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NonUnaDiMeno, 1 marzo: uno sguardo intersezionale su razzismo e fascismo

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Durata 8m 38s

Questa assemblea nasce dall'esigenza del movimento femminista e transfemminista NonUnaDiMeno (Roma) di continuare ad affrontare il tema del razzismo, del sessismo e del loro intreccio nelle nostre vite che ci riguarda tutte da diversi posizionamenti: come donne, lesbiche, gay, persone trans e queer, razzializzate e non, nate in italia, immigrate, migranti.
Vogliamo ragionare insieme di come il razzismo istituzionale e le retoriche neofasciste strumentalizzano la violenza sulle donne e le questioni di genere, di come il razzismo e il colonialismo colpiscono chi è immigrata, in transito o è nata in italia da famiglia immigrata, di come il razzismo si riproduca attraverso il suo occultamento, di come il razzismo e le molestie sessiste si intersecano sui luoghi di lavoro. 

 

Verso lo sciopero dell'8 marzo!

Fascismo mediatico e antifascismo elettorale? Lo sdoganamento a reti unificate dello squadrismo

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Durata 34m 37s

Mercoledì 14 febbraio si svolgerà al Nuovo Cinema Palazzo di Roma un incontro sulle relazioni fra informazione mainstream e formazioni di estrema destra. Presente tra i partecipanti Guido Caldiron, con cui abbiamo avuto modo di colloquiare su questi temi.

Qui il programma della giornata: http://www.nuovocinemapalazzo.it/2018/02/12/fascismo-mainstream-lo-sdoganamento-reti-unificate-dello-squadrismo/

Nonostante i divieti della Questura, la Pavia antirazzista scende in piazza contro le aggressioni

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Durata 6m 26s
Nonostante i divieti della Questura, antirazzisti e antirazziste hanno manifestato oggi a Pavia, dopo la vile aggressione di matrice razzista (25 contro 5) di sabato scorso di cui abbiamo dato notizia ieri. Aggiornamento ore 21.32: #Pavia, #nazi raggiunti dagli #antifascisti prendono cintolate anche se protetti dalla polizia.

Presentazione di Sangue Giusto di Francesca Melandri

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Con Francesca Melandri presentiamo il suo ultimo romanzo Sangue giusto.

Roma, agosto 2010. In un vecchio palazzo senza ascensore, Ilaria sale con fatica i sei piani che la separano dal suo appartamento. Vorrebbe solo chiudersi in casa, dimenticare il traffico e l’afa, ma ad attenderla in cima trova una sorpresa: un ragazzo con la pelle nera e le gambe lunghe, che le mostra un passaporto. «Mi chiamo Shimeta Ietmgeta Attilaprofeti» le dice, «e tu sei mia zia.» All’inizio Ilaria pensa che sia uno scherzo. Di Attila Profeti lei ne conosce solo uno: è il soprannome di suo padre Attilio, un uomo che di segreti ne ha avuti sempre tanti, e che ora è troppo vecchio per rivelarli. Shimeta dice di essere il nipote di Attilio e della donna con cui è stato durante l’occupazione italiana in Etiopia. E se fosse la verità? È così che Ilaria comincia a dubitare: quante cose, di suo padre, deve ancora scoprire? Le risposte che cerca sono nel passato di tutti noi: di un’Italia che rimuove i ricordi per non affrontarli, che sopravvive sempre senza turbarsi mai, un Paese alla deriva diventato, suo malgrado, il centro dell’Europa delle grandi migrazioni.Con Sangue giusto Francesca Melandri si conferma un’autrice di rara forza e sensibilità. Il suo sguardo, attento e profondissimo, attraversa il Novecento e le sue contraddizioni per raccontare il cuore della nostra identità.

Mark Covell contro Casapound

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Mark Covell parla contro Casapound sostenendo il presidio antifascista, per la legge contro la tortura e auspica una grande partecipazione alle iniziative per il quindicesimo anniversario del G8 2001 di Genova.

 

Mark Covell è stato ospite, in questi giorni, del Festival di Storia in corso al Nuovo Cinema Palazzo (piazza dei Sanniti, San Lorenzo).

Alcune riflessioni storiche sul 25 aprile

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Con Davide Conti, storico e archivista, riannodiamo i fili e le parti oscure della Liberazione dal nazi-fascismo.

In nome dell'anticomunismo, le dirigenze dell'Italia repubblicana e post-fascista impedirono l'epurazione nella magistratura, nelle forze dell'ordine e nell'esercito, proteggendo inoltre i criminali fascisti fuggiti all'estero; il codice penale Rocco è uno dei tanti esempi di queste scelte. E' quello che Davide Conti ha definito il "peso della continuità dello Stato" ("il manifesto", 24.04.2016).

 

 

Nella seconda corrispondenza, Gavino ci illustra la storia (piuttosto oscura) dell'oro di Dongo, ovvero alcuni beni sequestrati dai partigiani ai fascisti repubblichini. Tra i tanti, oltre a Mussolini, anche il boia Graziani fu catturato nei dintorni di Como. Emergono tratti opachi anche su alcuni omicidi nel comasco nell'immediato dopoguerra.

 

L'intervista allo storico De Luna è consultabile qui, quella a Luciano Violante qui.

 

"Corsica fatal, Malta baluardo di romanità". L'irredentismo fascista nel Mediterraneo

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Insieme a Deborah Paci, ricercatrice presso l'università di Venezia, presentiamo il suo ultimo libro, "Corsica fatal, Malta baluardo di romanità", uno studio sulle rivendicazioni territoriali dell'Italia fascista nei confronti di Corsica e Malta.

 

Sin dai primi anni Venti, Mussolini avviò una campagna di rivendicazioni territoriali nei confronti delle «terre irredente», ossia quei territori ritenuti italiani sotto il profilo storico e culturale ma fuori dei confini d'Italia.

Malta e la Corsica furono al centro delle mire espansionistiche dell'Italia fascista nel Mediterraneo. Gli intellettuali del regime furono chiamati ad addurre ragioni linguistiche, storiche e culturali per avvalorare l'idea dell'italianità di còrsi e maltesi: l'intento era quello di persuadere le popolazioni delle due isole ad appoggiare il progetto annessionista fascista. In questo contesto il regime dovette misurarsi con gli attori istituzionali e religiosi che si trovavano in loco. I programmi fallirono miseramente e – fatta eccezione per uno sparuto gruppo di filofascisti maltesi e còrsi – la maggioranza della popolazione restò indifferente, se non ostile ai richiami all'italianità dei fascisti. Ma quali furono le strategie messe in opera dal regime? Su quali argomenti fece leva la propaganda irredentista?