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Palestina

Dossier made in italy: domenica presentazione a ex-Snia

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Dall'inizio del genocidio in corso a Gaza nell'ottobre 2023, l'Italia ha mantenuto un flusso strategico e continuativo di equipaggiamenti militari e risorse energetiche verso Israele, favorendo direttamente l'infrastruttura tecnica dell'aggressione. Nonostante le ripetute rassicurazioni pubbliche del Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, secondo cui l'Italia avrebbe limitato le esportazioni di armamenti verso Israele, questa ricerca rivela una realtà sostanzialmente diversa. Una fitta rete di aziende italiane, enti collegati allo Stato e infrastrutture logistiche ha consegnato a Israele almeno 416 spedizioni di carattere militare e oltre 224 chilotonnellate di carburante provenienti dall'Italia – quantitativi confermati attraverso registri di spedizione che rappresentano probabilmente solo una frazione della reale portata dei trasferimenti.

In qualità di firmataria delle Convenzioni di Ginevra, del Trattato sul Commercio di Armi (ATT) e della Convenzione sul Genocidio, l'Italia è vincolata legalmente e moralmente a garantire che le proprie esportazioni industriali e statali non favoriscano gravi violazioni del diritto internazionale. Le prove presentate in questa ricerca indicano che tali obblighi sono stati pesantemente violati, attraverso catene di approvvigionamento che hanno eluso il controllo pubblico e contribuito a sostenere l'industria del genocidio; da ciò derivano implicazioni a cascata, che suggeriscono anche un ruolo italiano nell'attuale guerra contro l'Iran.

Oltre ai produttori e fornitori, le spedizioni analizzate coinvolgono i principali aeroporti e porti marittimi italiani, inclusi Roma Fiumicino, Milano Malpensa, Genova e Ravenna. Sono inoltre coinvolti i terminal carburanti di Taranto e della Baia di Santa Panagia, vettori marittimi quali Mediterranean Shipping Company (MSC) e ZIM, e compagnie aeree tra cui EL AL, ITA Airways e Challenge Air Cargo.

 

Ne parliamo con un compagno dei giovani palestinesi italia. 

Qui il link al dossier

Global Sumud Flotilla: La Spring Mission 2026 è pronta a salpare.

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La Flotilla salpa ancora, per portare ancora il grido contro l'assedio illegale, un ponte di solidarietà tra l’Italia e Gaza. Salpiamo di nuovo perché è necessario ripartire. Non possiamo osservare ancora: rompiamo l’assedio illegale e fermiamo la guerra.
 
Quando le istituzioni falliscono, i popoli devono rialzarsi. 

Da Livorno a Civitavecchia e Napoli, da Trieste ad Ancona e Bari, fino alla Sicilia e poi a Gaza: ogni tappa è un passo verso la libertà. 

Ne parliamo con Antonio, referente del gruppo comunicazione GSF Italia. 


 

Silenzio sulla Palestina, missili anche su Israele

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L'inizio della guerra devastante scatenata da Trump e Netanyahu contro l'Iran ha anzitutto oscurato la situazione della Palestina, dove nella Striscia di Gaza si subiscono sempre più restrizioni, i valichi sono nuovamente chiusi e continuano gli attacchi di Israele (dall'inizio della "tregua" i morti sono 600); in Cisgiordania si assiste alla chiusura di tutti i centri abitati e a violenze sempre più efferate e diffuse dei coloni.

In Israele gli allarmi sono frequenti, ancora di più lo erano i primi giorni di conflitto, i missili che arrivano dall'Iran spesso sono abbattuti dall'esercito israeliano ma a volte no e ci sono state distruzioni e morti la cui documentazione viene impedita; il consenso però verso gli attacchi a Iran e Libano è molto alto. 

Di tutto questo parliamo con Michele Giorgio, giornalista de Il Manifesto

 

Sentenza 2° grado processo per Tarek

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Si è svolta oggi l'udienza di secondo grado per il processo a Tarek, accusato degli scontri avvenuti a Piramide a Roma il 5 ottobre del 2024 in occasione di una manifestazione per la Palestina. La condanna è di un anno e 8 mesi, 3 anni in meno di quanto richiesto in primo grado. Sentiamo un compagno.

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