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Palestina

Roma e Bari 1 maggio di lotta

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Raccontiamo due cortei:

Roma 
Partenza ore 10.00 da viale dei consoli angolo via Scribonio Curione (C.O.V.I.) per arrivare tutti e tutte insieme a piazza dei mirti!

Bari
L’assemblea unitaria per il Primo Maggio a Bari”,composta da gruppi di tutta la Puglia, conferma il corteo a Bari per l’1 Maggio con partenza alle ore 10,00 da Piazza della Libertà con arrivo al consolato onorario di israele in via Calefati.
Quello che è accaduto questa notte alla Global Sumud Flotilla con gli attacchi realizzati in acque internazionali,vicino Creta, da imbarcazioni e navi da guerra israeliane  rafforza le nostre idee e la solidarietà al Popolo Palestinese.
E’ la stessa Global Sumud Flotilla ad invitare alla mobilitazione contro gli atti di pirateria internazionale realizzati da israele.
La nostra solidarietà va agli equipaggi e a Toni la Piccirella , componente del direttivo della Global Sumud Flotilla, che con tanto coraggio continua a guidare le barche partite da Bari in rotta verso Gaza .
Il Primo Maggio è quindi una giornata di lotta contro chi sta trasformando il pianeta in unico scenario di guerra.
L’Assemblea invita tutti a scendere in piazza contro quella che definiamo una guerra economica, sociale, militare, contro i popoli del mondo.

Elezioni amministrative in Palestina

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Con un compagno palestinese, commentiamo la recente tornata di consultazioni amministrative che si sono svolte in Cisgiordania per l'elezione delle rappresentanze municipali: con ogni evidenza, non poteva trattarsi di libere elezioni democratiche, dal momento che non esiste democrazia in regime di occupazione; del resto Israele, che non ha mai rispettato il cessate il fuoco, continua a bombardare e a uccidere proseguendo, sia pure in forme differenti, il genocidio della popolazione di Gaza, mentre le violenze dei coloni in Cisgiordania non conoscono sosta. L'affluenza alle elezioni è stata, dunque, molto bassa, anche perché le urne sono state boicottate dalle principali organizzazioni palestinesi: in diverse località, infatti, era presente un'unica lista, spesso espressione di interessi collegati a Fatah o all'ANP, che non hanno nulla a che fare con la resistenza della popolazione Palestinese all'occupazione israeliana.

Taranto: NO alle navi da guerra

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"Abbiamo avuto notizie che, il 2 maggio 2026, il porto di Taranto sarà di nuovo luogo di uno scambio tinto di sangue del popolo palestinese e libanese. Ciò si aggiunge al continuo flusso di greggio che parte dalla raffineria ENI di Taranto attraverso le petroliere per rifornire l'apparato militare israeliano, questa volta attraverso la nave Seavalour. Ancora una volta è evidente come, nonostante gli illusori "accordi di pace", il cessate il fuoco (mai rispettato dall'entità sionista), dai nostri territori non si è mai arrestata la filiera della guerra che consente e supporta il genocidio in Palestina. Sappiamo ce, ancora una volta, il porto della nostra città è parte attiva di questo processo di disumanizzazione. Conosciamo il ruolo di ENI nelle logiche di colonizzazione, estrattivismo e devastazione nel Mediterraneo. In occasione dell'assemblea aperta dell'Uno Maggio, presso il Parco Massimo Battista (già Parco archeologico delle Mura greche) le realtà sociali, i comitati, le soggettività singole solidali con la Resistenza palestinese che non si arrendono alla normalizzazione del genocidio e della guerra si confronteranno su come opporsi all'attracco di questa nave, affinché neanche un chiodo arrivi alla macchina da guerra israeliana". 

Ne parliamo con un compagno di "Taranto per la Palestina", che dà appuntamento a tutt* il 2 maggio 2026, al porto di Taranto per dire NO alle navi da guerra.

Aggiornamenti della Global Sumud Flotilla rumbo a Gaza

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In comunicazione telefonica direttamente dal mare mediterraneo con Tony La Piccirella, coordinatore della Global Sumud Flotilla, abbiamo parlato dei giorni di viaggio da quando sono salpati dalla Sicilia e di cosa si aspettano prima di arrivare a Gaza per portare aiuti umanitari al popolo gazawi e rompere il blocco illegale imposto dallo Stato sionista d'Israele.  

Germania: Ulm5 a processo, hanno cercato di fermare armi verso Israele

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Cinque giovani attivist* con base a Berlino sono stat* arrestat* l'8 settembre dello scorso anno in relazione a un'azione presso la Elbit System di Ulm, in Germania che aveva come obiettivo interrompere il flusso di armi verso Israele: la Elbit System fornisce infatti l'86 per cento delle armi e della tecnologia di sorveglianza all'esercito di Israele che le ha usate e le usa per il genocidio della popolazione palestinese.

Gli Ulm già da sei mesi sono in arresto in un regime molto duro in attesa di giudizio, rischiano una condanna a cinque anni e forti violazioni dei loro diritti umani.

Il processo inizia lunedì 27 aprile a Stoccarda; intanto si è creata una campagna per la loro liberazione e assoluzione che ha varcato i confini della Germania anche perché la questione riguarda almeno tutto l'Occidente, lunedì ci sarà una forte mobilitazione intorno al tribunale.

