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Libia

Libia-Italia tra migranti e business

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Mentre la notizia degli spari al peschereccio italiano verranno probabilmente insabbiati, parliamo del business dei migranti che vede protagonista l'Italia insieme alla Libia del neo-democratico Gheddafi.

Ne parliamo con Mussie Zerai dell'agenzia Habeshia.

Durata 9'15''

Chiudiamo i bordelli in Libia

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riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa della cooperativa Be Free sulla chiusura dei centri di detenzione per migranti in Libia e vi invitiamo a leggere il loro dossier sull’esperienza di sostegno a donne nigeriane trattenute presso il Cie di Ponte Galeria e trafficate attraverso la Libia
  

  

 

Roma, 22 luglio 2010
 
BE FREE COOPERATIVA SOCIALE
COMUNICATO STAMPA
 
LA LIBIA CHIUDE I CENTRI DI PERMANENZA TEMPORANEA PER GLI IMMIGRATI IRREGOLARI
A QUANDO LA CHIUSURA DEI BORDELLI?
E QUANTO DEVE ANCORA DURARE LA POLITICA ITALIANA DEI RESPINGIMENTI?

  
Prima di tutto, le perplessità:  la decisione di Gheddafi di chiudere i Centri di Permanenza arriva sull'acme dell'onda di interesse e di preoccapazione da parte di tutte le Agenzie Internazionali a tutela dei diritti, che richiedevano a gran forza di accedere ai Centri ed alle carceri, e la chiusura immediata ha tanto l'aria di un escamotage.
Poi, l'allarme: assai poco chiaro è il destino delle circa 3000 persone eritree, somale, sudanesi, nigeriane e nigerine. Dotati di un permesso di permanenza valido solo tre mesi, avranno esattamente dodici settimane per trovare un'occupazione in Libia. Altrimenti, saranno deportati nei loro Paesi d'origine dai quali erano fuggiti per non subire più insopportabili violazioni dei loro diritti umani. Questo significa che saranno di fatto condannati a morte.
Molti di loro saliranno sulle “carrette del mare” per raggiungere l'Europa, in un viaggio che, secondo i dati di Fortresse Europe, dal 1988 ad oggi ha già mietuto 15 mila vittime.
L'Italia respingerà i sopravvisuti alla traversata verso un luogo di pericolosità infinita.
 
Infine, la denuncia: ora che con questo gesto “umanitario” la Libia cerca di distogliere l'attenzione dalle violazioni dei diritti che vengono operate sul suo territorio, saranno del tutto dimenticate le donne nigeriane rinchiuse in bordelli – formalmente illegali ma di fatto ben strutturati e ben conosciuti – nei quali subiscono atrocità di ogni genere, nonché la costrizione alla prostituzione.
 
Be Free ha già reso nota questa atroce realtà nel corso di una conferenza stampa, esattamente un anno fa, nel corso della quale abbiamo presentato un Dossier tematico, nato dalla nostra esperienza di lavoro all'interno del Centro di Identificazione ed Espulsione Ponte Galeria, che va avanti da molti anni e che ci ha consentito di incontrare, e sostenere, molte giovani vittime di traffico di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale o lavorativo.
I colloqui realizzati all'interno della struttura ci hanno reso edotte circa la costrizione alla prostituzione subita dalle donne nigeriane durante il passaggio per la Libia, all'interno di veri e propri bordelli, chiamati “African Houses”.
 
Il nostro dossier è stato reso possibile dai colloqui con le donne nigeriane che sono riuscite a fuggire dall'inferno libico e ad arrivare da noi, a Lampedusa.
Oggi questa porta d'accesso rimane sbarrato, i migranti vengono rimandati verso la Libia.
Termiamo fortemente per il loro futuro, ora che sembra calare il mai forte interesse italiano ed internazionale  circa lo status del rispetto dei diritti umani in quel Paese, che non ha neanche firmato la Convenzione di Ginevra del 1951, e che nonostante tutto ha ottenuto un ruolo di tanto rilievo nella gestione delle politiche migratorie.
 
Possiamo affermare con forza che in quel territorio avviene una sistermatica tortura delle donne nigeriane. 
 
Una rete ben organizzata di trafficanti “recluta” le donne nei paesi più poveri della Nigeria, in genere nello stato di Benin City, e le persuade a partire per l'Europa dove potranno ottenere un buon lavoro ed aiutare i parenti – sempre tanto numerosi quanto poveri. 
Il viaggio è allucinante e dura mesi,  attraversa tappe fisse e  si conclude sempre in Libia.
A Tripoli o dintorni, i trafficanti rivelano la vera natura delle proprie intenzioni e costringono le ragazze a prostituirsi per mesi o addirittura anni (anche fino a 4-5 anni) all’interno di case chiuse.
Case chiuse che tutti conoscono, visitate da migliaia di clienti per lo più libici, consapevoli dei trattamenti inumani che le ragazze debbono subire, e dell'obbligatorietà delle loro prestazioni sessuali, il cui prezzo va immancabilmenbte agli sfruttatori gestori della African House” .
 
