Good News 3x07
A conclusione del suo tour, dedichiamo una puntata all'artista italo-palestinese Laila Al Habash, con una selezione dei brani che più ci hanno coinvolto e qualche consiglio di ascolto da parte dell'artista stessa.
Laila Al Habash - Fumantina
Laila Al Habash - Che lavoro fai?
Bob Marley & The Wailers - Waiting in vain
Laila Al Habash - Desiderio
Sade - Kiss of life
A tribe called quest - Vibes and stuff
Laila Al Habash - Timido
Baby do Brasil - Menino do Rio
Laila Al Habash - Come quella volta
Corrispondenze dal corteo contro le guerre "No Kings" che è partito dalle 14 da piazza della repubblica, doveva fermarsi a Piazza San Govanni ma le 100mila partecipanti hanno deciso di proseguire fino ad occupare la tangenziale e ritornare a san lorenzo. Una ampia partecipazione che ha visto la solidarietà alla palestina come collante sia nelle bandiere sia negli slogan.
Con Michele Giorgio, giornalista de Il manifesto facciamo un aggiornamento degli attacchi di Israele contro il Libano. Pesticidi e fosforo bianco stanno costringendo la popolazione del sud del Libano all'evacuazione tanto che l'esercito israeliano è riuscito ad avanzato per 8 km ad est, per avendo incontrato una fortissima resistenza. La zona ad est è quella confinante con la Siria che quindi ampia la zona di occupazione.
Israele vorrebbe avanzare anche verso Tiro cioè la roccaforte di Hezbollha, città che ha una storia importante e che la sua distruzione raderebbe al suolo una città millenaria.
Domenica alle 1130 al vecchio porto di Civitavecchia ci sarà una conferenza stampa e poi carteo per la partenza della Flotilla verso Gaza.
Il 29 marzo saremo a Civitavecchia per una giornata di mobilitazione e partecipazione collettiva.
In quella data verrà lanciata la nuova missione della Global Sumud Flotilla: un’iniziativa che nasce dalla volontà dei popoli di rompere l’assedio e l’embargo militare, arrivando dove i governi non arrivano, mettendo in gioco i propri corpi, la propria presenza e la propria solidarietà.
Il 29 marzo è anche la giornata dedicata allo Yom al-Ard – il Giorno della Terra, che commemora gli avvenimenti del 30 marzo 1976. In quel giorno, durante uno sciopero generale e manifestazioni nelle città arabe dalla Galilea al Negev contro l’annuncio di un piano di esproprio di centinaia di ettari di terra palestinese, l’esercito e la polizia israeliana uccisero sei cittadini palestinesi disarmati, ferendone decine e arrestando migliaia di persone.
Per il popolo palestinese la terra non è solo uno spazio geografico, ma identità, memoria e radici.
Non a caso uno dei simboli più profondi della Palestina è l’ulivo: un albero antico e resistente, con radici saldamente ancorate al suolo. Come l’ulivo, i palestinesi continuano a resistere al tentativo di sradicamento materiale e culturale che colpisce le loro comunità e i loro territori.
La questione palestinese è anche una questione ambientale.
Le operazioni militari, i bombardamenti e la distruzione delle infrastrutture hanno conseguenze gravi e durature sul suolo, sull’aria e sulle risorse idriche.
Allo stesso tempo, l’espropriazione delle terre, lo sradicamento degli alberi, la trasformazione forzata del paesaggio e l’inquinamento dei territori rappresentano forme di devastazione che incidono profondamente sugli equilibri naturali e sulla possibilità stessa di vivere e coltivare.
Per questo crediamo che la solidarietà con la Palestina sia anche una battaglia che riguarda la difesa della terra, dell’ambiente e dei diritti dei popoli.
Le lotte contro le oppressioni sono intrecciate e si sviluppano su più piani: umano, sociale, politico ed ecologico.
Invitiamo tutte e tutti a partecipare al corteo del 29 marzo a Civitavecchia, per commemorare il Giorno della Terra, sostenere la missione della Global Sumud Flottiglia e ribadire che la mobilitazione dal basso può costruire percorsi di giustizia, solidarietà e autodeterminazione.
Dall'inizio del genocidio in corso a Gaza nell'ottobre 2023, l'Italia ha mantenuto un flusso strategico e continuativo di equipaggiamenti militari e risorse energetiche verso Israele, favorendo direttamente l'infrastruttura tecnica dell'aggressione. Nonostante le ripetute rassicurazioni pubbliche del Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, secondo cui l'Italia avrebbe limitato le esportazioni di armamenti verso Israele, questa ricerca rivela una realtà sostanzialmente diversa. Una fitta rete di aziende italiane, enti collegati allo Stato e infrastrutture logistiche ha consegnato a Israele almeno 416 spedizioni di carattere militare e oltre 224 chilotonnellate di carburante provenienti dall'Italia – quantitativi confermati attraverso registri di spedizione che rappresentano probabilmente solo una frazione della reale portata dei trasferimenti.
In qualità di firmataria delle Convenzioni di Ginevra, del Trattato sul Commercio di Armi (ATT) e della Convenzione sul Genocidio, l'Italia è vincolata legalmente e moralmente a garantire che le proprie esportazioni industriali e statali non favoriscano gravi violazioni del diritto internazionale. Le prove presentate in questa ricerca indicano che tali obblighi sono stati pesantemente violati, attraverso catene di approvvigionamento che hanno eluso il controllo pubblico e contribuito a sostenere l'industria del genocidio; da ciò derivano implicazioni a cascata, che suggeriscono anche un ruolo italiano nell'attuale guerra contro l'Iran.
Oltre ai produttori e fornitori, le spedizioni analizzate coinvolgono i principali aeroporti e porti marittimi italiani, inclusi Roma Fiumicino, Milano Malpensa, Genova e Ravenna. Sono inoltre coinvolti i terminal carburanti di Taranto e della Baia di Santa Panagia, vettori marittimi quali Mediterranean Shipping Company (MSC) e ZIM, e compagnie aeree tra cui EL AL, ITA Airways e Challenge Air Cargo.
Ne parliamo con un compagno dei giovani palestinesi italia.
Con la poesia "A chi èsita" in cui Brecht, nonostante il "buio" che cresce, invita a non giustificare l'inerzia ma a trasformare la speranza in resistenza...parliamo dei soprusi in Cisgiordania e Cuba... Poi, con Blos, continuiamo a parlare di adolescenza.
La Flotilla salpa ancora, per portare ancora il grido contro l'assedio illegale, un ponte di solidarietà tra l’Italia e Gaza. Salpiamo di nuovo perché è necessario ripartire. Non possiamo osservare ancora: rompiamo l’assedio illegale e fermiamo la guerra.
Quando le istituzioni falliscono, i popoli devono rialzarsi.
Da Livorno a Civitavecchia e Napoli, da Trieste ad Ancona e Bari, fino alla Sicilia e poi a Gaza: ogni tappa è un passo verso la libertà.
Ne parliamo con Antonio, referente del gruppo comunicazione GSF Italia.