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Appello di solidarietà per l'occupazione di Via del caravaggio

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Sta girando un appello di solidarietà per portare materiale che possa aiutare le famiglie dell'occupazione di Via del Caravaggio, dopo l'incendio divampato accidentalmente all'interno di parte dello stabile Venerdì notte. Lo stabile è ancora agibile ma diverse famiglie hanno purtroppo perso parte dei loro averi. E' possibile aiutarei reperendo: Letti, materassi, cuscini, lenzuola coperte, frigoriferi, armadi, piatti, bicchieri, posate, pentole, vestiti uomo donna bambini, pannolini. Diversi articoli usciti sulle cronache, lasciano presagire la volontà di approfittare di quello che è successo (Nonostante la situazione sia tornata rapidamente sotto controllo e l'immobile sia stato dichiarato agibile nella quasi totalità ), accelerando pericolose manovre di sgombero che lascerebbero sulla strada circa 130 famiglie e decine decine di bambini .. Mobilitiamoci insieme non lasciamoli soli ! Ne parliamo con un compagno dei movimenti per il diritto all'abitare.

Due iniziative contro le minacce di sgombero delle occupazioni abitative

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In un momento in cui il ministro degli Interni Salvini dichiara che lo sgombero di occupazioni abitative è una priorità e in cui sembra particolarmente a rischio l'occupazione del 4 Stelle (nella foto) l'incendio subito dalla quale è divenuto un pretesto per le intenzioni di sgombero, i movimenti per il diritto all'abitare propongono due iniziative:

- oggi, 9 gennaio, alle 16 , al Macro asilo, in via Nizza, la proiezione del documentario sulla vita nell'occuazione del 4 stelle di Muscello e Palermo;

- domani, 10 gennaio, ore 16, assemblea pubblica in Campidoglio per costruire un'opposizione sociale al decreto Salvini.

 

Questione abitativa a Roma

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A qualche giorno dallo sgombero con arresti della casa popolare di una signora settantenne a Villa Gordiani mettiamo a confronto diverse voci sulle lotte dei comitati di quartiere per la manutenzione e la sanatoria delle case popolari e contro sfratti e sgomberi con quella dei Movimenti per il diritto all'abitare romani, verso alcune prossime date di mobilitazione in risposta alla circolare Salvini e al decreto sicurezza-immigrazione.

Riflessioni in studio sulle occupazioni abitative

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In studio analizziamo e riflettiamo sulla circolare del 1 settembre di Salvini sulle occupazioni abitative e sugli sgomberi che si vogliono effettuare. Inoltre, in una corrispondenza telefonica con un compagno della cooperativa "Inventare l'abitare" si offre un'analisi sulle possibili soluzioni per la risoluzione dell'emergenza abitativa. Nella successiva corrispondenza con un compagno dei movimenti per il diritto all'abitare si parla della mobilitazione del 10 ottobre prossimo.

Rom e Sinti a Montecitorio

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Il 2 Agosto dalle 14 alle 17 Rom e Sinti saranno davanti a Montecitorio per:

- ricordare gli ultimi 2.897, donne, uomini e bambini rom e sinti dello Zigeunerlager di Auschwitz-Birkenau uccisi nella notte del 2 agosto 1944 e commemorare con loro più di mezzo milione di fratelli e sorelle morti nei campi di sterminio d’Europa;

- manifestare la propria preoccupazione per il clima di discriminazione con minacce di censimenti etnicie violenza diffusa contro persone e comunità rom e sintee chiedere al governo italiano di promuovere interventi condivisi con la comunità rom e sintae perciò efficaci, lavorando a un vero cambiamento perché non si viva nella paura e nella rabbia, ma con coraggio e speranza. Questa speranza è sostenuta da un movimento europeo che, dopo le mobilitazioni di Spagna e Romania, vedrà manifestazioni davanti alle ambasciate italiane il 31 Luglio in Cechia e nella stessa giornata del 2 Agosto in Bulgaria, Serbia e Slovacchia, per finire il 6 Agosto in Macedonia e Ungheria. Rom e Sinti chiedono il rispetto dei diritti umani, il rifiuto del razzismo e della violenza contro chiunque e un’Europa solidale e accogliente come risposta alle crisi dentro e fuori il continente per agire contro questa onda nera che ci riporta indietro, per proteggere noi e i nostri figli, in difesa di tutti i cittadini, della nostra democrazia.

Abbiamo sentito Dijana Pavlovic.