenti. Ne approfittiamo anche per presentare un'alternativa alla ormai desueta lotta all'inquinamento.

A seguire, qualche ultima notiziola prima di chiudere per l'estate. Ci risentiamo il 31 Agosto!

Jump Up Pon "Hits"

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JUMP UP PON HITs è una raccolta di produzioni europee di musica reggae della "new era",  che hanno fatto breccia nel cuore dei ravers delle dancehall "inna soundsystem style".

No chat no slack, roots & culture, no propaganda, militant style, heartikal souljah, bass lovers, real raggamuffin !

Brother Culture & Queenie Moy feat. Zion Train - Soundsystem
Charlie P feat Obf -  Sixteen Tone Of Pressure
Giallo Man - Heartikal Soljah
Jah Version - Likkle Bass
Jah Version - Respect
Echo Ranx feat Radikal Guru -  Raggamuffin Souljah
Mr Williamz feat Iron Dubz - It Haffi Bun
Doubble Spliff feat Mannaroman -  Mi Slim Mi Thin
Obf Feat Isha Bel -Nuh Call The Police
Michael Prophet - Searching For Jah
Brother Culture - Jump Up Pon It
High Tone feat Pupajim - Rub A Dub Anthem
Dreadsquad feat Blackout Ja - Last Tune
Dub Conductor feat Dark Angel - Propaganda
Professor Natti - R.A.S.T.A.F.A.R.I.

Politicizzare la radiofonia

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Nella puntata di oggi insieme a due ospiti in studio e ad una intervista registrata in precedenza parliamo di radio comunitarie, concentrandoci sui casi Argentini (e in parte anche del Latino America), italiani e francesi.

  • Le radio comunitarie e il panorama radiofonico generale; se in Italia vediamo un enorme accentramento  (i primi 4 gruppi hanno ben più del 50% del mercato), in altri paesi esistono leggi per limitarla... non sempre efficaci
  • Le lotte per un'informazione meno centralizzata
  • L'autogestione tecnica

 

Staffetta radiofonica a sostegno del popolo palestinese

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Pubblichiamo qui gli spezzoni degli interventi della staffetta.