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Repressione

Anarchic*: perquisizioni in 5 città, arresti e forse il Bencivenga sgomberato

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Dopo la corrispondenza di stamattina che è il primo audio di questo post, alle 19.45 facciamo il punto con una compagna mentre si sta ricostituendo un prosidio di solidali in via Genova:

oggi 16 giugno dall'alba si è dispiegata un'operazione di polizia (forse due che si sono incrociate che hanno coinvolto diverse città: Roma, Napoli, Torino, Milano, forlì e Bologna. Perquisizione di molte abitazioni e due spazi sociali la Vampa a Napoli dove le guardie hanno fatto un "giretto" e il Bencivenga occupato a Roma dove la polizia è stata più dura, divers compagn sono state portate in questura e la porta dell'occupazione murata ma non è chiaro se ci sia un'ordinanza di sgombero. 
In realtà tutta la situazione è molto nebulosa, anche per gli avvocati e le avvocate che cercano di seguire chi è stato fermato. Quello che si sa è che al momento cinque persone sono in arresto e verranno tradotte in carcere, altre due ai domiciliari, tre sono state rilasciate.

L'invito è raggiungere il presidio di solidali nei dintorni di via Genova
 

Chi indottrina chi?

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Nella prima parte della trasmissione, Mario Sanguinetti, consulente sindacale del Sindacato Sociale di base fa una panoramica del clima sempre più autoritario che si respira nelle scuole con sanzioni, ispezioni, visite collegiali sempre più frequenti, talvolta surreali ,che colpiscono il personale docente e non. In merito vi invitiamo a segnalare casi che hanno colpito voi, la vostra scuola o contesti lavorativi che conoscete a oradibuco@ondarossa.info.

Rimanendo in tema poi con Rachele Borghi, ricercatrice alla Sorbona e attivista di Urgence Palestine e di Universitaires avec Gaza, parliamo https://universitaires-avec-gaza.fr/di Sophie Djigo, docente di filosofia in un liceo del nord della Francia e autrice di  "La solidarité n'est pas un crime" accusata di indottrinare l* studenti per aver organizzato un'uscita di ricercazione a Calais, riguardo alla situazione delle persone migranti, attaccata dalla destra fascista da Eric Zemmour, Rassemblement National e altre organizzazioni. 

Infine uno studente di Tor vergata lancia il presidio che si svolgerà domani, 17 giugno alle ore 15, davanti al rettorato dell'ateneo per protestare contro il silenzio dell'Università davanti al "rapimento" di Mahmoud Al-Najjar, ricercatore palestinese, che il 1 giugno è stato arrestato in Israele mentre stava per partire per Roma, dopo aver ottenuto tutte le carte necessarie, per frequentare il master in economia dello sviluppo e cooperazione internazionale a Roma 2.

 

 

Tarek libero: uscirà dal carcere il 16 Giugno

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Tarek Dridi uscirà dal carcere di Frosinone il 16 Giugno 2026, dopo 1 anno e 8 mesi di detenzione per aver scelto di stare dalla parte della Palestina durante il corteo del 5 Ottobre del 2024, dove avevano partecipato migliaia e migliaia di persone.  

Il suo avvocato Leonardo Pompili ci aggiorna sui prossimi passi e sul processo. 

Nonostante viva in Italia da più di 15 anni potrebbe rischiare di essere portato direttamente all'ufficio immigrazione; una vicenda ricorrente quella del passaggio immediato dal carcere al cpr che mostra ancora una volta come la vita delle persone migranti vale meno di quella di altrx. 

Facciamogli sentire la nostra solidarietà anche ora che esce dal carcere. 

Sempre al fianco di Tarek, della Palestina, per la libertà di tutte e tutti

Per sostenere Tarek e le sue spese legali potete fare un Bonifico all'IBAN IT13V0200805166000400521347 (intestato a Cooperativa Culturale Laboratorio 2001) con causale "Tarek libero" 