Ne parliamo con un compagno del Comitato di solidarietà Ulm-five. C'è bisogno dell'attenzione e della partecipazione di tutt: consultate il sito web o la pagina istagram; consulta qui il comunicato stampa in italiano

Roma sa da che parte stare

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E' arrivata alla fine la raccolta di firme promossa da "Roma sa da che parte stare" per la delibera di iniziativa popolare, rivolta al consiglio comunale di Roma per l'interruzione dei rapporti con Israele. Verranno consegnate al Comune ben più di 16.000 firme, oltre il triplo delle firme necessarie. La campagna è stata un successo ed anche in altre città, come Milano e Torino, sono partite campagne analoghe a quella di Roma. Venerdì 24 aprile ci sarà la conferenza stampa in Campidoglio alle ore 12.00. La campagna quindi ufficialmente si chiuderà ma resterà ancora un gran lavoro da fare per garantire che la delibera venga discussa dall'Assemblea Capitolina. Per festeggiare i 3 mesi di lavoro intensissimo Domenica 26 aprile al circolo Arci "Concetto Marchesi", via del Frantoio 9/C, a partire dalle ore 17.30 si terrà un'assemblea/dibattito e a seguire cena e concerto con Titubanda, Musicanti di Brama, Luca e Tempesta di Assalti Frontali, Konspirators, e tanti altri artisti.

Staffetta radiofonica: la censura del dissenso politico

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Pubblichiamo tutte e 5 le ore di trasmissione andate in onda domenica 19 aprile come staffetta radiofonica sul dissenso politico. 

La repressione come nello specifico la censura del dissenso politico è  sempre stato uno degli strumenti con cui il potere si è affermato nel tempo. Il movimento in Italia, come le sue radio, ha sperimentato in prima persona le tecniche repressive, a volte arrivando fino alla chiusura delle radio stesse. Di certo nelle democrazie liberali, le democrazie che abbiamo conosciuto negli ultimi decenni in occidente,  questa repressione è stata meno violenta che in forme di potere più autoritarie - principalmente grazie al potere economico di cui le libertà occidentali hanno fin'ora goduto.

Ognuna delle nostre radio ha una storia di censura da raccontare, e crediamo che uno dei modi migliori per reagire a questo attacco sia la condivisione e la solidarietà soprattutto in questi ultimi anni in cui forse è stato l'atticco contro chi manifesta solidarietà alla resistenza palestinese. 

Nell'ordina abbiamo trasmesso

RADIO CITTÀ FUJIKO

  •         - Intervento di Christian Elia, giornalista freelance, sul "Progetto Nimbus" con cui Israele ha finanziato Google, Meta, ecc... per oscurare contenuti palestinesi
  •         - Intervista a Chiara Avesani di Rete No Bavaglio, che insieme ad Articolo 21 ha denunciato il fenomeno dell'esposto temerario per zittire i giornalisti che si occupano del genocidio in Palestina
  •         - Intervista a Matteo Pucciarelli su definizione di "antisemitismo" e il suo uso per zittire le critiche al governo israeliano
  •         - Intervista all'avvocato Fausto Gianelli sul processo a Mohammad Hannoun e altre otto persone accusate di finanziare Hamas attraverso la solidarietà. L'inchiesta della Procura di Genova sta venendo smontata in tribunale.

RADIO ONDA ROSSA

    Proponiamo un pezzo sul caso di Seif, licenziato da una scuola e represso per aver condiviso un post sulla Palestina, e poi ci vorremmo collegare alla censura durante il genocidio in Palestina. In particolare, vorremmo fare un focus sul ruolo che ha avuto la rai sentendo di nuovo Alessandra mancuso. 

RADIO ONDA D'URTO

Interventi di: 

  • - Luigi Borrelli, lavoratore presso l'aeroporto civile di Montichiari (BS) per aver denunciato il transito di armi; 
  • - la Dottoressa di Cospito Milia per aver parlato delle condizioni di Alfredo in sciopero della fame
  • - l'intervista a Giorgio Rossetto sullo sgombero di Askatasuna
  • - un commento a unire i temi con Silvano Cacciari,  docente di Sociologia e Media all’Università di Firenze e redattore di Senza Soste, portale di movimento livornese

RADIO CIROMA 

  • - Caso del sito Iacchité oscurato 
  • - Intervento Cesare dalla Francia
  • - Attivisti Pedro di Padova arrestati
  • - Report I SUD SI ORGANIZZANO
  • - intervento La Base
  • - intervento No Ponte Messina
  • - Palestina Carla Monteforte 

RADIO BLACKOUT

Contributi sui casi di repressione legati all'esperienza della radio
Conclusioni e rilancio sull'importanza delle radio libere e indipendenti

Guai a chi tocca Israele

Data di trasmissione

Greve, la trasmissione a cura della redazione di Bruxelles di ROR, torna per una seconda stagione, riprendendo dal regime di guerra e dalla criminalizzazione del dissenso in Belgio come altrove, in particolare nelle azioni di disturbo del complesso militar-industriale Israeliano. Con un ospite del Soccorso Rosso belga, discutiamo del processo intentato contro i compagni che hanno bloccato una fabbrica di armi di proprietà dell'Israeliana Elbit Systems nelle Fiandre