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censura

La Scuola del "senza contraddittorio"

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La trasmissione inizia con la corrispondenza di una studente del collettivo A.R.A. che racconta la censura della Dirigente del Liceo artistico "Ripetta" di Roma relativa a diverse/i ospiti invitate/i per la settimana di autogestione. Ha cancellato, in contrasto con quanto approvato dal Consiglio di istituto, attività quali "Arte e Palestina", corsi su antifascismo e la memoria di Valerio Verbano, sul teatro dell'oppresso, sul referendum costituzionale. Il motivo? "Mancanza di contraddittorio". La risposta è stata lo sciopero.

Riflessioni in studio sulla sorte delle/dei 200 studenti italiane/i presenti a Dubai durante l'attacco USA-Israele all'Iran, portate lì dall'associazione WSC Italia Global Leaders per svolgere l'attività del "Model UN Diplomacy - L'Ambasciatore del Futuro", una "simulazione diplomatica". 

Festeggiamo il Liceo Made in Italy con i dati ufficiali delle nuove iscrizioni: si passa dallo 0,09% allo 0,14%.

Concludiamo parlando ancora di repressione: una studente minorenne del Liceo "Capponi - Machiavelli" di Firenze, attivista del collettivo, è stata segnalata ai servizi sociali perché presente ad un presidio sindacale del Sudd Cobas il giorno 8 novembre 2025 davanti alla sede del brand Patrizia Pepe. La ragazza, figlia di immigrati di origine marocchina, è stata l'unica ad essere stata segnalata a fronte di una decina di compagne/i. Uno studente del collettivo ci racconta quanto successo e ci ricorda anche la mozione di Fratelli di Italia al comune di Bagno a Ripoli con la quale hanno provato a introdurre la schedatura delle scuole come "politicamente schierata a sinistra", "ideologicamente comunista", "favorevole alle teorie lgbtq+ e/o woke", "antiamericana, antisionista, antifascista, anticattolica, antidemocratica", ovvero scuole per noi davvero bellissime.

Ricordiamo domani 4 marzo, ore 17:30 l'assemblea online "La conoscenza non marcia" dell'Osservatorio contro la militarizzazione. Qui il link per partecipare.

Italia - Palestina: attacco alla libertà di stampa e di parola

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Con Chiara Cruciati, giornalista del Manifesto,riflettiamo a tutto campo sulle diverse forme di repressione e censura a cui vengono sottoposte tutte le manifestazioni di solidarietà nei confronti della popolazione palestinese. Il caso più violento ed eclatante è costituto senza dubbio dalla repressione portata avanti da Israele stessa, che continua a uccidere giornalisti e giornaliste di Gaza anche dopo l'avvio della cosiddetta "tregua", precludendo l'accesso agli inviati internazionali nella striscia e nel resto della Palestina occupata. Al riguardo, va anche considerata la campagna che Israele sta portando avanti contro le ONG attive nei territori, che può essere letta come un'ulteriore forma di censura. Ci soffermiamo, quindi, sui diversi DDL, recentemente proposti in Italia, che accolgono la definizione di antisemitismo, ormai ampiamente screditata, dell'IHRA, che promuove l'equiparazione tra antisemitismo ed antisionismo rendendo nei fatti impossibile qualsiasi critica allo stato di Israele. La riflessione si allarga infine a una valutazione generale sull'atteggiamento della stampa italiana, che ha avallato e silenziato in modo quasi sistematico il genocidio a Gaza a partire dal 7 ottobre. 

Con o senza filo?

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Iniziamo segnalando la presentazione di Assalto alle piattaforme di Kenobit (ed. Agenzia X) al CSOA Forte Prenestino, il 4 Febbraio.

Nvidia ha preso molto del suo materiale di "training" da Anna's Archive; quella che sembra essere una pratica comune questa volta è stata confermata da documenti interni. Meraviglioso il modo in cui si sono difesi.

Dopo il blocco di Internet durante le elezioni in Uganda, e il lunghissimo blocco di Internet in Iran, guardiamo ad alcuni report che segnalano l'utilizzo di Bitchat, una applicazione di messaggistica che sembra interessante per casi in cui la possibilità di comunicare via Internet è impedita. Ma non è tutto oro quello che luccica.