O.S.A.R.E.: operazioni sanitarie anti-repressione

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Siamo un gruppo di compagni e compagne, terapeuti di professione, medicx, infermierx, nutrizionistx,
psicologx. Negli ultimi mesi, preoccupatx dal vedere fascisti in giacca e cravatta declamare proposte di legge sempre più aspre nella repressione del dissenso e osservare come questo si ripercuote sulle nostre vite e su quelle dex nostrx compagnx, abbiamo deciso di rispondere dando un nostro contributo organizzato.
Pacchetti sicurezza che prevedono carcere per chi blocca una strada, per chi protesta per un mondo meno
inquinato, pericolosità sociali, associazioni a delinquere, ergastoli, 41 bis stanno diventando all’ordine del
giorno. Nelle carceri il sovraffollamento cronico è ormai una normalità, così come la sua funzione meramente
punitiva e mortifera. Il Covid ci ha fatto vedere chiaramente come ribellarsi a regole imposte all’interno degli
istituti penitenziari sia represso senza pietà nel sangue. Mentre aleggia nell’aria la possibilità sempre meno remota di una guerra mondiale ed il disastro climatico già comincia a mietere vittime e sfollatx, il potere si organizza per rendere sempre più difficile organizzarsi ed esprimere il dissenso. Figurarsi immaginare insieme una rivoluzione sociale che possa creare un mondo un po' più giusto.
In Italia è realtà il fatto che chi lotta per il diritto alla casa si veda negato l’accesso alle cure con il decreto
Renzi-Lupi, che impedisce a chi occupa di avere un proprio medico di base. È realtà che, dopo un corteo represso con la forza, la polizia giri per i pronto soccorso in cerca dei pericolosi sovversivi a cui hanno spaccato le teste. È realtà, per chi è in carcere, vedersi negate visite od esami strumentali o averle solo mesi dopo averle
richieste. Di fronte questa realtà, abbiamo deciso di costituire una rete nazionale di operatrici ed operatori della salute contro la repressione.
L'idea è duplice: da un lato renderci disponibili come rete a rispondere ad eventuali esigenze sanitarie di
detenut* in lotta, chiedendo ad avvocatx e casse di solidarietà di segnalarcele. Avremo un referente per ogni
territorio con cui poter entrare in contatto e in modo da organizzare successivamente tra noi l'intervento
richiesto. Dall'altro, vogliamo organizzarci per riuscire a garantire assistenza medica durante e dopo cortei o momenti di lotta. Assicurare dunque un servizio medico autogestito lì dove verrà richiesto o dove spontaneamente ci organizzeremo per andare. Essere contro la repressione per noi è saper superare le eventuali divisioni che si danno tra le forze trasformatrici, senza mai tralasciare i nostri principi di anticapitalismo, antifascismo, antisessismo, antirazzismo e del rispetto del non umano.
O.S.A.RE. (Operazioni sanitarie anti repressione)
Contatti: osare.info@autistici.org

Roma: Sgomberato L38 squat, appuntamento alle 16

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Sgomberato dopo 35 anni di occupazione all'alba di oggi L38 squat al Laurentino a Roma, la nostra corrispondenza con uno degli occupanti. La violenza degli operai di Ater sta spaccando tutte le case senza ritegno rispetto alle centinaia e migliaia di persone che sono senza casa. 

Ogni possibilità di resistere è importante soprattutto farlo insieme. 

Alle 16 appuntamento nel quartiere. 

Staffetta radiofonica: la censura del dissenso politico

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Pubblichiamo tutte e 5 le ore di trasmissione andate in onda domenica 19 aprile come staffetta radiofonica sul dissenso politico. 

La repressione come nello specifico la censura del dissenso politico è  sempre stato uno degli strumenti con cui il potere si è affermato nel tempo. Il movimento in Italia, come le sue radio, ha sperimentato in prima persona le tecniche repressive, a volte arrivando fino alla chiusura delle radio stesse. Di certo nelle democrazie liberali, le democrazie che abbiamo conosciuto negli ultimi decenni in occidente,  questa repressione è stata meno violenta che in forme di potere più autoritarie - principalmente grazie al potere economico di cui le libertà occidentali hanno fin'ora goduto.

Ognuna delle nostre radio ha una storia di censura da raccontare, e crediamo che uno dei modi migliori per reagire a questo attacco sia la condivisione e la solidarietà soprattutto in questi ultimi anni in cui forse è stato l'atticco contro chi manifesta solidarietà alla resistenza palestinese. 

