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tecnologia

Shopping di inizio anno: saldi sulle risorse naturali

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Il 2026 inizia con l'attacco al Venezuela, chiaramente motivato dal petrolio. Cosa si può dire di Taiwan? Quanto incide la produzione di chip sull'isola sugli equilibri geopolitici? Partiamo da lì, passiamo dai costi della RAM, e proviamo a fare qualche ragionamento sul tanto temuto (o auspicato?) scoppio della bolla dell'intelligenza artificiale.

Notiziole:

  • In Uzbekistan, un leak nel sistema di sorveglianza delle automobili ne mostra il funzionamento e la pervasività
  • TikTok diventerà a guida Oracle, e le personalità più in vista sono decisamente schierate con il sionismo
  • L'Europa si accorge di essere alla mercé delle norme statunitensi (in particolare il Cloud Act) sull'accesso ai dati. Sarà la volta buona per sviluppare soluzioni alternative a quelle fornite dalle Big Tech statunitensi?
  • L'antitrust italiana sanziona Apple per delle regole sull'App Store riguardanti la privacy; e ordina a Meta di ammettere anche chatbot concorrenti su WhatsApp

 

Sarà cambiata la musica?

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Iniziamo con la multa della commissione europea ai danni di X: leggiamo le motivazioni e cerchiamo di capire se davvero, come alcuni dicono, è cambiata la musica per le Big Tech, con una Unione Europea più interventista.

In Irlanda la ICCL apre un procedimento contro Microsoft presso la commissione per la protezione dei dati dell'Unione Europea per la fornitura di servizi all'esercito israeliano, in particolare l'esteso sistema di raccolta di tutte le intercettazioni di tutte le persone a Gaza. Quando la notizia è diventata pubblica, la Microsoft ha interrotto l'accordo (pur mantenendo molti altri legami con Israele).

Usare le VPN tutela la vostra privacy? Dipende dalla VPN: il caso di Urban VPN Proxy è, come per tutte le VPN gratuite, negativo.

Anna's Archive annuncia un backup completo di Spotify, con 300TB di musica e metadati. Si tratterebbe del più grande archivio pubblico di musica.

Notiziole:

  • Nuovi poteri alla polizia di Berlino, soprattutto su tematiche legate all'acquisizione di dati, alla sorveglianza tramite malware, l'uso di bodycam e addirittura la possibilità di usare i dati raccolti in fase di indagine per addestrare l'intelligenza artificiale
  • In India il governo lancia la app di sorveglianza obbligatoria su ogni smartphone, ma il provvedimento dura 24 ore.
  • Ennesimo ban in Russia, proibito Roblox; è un altro avanzamento per RuNet, con crescente malcontento
  • No, l'IA non vi ruberà il lavoro. L'esperimento di far gestire una macchinetta per la vendita di bibite e snack ad un'intelligenza artificiale è un fallimento (per la ditta) su tutta la linea: bibite vendute a zero euro assieme a pesci vivi e cubi di metallo, crisi di identità per l'IA e il licenziamento di un Ceo virtuale
  • Ennesima frontiera dell'IoT: farsi spiare da dentro la tazza del bagno

 

Collettiva

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Puntata 9 di EM, collettiva, parliamo di tecnologia e scienza. Negli Stati Uniti la rivoluzione dell’IA incontra la resistenza dei territori: miliardi di dollari in data center bloccati tra proteste locali, ambiente, energia e un inedito fronte bipartisan contro Big Tech. Nella seconda parte parliamo di vulcani. Due vulcani, due continenti, due contesti geologici opposti – Hayli Gubbi e Semeru – ma la stessa dinamica profonda: la Terra che, sotto pressioni diverse, trova sempre il modo di ricordarci quanto sia viva, instabile e interconnessa. Nella terza parte, parliamo di un ritrovamento di ossa a metà strada tra homo sapiens e neanderthal. Un bambino di 140.000 anni fa ci costringe a riscrivere la nostra origine: non una storia di purezza, ma di incontri, mescolanze e umanità condivisa.

Non è siccità, è saccheggio!

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Partiamo con un report di Hackrocchio, evento organizzato dall'hacklab torinese Underscore, di cui abbiamo parlato anche recentemente.