Abbiamo documentato tutto questo, lo abbiamo reso noto, abbiamo sollevato un interesse che appariva sincero. Oggi, ricordiamo tutto questo con forza. 
 
 
Ufficio Stampa:  Angela Ammirati
cell. 3297508794
Mail. befree.ufficiostampa@gmail.com
 


 

Fuori e dentro i Cie

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Nella puntata di venerdì 9 luglio 2010:

 

Stefano Liberti, autore di A sud di Lampedusa e giornalista del «Manifesto», ci aggiorna sulla vicenda dei ragazzi eritrei richiedenti asilo che sono reclusi nel carcere di Brak, nel sud della Libia, in vista di una imminente deportazione.

 

Presentazione dell'iniziativa di giovedì 15 luglio a L38 Squat, dove si svolgerà un incontro pubblico con un compagno di Stop Deportation - London, per discutere sui percorsi di lotta contro le deportazioni di massa.

 

Aggiornamenti sul processo nei confonti degli otto reclusi accusati di aver messo in atto la rivolta scoppiata il 3 giugno scorso nel Cie di Ponte Galeria a Roma, in vista del processo del 22 luglio prossimo, quando si svolgerà anche un presidio davanti al tribunale.

 

Giornale Radio

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CONTINUA l'OFFENSIVA di ISRAELE in LIBANO: OLTRE 50 CIVILI LIBANESI UCCISI

Continuano l’isolamento aereo, marittimo e terreste del Libano e i bombardamenti israeliani che, secondo le ultime stime provvisorie, avrebbero provocato 52 morti e oltre 100 feriti da quando ieri i guerriglieri Hezbollah hanno rapito due soldati israeliani e ne hanno uccisi otto. Tra le vittime libanesi, vi sono almeno 50 civili, di cui oltre 15 bambini. Oltre a bombardare il sud del Libano, e in particolare la valle della Bekaa, gli israeliani hanno danneggiato oltre 20 ponti, bloccato i porti libanesi – sostenendo che fossero usati per trasferire “terroristi e armi alle organizzazioni terroristiche operanti in Libano” - e bombardato l’aeroporto internazionale Rafik al-Hariri costringendo a dirottare i voli verso Cipro. Due ore dopo il bombardamento dell’aeroporto, un elicottero israeliano ha lanciato un missile contro il quartier generale della televisione libanese degli Hezbollah, ‘al-Manar’ ferendo sei persone. Più tardi è stato colpito anche un ripetitore della tv a Baalbek, nell’est del Libano: una persona è morta e quattro sono state ferite. Sono 11 invece i civili israeliani rimasti feriti dopo i tre razzi lanciati dai guerriglieri Hezbollah contro la città settentrionale israeliana di Safed, nell’Alta Galilea, a 20 chilometri dal confine con il Libano. Sono saliti a due i morti e a circa 80 i feriti israeliani in Galilea in seguito ai bombardamenti degli Hezbollah. Sul fronte diplomatico, intanto, Israele ha escluso qualsiasi scambio tra i due ostaggi israeliani e i prigionieri sciiti libanesi nelle proprie carceri, come richiesto dai sequestratori. Al termine di una riunione d’emergenza del governo libanese, il ministro per l’Informazione Ghazi al-Aridi ha invece detto: “La principale richiesta libanese è un cessate il fuoco globale ora e la fine di questa aggressione senza limiti di tempo”.

CORRISPONZA CON CHIARINI - MANIFESTO

Si avvicina il G8 di San Pietroburgo, ma la repressione e' gia' iniziata

Si apre dopodomani il summit del G8 a San pietroburgo. Per la prima volta, e' la Russia a ospitare il vertice, a cui e' stata ammessa solo da pochi anni. L'agenda del vertice e' concentrata soprattutto sul tema del mercato globale dell'energia. Si tratta di un tema particolarmente delicato, in quanto la gestione delle risorse energetiche e' all'origine degli ultimi conflitti bellici internazionali, dall'Afghanistan all'Iraq, e forse anche dei prossimi, visti i venti di guerra che soffiano sull'Iran. Come in ogni G8, i movimenti si sono attivati anche in Russia per ostacolare le decisioni degli 8 governi riuniti: dal lunedi 11 fino al periodo del summit, il Social Forum russo organizza manifestazioni e incontri per proporre un'agenda alternativa a quella del G8. L'inizio delle mobilitazioni, pero', ha visto subito partire un'ondata repressiva. Un centinaio di persone sono state arrestate gia' nel primo giorno del controvertice, a cui partecipano movimenti di ogni ispirazione, da quella nazionalbolscevica a quella anarchica, e attivi su varie tematiche, dal lavoro all'ambiente. Per la Russia, dunque, si tratta di un palcoscenico importante: Putin, attraverso la repressione interna e le operazioni militari nelle regioni ribelli, vuole conquistare un ruolo importante nello scacchiere politico internazionale. Ce ne parla Astrit Dakli, giornalista del Manifesto.