Notiziole:

  • Microsoft perde la causa intentata da NOYB riguardo al tracciamento di persone minorenni tramite la sua suite Microsoft 365 Education, rivolta alle scuole.
  • la Corea del Sud fa (per prima) una legge sulla sicurezza della cosidetta intelligenza artificiale ad alto impatto. confrontiamola con l'AI Act europeo.
  • Nel Regno Unito il dibattito sulla perdita di posti di lavoro (per la verità ancora fenomeno la cui esistenza è dibattuta) dovuta all'intelligenza artificiale torna a far parlare di reddito di cittadinanza.
  • TikTok è passato a guida Usa, e gli effetti si vedono: la nuova privacy policy gli consente di raccogliere più dati di quella precedente
  • Il capo dell'agenzia per la cybersicurezza Usa ha caricato sul ChatGPT pubblico dei documenti riservati dell'agenzia stessa

Infine, il quizzone: quando visitate un sito i cui server si trovano negli Usa, come fanno i dati inviati dal vostro dispositivo a raggiungere il server? A) con sistemi di trasmissione radio, come il Wi-Fi B) con sistemi satellitari C) con dei cavi

La risposta esatta è la C: dei cavi sottomarini. Questo ci permette di parlare della continua espansione di questa infrastruttura (ormai esistono circa 600 cavi sottomarini, per un'estensione totale che supera abbondamentemente il milione di kilometri), ma anche della crescente concentrazione. A stendere sempre più tratte sono non tanto le imprese di telecomunicazioni, ma quelle di contenuto, come Google, Meta, ecc. insomma, le solite.

La censura si abbatte sulla scuola

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La trasmissione si occupa dei molteplici casi di censura che si stanno abbattendo su docenti, studenti, scuole. Iniziamo con la corrispondenza con un docente dell'Istituto Tecnico - Liceo "Mattei" di San Lazzaro di Savena (Bo) che, insieme ad altri istituti, ha aderito e partecipato con una classe ad un progetto formativo di educazione civica e di cittadinanza attiva (un webinar di due ore sulla struttura e sugli scopi dell'Onu con la relatrice Francesca Albanese). La segnalazione di un (1) genitore ha generato la montatura del caso, sfruttata prima da esponenti politici locali di Lega e Fratelli d'Italia e quindi da Valditara, che minaccia ispezioni. La reazione della scuola: alla collega direttamente coinvolta lettera di solidarietà del corpo docente (130 prof su 155), il sostegno della classe e di tutta la componente studentesca, di alcuni genitori e di molti istituti del territorio e di altre regioni: si crea così una rete in difesa della libertà di insegnamento.

Torniamo al Giulio Cesare: dopo la scritta sessista e violenta ("lista stupro") c'è una occupazione di ieri guidata da un gruppo che il collettivo Zero Alibi chiarisce e smaschera per quello che è: persone dichiaratamente fasciste, omofobe, antisemite, negazioniste. Ribadiamo: nessuno spazio per questi.

Corrispondenza con la rete di insegnanti, studenti e genitori "Scuole con la Palestina - Roma sud-est", che promuove il progetto Scuole-Tenda di Gaza: in costruzione un'assemblea cittadina per il gemellaggio e lo scambio con le scuole di Gaza e il boicottaggio delle relazioni tra il Comune di Roma e lo stato di Israele. La proposta di iniziativa popolare.

Analizziamo il testo di legge (4 articoli) sul consenso informato preventivo che il 3 dicembre la Camera ha approvato e che adesso passa al Senato: passiamo in rassegna la serie di paletti, compreso nessuno stanziamento economico, che impediranno di fatto qualsiasi seria educazione sessuoaffettiva nelle scuole, in orario scolastico o extra. I crediti di Sasso a Pro Vita.

 

Il Comune di Roma nega l'assemblea per la Palestina

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Da tempo è stata indetta un'assemblea nazionale per la costruzione della manifestazione contro il genocidio, al fianco della resistenza palestinese prevista per sabato 4 ottobre. Questa settimana il cinema ha fatto sapere che l'assemblea non si potrà tenere in quella sede perché il Comune di Roma, proprietario della sala, lo vieta. Dopo che è uscita la notizia, alcuni esponenti comunali hanno provato a dire che non si tratta di censura bensì di motivi burocratici (sic). Ovviamente la galassia che ha indetto l'assemblea non ci sta e rilancia con una conferenza stampa lunedì 8 settembre alle ore 10.30 in Campidoglio. Ne parliamo con Khaled di Udap

Le scuole possono parlare liberamente di foibe?