Nell'ordina abbiamo trasmesso

RADIO CITTÀ FUJIKO

  •         - Intervento di Christian Elia, giornalista freelance, sul "Progetto Nimbus" con cui Israele ha finanziato Google, Meta, ecc... per oscurare contenuti palestinesi
  •         - Intervista a Chiara Avesani di Rete No Bavaglio, che insieme ad Articolo 21 ha denunciato il fenomeno dell'esposto temerario per zittire i giornalisti che si occupano del genocidio in Palestina
  •         - Intervista a Matteo Pucciarelli su definizione di "antisemitismo" e il suo uso per zittire le critiche al governo israeliano
  •         - Intervista all'avvocato Fausto Gianelli sul processo a Mohammad Hannoun e altre otto persone accusate di finanziare Hamas attraverso la solidarietà. L'inchiesta della Procura di Genova sta venendo smontata in tribunale.

RADIO ONDA ROSSA

    Proponiamo un pezzo sul caso di Seif, licenziato da una scuola e represso per aver condiviso un post sulla Palestina, e poi ci vorremmo collegare alla censura durante il genocidio in Palestina. In particolare, vorremmo fare un focus sul ruolo che ha avuto la rai sentendo di nuovo Alessandra mancuso. 

RADIO ONDA D'URTO

Interventi di: 

  • - Luigi Borrelli, lavoratore presso l'aeroporto civile di Montichiari (BS) per aver denunciato il transito di armi; 
  • - la Dottoressa di Cospito Milia per aver parlato delle condizioni di Alfredo in sciopero della fame
  • - l'intervista a Giorgio Rossetto sullo sgombero di Askatasuna
  • - un commento a unire i temi con Silvano Cacciari,  docente di Sociologia e Media all’Università di Firenze e redattore di Senza Soste, portale di movimento livornese

RADIO CIROMA 

  • - Caso del sito Iacchité oscurato 
  • - Intervento Cesare dalla Francia
  • - Attivisti Pedro di Padova arrestati
  • - Report I SUD SI ORGANIZZANO
  • - intervento La Base
  • - intervento No Ponte Messina
  • - Palestina Carla Monteforte 

RADIO BLACKOUT

Contributi sui casi di repressione legati all'esperienza della radio
Conclusioni e rilancio sull'importanza delle radio libere e indipendenti

Hai detto consulente tecnicx di parte?

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Siamo partite da un recap delle recenti/prossime iniziative a cura di AvANa, hacklab locale:
giovedì 9 aprile scorso al Che Guevara di Roma
domenica 19 aprile al CSOA Ipo' di Marino, dove verranno presentati i libri Internet Mon Amour e Assalto alle piattaforme, tra vari laboratori e momenti di convivialità :)

e sempre a proposito di iniziative passate, abbiamo raccontato qualcosa di HackInSOCS, occasione di ritrovo della comunità Hackmeeting a Milano, dal 27 al 29 marzo scorso. 

In un crescente clima di oppressione e repressione digitale, invitiamo a consultare un paio di risorse utili per la tutela dei dispositivi personali e di tutte le preziose relazioni e informazioni che contengono:

> https://arachidi.noblogs.org/ (nuova sezione: Hai detto spyware?! ;)

https://lattuga.net/pubblica/ctp.pdf

infine, un compagno del Quarticciolo presenta un'iniziativa sul tema dei dati "aperti", a partire da esperienze locali: come organizzarsi dal basso per smontare le retoriche "data-driven" che calano dall'alto per giustificare, ad esempio, il decreto Caivano? Appuntamento sabato 18 aprile alle 16 PUNTUALI!

Report del processo attivista turca Pinar Selek

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Report dell'udienza del 2 aprile 2026 sul processo contro Pinar Selek, una ricostruzione della vicenda giudiziaria che dura da quasi trent’anni, segnata da persecuzione e ripetuti tentativi di riapertura del caso. L'iintervento della ricercatrice Şehlem Kaçar, la puntata propone una lettura critica che collega il caso Selek al più ampio contesto politico e culturale turco, evidenziando le implicazioni per la libertà accademica, i diritti umani e le pratiche di resistenza femminista.

Link alla questione della repressione LGBTIQ+: https://kaosgl1.org/en/single-news/turkiye-15-lgbti-organisations-issue…

e al blog aggiornato fino al 2023: https://solidarietapinarselek.noblogs.org/