Una puntata dedicata alle occupazioni più improbabili e dove trovarle! Tra fasci che occupano fasci sgomberati da fasci, la Certosa di Trisulti che sfugge dalle grinfie di Bannon e dei suoi sgherri e le sardine che tornano alla ribalta occupando il pd, non potevamo che dire la nostra!
Torino, 19 gennaio 2021: dopo sei anni di occupazione, viene sgomberato lo stabile di Corso Giulio 45. Né il gelido inverno, né l’emergenza Covid frenano le meschine politiche amministrative di una città alle prese con velleità di gentrificazione, improbabili ambizioni internazionali e dinamiche di decadenza. Ce ne parla una compagna di Torino.
Sull'edizione odierna del manifesto un lungo articolo sulla situazione degli spazi occupati nella nostra città, all'indomani dello sgombero dell'ex cinema palazzo, ospita un intervento di Paolo, dei Blocchi precari metropolitani, su una serie di visite effettuate da funzionari ACEA all'interno di molte occupazioni abitative della nostra città. Abbiamo chiesto a Paolo come bisogna interpretare queste incursioni e quale risposta stiano approntando i movimenti per il diritto all'abitare romani.
In collegamento telefonico con il Lof Laken Winkul Mapu da settimane sotto assedio per l'ordine di Sfgombero. Le terre usurpate al popolo mapuche sono state poi cedute all'Arcivescovo di San Isidro che ne sta reclamando la proprietà a costo della cacciata e dello sgobero della comunità.
Un compagno del Movimento per il Diritto all’Abitare ci parla dell'assemblea di ieri 20 ottobre all'Occupazione di Viale del Caravaggio e ci informa che il prossimo appuntamento delle realtà romane sarà mercoledì 28 ottobre alle h 18.00 sempre in Viale di Caravaggio,107 per costruire una grande mobilitazione di piazza.
In corrispondenza telefonica parliamo dello sgombero dei campi Rom a Torino iniziata quest'estate e facciamo una panoramica generale su come sta agendo lo stato nei confronti delle persone Rom.
Insieme a un compagno di Casale Alba 2 e una compagna e un compagno del Cinema Palazzo un punto sulla situazione dei 2 spazi, entrambi a rischio attraverso un'ordinanza di sgombero e una notifica di sfratto. Due spazi diversi che della partecipazione e del rapporto col territorio han fatto la loro identità, situati in due quartieri diametralmente opposti ma che raccontano la stessa trasformazione della città.
In collegamento telefonico con un compagno torniamo ad aggiornarci sulla situazione ad Atene nel quartiere di Exarchia e della risposta da parte di compagni e compagne. Di seguito il collegamento fatto in trasmissione a ridosso dell'inizio delle operazioni di sgombero.
Dopo le minacce di sgombero e distacco delle utenze dal 15 settembre e le prime iniziative di difesa, una compagna della Casa delle Donne Lucha y Siesta fa il punto della situazione e delle proposte per il futuro e lancia due iniziative che si svolgeranno in questa settimana negli spazi di Lucha, in via Lucio Sestio 10:
Giovedì 5 settembre 2019 dalle ore 18:30 Assemblea di Non Una Di Meno durante la quale si discuterà anche una nuova iniziativa di difesa dello spazio;
Sabato 7 settembre alle ore 12.00 conferenza stampa per fare il punto della situazione dello spazio e rendere pubblica la costituzione del Comitato “Lucha alla città”.
"Sarà un momento - leggiamo nel comunicato - in cui non solo racconteremo lo stato dell’arte sulla vicenda che ci coinvolge, ma anche un’occasione – per tutt* coloro che vogliono aderire al comitato e supportare questa grande impresa – di farlo pubblicamente", cioè "costituire un fondo che ci permetta di acquistare lo stabile di Via Lucio Sestio 10".
Con un compagno in corrispondenza da Atene parliamo dell'operazione repressiva in corso a Exarchia dall'alba del 26 agosto.
Sgomberi, arresti, incursioni e perquisizioni descrivono la militarizzazione costante del quartiere ma si tratta di un attacco che lo stato ha pianificato da tempo.
Mentre si susseguono le iniziative di lotta analizziamo il contesto.