Continuiamo passando alle Americhe, guardando agli stati che si stanno distinguendo per gli usi disparati dell'IA, soprattutto votati all'attacco alla cultura woke

In conclusione, un approfondimento sul tema dei data center in Uruguay: un paese che si trova da anni in una situazione di siccità, ma che può offrire molta acqua per i data center di Google. Pesa, nella scelta, il fatto che l'Uruguay sia tra i paesi con la più alta percentuale di energia elettrica da fonti rinnovabili. Analizziamo quindi alcune delle questioni tecniche legate al raffreddamento dei data center.

Tecnologie e rispetto delle tradizioni: app e caste in India

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Iniziamo segnalando un articolo da Logic che ci aiuta a riconoscere il sistema di caste indiano nella struttura di alcune delle applicazioni di "gig economy" destinate a quel mercato.

Con una compagna in studio facciamo delle riflessioni su un testo pubblicato sul sito di hackmeeting. A proposito, il prossimo hackmeeting è 12-14 Giugno al Csa Next Emerson a Firenze.

Notiziole:

  • Il treno a idrogeno non lo vuole neppure la Francia. Alstom chiude la sua unità di sviluppo su questa tecnologia, e l'Italia è rimasta l'unico acquirente di questo treno
  • No, il ChatControl non è ancora stato approvato
  • Sì, Elon Musk è più forte di Gesù, almeno secondo Grok

 

Estrattivismo dei dati

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PARTE 1 — Dentro l’occhio di Palantir

Oggi entriamo in una storia che parla di potere, tecnologia e sorveglianza.
Parliamo di Palantir, una delle aziende più influenti e opache del nostro tempo.

Una società che non produce hardware, non gestisce social network, non vende pubblicità.
Vende qualcosa di più profondo: il modo in cui i dati vengono visti, correlati, interpretati.

Le sue piattaforme — Gotham, Foundry, Apollo — sono usate da governi, polizie ed eserciti in tutto il mondo.
Non possiede i dati, ma decide come vengono incrociati: spostamenti, transazioni, reti sociali, video di sorveglianza, immagini satellitari.

Quando una piattaforma ha accesso infrastrutturale ai sistemi che governano una società,
chi controlla veramente lo sguardo?

Perché chi costruisce l'infrastruttura non è neutrale.
Decide quali relazioni sono significative, quali anomalie sono sospette, quali pattern meritano un intervento operativo.

La domanda che torna, e che ci accompagnerà per tutta la puntata, è semplice solo in apparenza:

Chi può vedere cosa, e con quale legittimazione democratica?

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PARTE 2 — Con Michele Mezza: calcolati e calcolanti

Su questo punto ci raggiunge oggi in collegamento Michele Mezza, giornalista, studioso dei media e autore del libro “Algoritmi di libertà. La potenza del calcolo tra dominio e conflitto”.

Con lui vogliamo esplorare un’idea fondamentale:
la distinzione tra calcolati e calcolanti.

In un mondo governato da piattaforme come Palantir, Google o le grandi aziende di cloud, la società tende a dividersi in due:

- chi subisce il calcolo, cioè chi viene tracciato, profilato, categorizzato;
- e chi esegue il calcolo, cioè chi possiede la capacità di vedere tutto, di correlare tutto, di anticipare comportamenti e orientare decisioni.

Questo squilibrio non è solo tecnologico: è politico.
Perché non riguarda cosa sappiamo, ma chi può sapere.

Che spazio resta per il conflitto democratico,
per la negoziazione sociale,
per i diritti fondamentali?

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PARTE 3 — L’Europa e il Digital Omnibus: quando la semplificazione diventa amnesia

E mentre discutiamo di questi poteri algoritmici, dall’Europa arriva una notizia che si incastra sciaguratamente in questo scenario.

La Commissione europea ha presentato il Digital Omnibus,
un grande riordino delle norme digitali che, almeno sulla carta, vuole semplificare e rendere più efficiente l’architettura regolatoria europea.

Ma dietro la parola “semplificazione” si nasconde un cambiamento molto più profondo.
Per la prima volta, l’UE sposta il centro della sua sovranità digitale:

* dai diritti alla gestione del rischio;
* dalle garanzie alla standardizzazione;
* dalla protezione dei dati all’efficienza amministrativa.

Una delle modifiche più delicate riguarda proprio la definizione di dato personale.
Nel GDPR era semplice: un dato è personale se può identificarti, punto.
Con il Digital Omnibus diventa:

- un dato è personale solo se l’attore che lo usa ha i “mezzi ragionevoli” per identificarti.

Sembra un dettaglio tecnico.
In realtà è una rivoluzione.

