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Aggiornamenti da Ventimiglia: migranti e stato della repressione

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Nella città ligure, al confine con la Francia, resta ancora estremamente precaria la situazione di oltre 500 migranti, dislocati tra il campo governativo della CRI (Croce Rossa Italiana) e i locali di una parrocchia locale.

Ventimiglia è città militarizzata; un'infame ordinanza comunale vieta a chiunque di somministrare pasti ai migranti. Solo il campo della Croce Rossa, volutamente posto ai margini della cittadina, è autorizzato ad ospitare ragazze e ragazzi oltreché dar loro cibo.

I/le solidali di Progetto20k hanno deciso di sfidare e violare tale ordinanza praticando così una "solidarietà clandestina".

 

Ascolta gli aggiornamenti da Ventimiglia con una solidale di Progetto20k.

 

Nella seconda corrispondenza una compagna NoBorders 20miglia ci parla della scure repressiva che si è abbattuta sui solidali, già dall'anno scorso. Misure amministrative come fogli di via, denunce, cariche e intimidazioni sono le risposte dello Stato ai tentativi di solidarietà militante e attiva dei singoli con i migranti.

 

Ventimiglia: sgomberato campo migranti e No Borders

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Aggiornamenti da Ventimiglia dove le forze dell'ordine hanno sgomberato il campo No Borders di Valle del Roja, dove erano accampati oltre 350 migranti provenienti dall'Africa centrale.

Durante l'operazione repressiva sono stati arrestati 4 solidali e un migrante: tuttora ignote le accuse della polizia nei loro confronti.

 

Ancora una volta si registra l'atteggiamento sbirresco di CRI (Croce Rossa Italiana) e la complicità della Caritas con le forze dell'ordine.

 

Intanto i/le solidali No Borders hanno organizzato un campeggio "senza frontiere"; qui puoi trovare ulteriori informazioni: campeggiosenzafrontiere.noblogs.org.

 

 

Ventimiglia: continua l'attacco ai migranti. Caccia all'uomo e rastrellamenti

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Aggiornamenti da Ventimiglia con una compagna.

 

Dopo la nottata di ieri, continua la crisi miganti, tra rastrellamenti e caccia all'uomo. Attualmente la stazione dei treni è blindata dalle forze dell'ordine.

 

Intanto le stragi nel Mediteraneo proseguono con tre naufragi, 65 corpi recuperati e oltre 700 persone disperse.

Voci da Ventimiglia contro la Fortezza Europa

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Due corrispondenze sulla situazione a Ventimiglia lungo il confine italo-francese. Un compagno di Torino che è stato lì durante l'ultima settimana ci racconta della mobilitazione dei migranti contro la Fortezza Europa, della manifestazione di Sabato 20 e dei prossimi momenti di lotta fra cui l'assemblea a Ventimiglia di Mercoledì prossimo. Continuiamo ad approfondire la questione con un compagno di Roma, anche lui presente al corteo del 20, cercando di contestualizzare le contraddizioni che esplodono a Ventimiglia con la situazione in città come Parigi e Roma, con il sovraffollamento del centro Baobab di V. Cupa e la "tendopoli" di stazione Tiburtina.

Ventimiglia: un confine dove i migranti sono abbandonati

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Il ministro degli Interni francese ha chiesto alle autorità italiane di “trattenere” i migranti sbarcati in Italia che cercano di recarsi in Francia. Ha affermato che dei 436 migranti fermati in Francia a febbraio, la maggior parte tunisini, 250 sono stati ricondotti in Italia. “Gli italiani stanno rispettando le regole del gioco, ci aspettiamo che le rispettino completamente”, ha dichiarato. Il ministro transalpino ha poi puntualizzato che “vorremmo ottenere dai nostri amici italiani che rispettino le regole europee. La responsabilità è del paese che accoglie. Gli chiediamo di trattenere le persone che si presentano da loro e che si riprendano quelle che sono rimandate”, sottolineando come la Francia sia “determinata a resistere” all’afflusso di clandestini. “Di fronte alle turbolenze nel Mediterraneo il governo francese ha due obblighi: accompagnare la marcia verso la democrazia e la libertà e fare in modo di non essere sommersi da un’ondata d’immigrazione”, ha detto Gueant, secondo il quale “sarebbe paradossale” accogliere persone giunte da un paese “che ha ritrovato la libertà”.  Intanto quasi 200 persone vengono abbandonate al confine italo francese.