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L'interrogativo sembra d'obbligo visto che mettere in pratica un progetto didattico senza ingerenza di Fratelli d'Italia per l'Istituto di Istruzione Superiore "Aldo Moro" di Rivarolo Canavese (Torino) sembra particolarmente difficile. Infatti in quell'Istituto il Dipartimento di Filosofia e Storia aveva deciso, seguendo i canali ufficiali previsti dalla legge, per parlare del confine orientale durante la seconda guerra mondiale di invitare un esperto in materia, lo storico Eric Gobetti, purtroppo inviso alla destra del nostro paese. Nonostante i comunicati di cui abbiamo dato conto in questa ricostruzioni dei docenti e delle docenti del dipartimento di filosofia e storia e della dirigente scolastica che ribadivano la legittimità di organizzare autonomamente un evento formativo, tanta è stata l'ingerenza di Roberto Ravello, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Piemonte e di altri esponenti di destra, anche di livello nazionale, che in un primo momento l'incontro, che avrebbe dovuto tenersi l'11 marzo, era stato rinviato a data da destinarsi, il che aveva determinato l'indignata presa di posizione di ben 75 docenti dell'Aldo Moro. Apprendiamo però dallo stesso Gobetti che la scuola ha deciso e si farà la conferenza. E speriamo non se ne debba parlare più

Da che parte è la censura

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Oggi parliamo di ingerenze politiche e cattoliche nelle scuole: dallo spettacolo pro aborto di Terni agli stanziamenti destinati alle diocesi liguri per l'educazione affettiva, dal bando del comune di Roma sull'educazione sessuoaffettiva attaccato dalle associazioni no gender, al coniglietto gay di Pavia, per finire al protocollo vuoto e senza fondi tra Ministero e Fondazione Cecchettin è tutto un censurare e un minacciare anatemi.

Chiudiamo con una buona notizia dall'Istituto Cine-tv - Rossellini dove è stata respinta la propaganda di Fratelli d'Italia sulle foibe.

Big Tech con l'elmetto

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La prima parte della puntata è dedicata alle variegate malefatte dei soliti noti: Google e Meta.

Prima parliamo della situazione di Google con l'antitrust, che vede avvicinarsi il verdetto anche per quanto riguarda il settore pubblicità. Avevamo già parlato della questione del motore di ricerca, ma questa è un'altra storia.

Passiamo poi ai legami tra grandi aziende e militarismo:

  • Google continua a negare i suoi rapporti con l'apparato militare israeliano, ma i dati sono sempre più chiari
  • Meta si lancia apertamente nelle applicazioni militari dell'intelligenza artificiale generativa
  • Hannah Byrne ha lavorato per anni nel gruppo "antiterrorismo e organizzazioni pericolose", si è licenziata nel 2023, e racconta alcuni dei motivi per cui crede che la selezione dei contenuti fatta da Meta sia sbagliata fin dalla radice

Chiudiamo infine rimandando un audio andato in onda recentemente su Data Center, consumo di energia e di acqua.

 

LUIGI SPERA AGGIORNAMENTI: LA SOLIDARIETA' NON SI CENSURA

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Con un compagno dalla Sicilia diamo alcuni aggiornamenti sulla campagna di solidarietà con Luigi e sulla censura alla quale è stato recentemente sottoposto. Facciamo un ragionamento sulla stretta autoritaria della società anche alla luce del nuovo DDL 1660.


LIBERA INFORMAZIONE CONTRO LA GUERRA!
Al Tribunale di Palermo, il 5 settembre, si è svolta l’udienza preliminare del processo che vede accusati LUIGI SPERA e altri 2 membri di ANTUDO. […] Lo Stato si è costituito parte civile per danni morali. Luigi e gli altri due di ANTUDO - già raggiunti da misure cautelari - sono stati rinviati a giudizio con le stesse accuse: atto terroristico e istigazione a delinquere solamente per aver diffuso il video di un’azione simbolica di protesta. L'udienza per il primo grado di giudizio è fissata per il 6 novembre, INTANTO Luigi resta nel carcere di Alessandria in regime di alta sicurezza e con disposizione di censura sulla corrispondenza. Invitiamo tutte e tutti a inviare cartoline a Luigi, fotografarle e pubblicarle sul proprio profilo con l'hashtag #nocensura #luigilibero, la solidarietà non si può censurare!
Firma l’appello: https://forms.gle/vUgxAbPAZ4kktemXA
Raccolta fondi per spese legali e famiglia di Luigi: https://sostieni.link/35848

https://t.me/antudoinfo