Vuol dire che la protezione dei dati non è più uguale per tutti.
Dipende dalla potenza computazionale dell’attore che li tratta.
Più tecnologia hai, più sei libero di dire che quel dato "non è personale".

È esattamente il contrario dello spirito del GDPR.
È un mondo in cui i calcolanti — le piattaforme, le big tech, gli apparati di sorveglianza — ottengono più margini di manovra.
E i calcolati — noi — vedono restringersi i propri diritti.

È un’Europa che rischia di perdere sé stessa,
che passa dalla difesa dei diritti alla gestione tecnica delle eccezioni,
che parla il linguaggio della velocità invece di quello delle garanzie.

Ed è qui che il cerchio si chiude:
il caso Palantir,
le riflessioni di Mezza,
e il Digital Omnibus
ci mostrano la stessa trasformazione.

La politica non decide più cosa si può fare:
decide come amministrare quello che è già stato deciso dai sistemi.

 

Per un femminismo della rete

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prima parte

intervista a Marzia Vaccari, autrice di Server Donne -> appuntamento alle cagne sciolte (via ostiense 137b) giovedì 27 novembre dalle 19 per una presentazione del libro con discussione

abbiamo parlato di infrastrutture e tecnologie femministe, menzionando alcuni server femministi autogestiti, del rapporto problematico e complesso tra femminismi e digitale, dell'importanza della memoria storica e dell'archiviazione come atto politico, della necessitò di un femminismo della rete anche per non lasciare il campo ai misogini della "manosfera", di risorse e spunti preziosi da Abya Yala  e non solo.. che lavorano sull'autonomia delle infrastrutture ma sull'autodifesa femminista digitale contro le violenze di genere

alcuni spazi femministi digitali liberi&open source da esplorare:
https://tube.systerserver.net (PeerTube)
https://systerserver.town (Mastodon)

seconda parte

Al telefono con un compagno di Torino parliamo di hackrocchio, l'appuntamento annuale di avvicinamento ad hackmeeting organizzato dall'hacklab underscore.

Notiziole:

  • aggiornamenti sul caso Paragon
  • in California ritirato il progetto Dragnet, con cui la polizia monitorava i consumi elettrici dell'intera popolazione di Sacramento con l'intento dichiarato di trovare persone che coltivavano cannabis in casa
  • varie su IA e quanto non funziona
  • copyright: Cloudflare multato in Giappone per non aver favorito la rimozione di contenuti "pirata"
  • l'annoso caso del chip sottopelle

 

Mineria responsable? Cuento miserable!

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Con una compagna del Frente Nacional Antiminero parliamo di estrattivismo in Ecuador. Dopo i "boom" delle banane e del petrolio, il governo Noboa accelera i progetti legati, stavolta, alle megaminiere. Come ci ricorda Erika, cambiano soltanto i nomi mentre vediamo impiegate le stesse pratiche di violenza e sfruttamento dei territori e delle vite considerate sacrificabili: il Plan Condor diventa Plan Fenix e all'oro nero si affianca l'estrazione ancora più massiccia di oro e rame. Ma continuiamo a tessere resistenze transnazionali.

10 anni delle dita nella presa!

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Puntata speciale per le dita nella presa, con tanta musica e un po' meno parole.
Ripassiamo comunque alcune notizie sui nostri argomenti caldi, dai treni all'internet delle cose, dalla sorveglianza alle grandi aziende di Internet.
Ma soprattutto, Live delle Bionde Elettromagnetiche e djset di Larry Lugosi.

Scuola guida per l'IA

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Apriamo con una lunga analisi delle Linee guida per l'Introduzione dell'Intelligenza Artificiale nella scuola. Proseguiamo con un commento sulle dichiarazioni di Durov; le nuove regole per pubblicare applicazioni su Android. Infine la rubrica notiziole.

Di Linee guida per l'Introduzione dell'Intelligenza Artificiale nella scuola se ne è  già parlato all'ora di buco, ma ci torniamo sopra per parlare anche degli aspetti più prettamente tecnologici.

Tra le notiziole: Israele cede le aziende di malware agli Usa; l'ICE, Agenzia che si occupa della deportazione di migranti irregolari negli Usa fa shopping di prodotti di sorveglianza; infine, oggi le comiche, ma al massimo per 2 ore.

Le dita nella presa salterà le prossime due puntate, torniamo Domenica 2 Novembre con una puntata speciale!