Egitto Cancellati voli per Tel Aviv e Beirut

La Air Sinai, l'unica compagnia di bandiera egiziana a fare scalo in Israele, ha cancellato stamane i suoi voli su Tel Aviv in seguito all'attacco israeliano al Libano. Anche EgyptAir e la compagnia aerea libanese Middle East Airways hanno cancellato i loro voli tra Il Cairo e Beirut.

Striscia di Gaza divisa in due

Militari di invasione israeliani continuano a bloccare la principale arteria stradale che collega il nord e il sud della striscia di Gaza, spaccando di fatto in due l'area. All'interno dell'ex complesso di insediamenti illegali ebraici di Gush Katif si sono insediati dei soldati israeliani. Al valico di Rafah, nel sud dell'area, tuttora sbarrato, oggi è deceduta una donna palestinese di 27 anni, in attesa da giorni sul versante egiziano di poter entrare nella striscia di Gaza. Sono migliaia comuqne i palestinesi fermati in zona.

Scontri al sud dell'Afghanistan, 19 talbani uccisi

Nel sud del paese, 19 talebani sono stati uccisi in scontri con le forze di coalizione. Il portavoce del governo riferisce che nella provincia di Helmand, forze talebane hanno attaccato il villaggio di Nawzard, mirando a colpire un presidio delle truppe della coalizione. I commercianti del centro sono stati accerchiati e costretti a fuggire, poi l'attacco è iniziato. La coalizione ha bombardato con la forza aerea, uccidendo 19 talebani.

INDIA MUMBAY: ESPLOSIONI, CENTINAIA DI FERMI MA POLIZIA NON HA PISTE CONCRETE

Almeno 350 persone sono state arrestate dalla polizia indiana perché sospettate di avere legami con la guerriglia indipendentista del Kashmir e di avere avuto ruoli diretti o indiretti nell’attentato di martedì scorso, che ha visto 8 bombe esplodere a Mumbay (Bombay), città di 16 milioni di persone, mettendo in tilt l’intero apparato ferroviario della città e uccidendo 200 persone, alle quali vanno aggiunti almeno altri 800 feriti. I fermati, però, non sono stati formalmente incriminati, a dimostrazione che non esiterebbero al momento prove contro di loro.

LIBIA/USA

Gli Stati Uniti hanno revocato oggi le sanzioni al traffico aereo da e con la Libia. Le restrizioni ai voli libici erano una ritorsione per l’attentato di Lockerbie del 1988 contro un volo della ‘Pan Am’, in cui morirono 270 passeggeri, (189 americani). La sospensione delle sanzioni è stata annunciata a margine di una visita ufficiale a Tripoli (che si conclude oggi) di una delegazione Usa guidata da Paula Dobrianski, alto funzionario del Dipartimento di Stato.

TURCHIA/UE

L’Unione europea (Ue) ha chiesto al governo di Ankara di emendare un controverso articolo del suo codice penale che obbliga i giudici a condannare al carcere chiunque sia ritenuto colpevole di aver offeso il senso di appartenenza alla nazione turca. La richiesta sostiene in particolare le proteste della stampa turca, i cui giornalisti sono arrivati a imbavagliarsi in segno di protesta per dimostrare l’impossibilità di svolgere il loro lavoro a causa di questa norma. Il caso più noto è quello di Orhan Pamuk, il più famoso scrittore turco, condannato al carcere per avere scritto un articolo in cui faceva autocritica per le responsabilità turche nel genocidio degli armeni.

Microsoft. Maxi multa dall'Unione Europea: non rispettate norme sulla concorrenza

Nuovo duro colpo per Bill Gates. La Commissione Ue ha imposto alla Microsoft una maxi multa di 280,5 milioni di euro per la mancata applicazione delle correzioni indicate da Bruxelles nel marzo 2004 come rimedio per l'abuso di posizione dominante della società Usa. L'Antitrust Ue sostiene che Microsoft "non ha fornito una informazione completa e accurata sulla interoperabilità" dei sistemi software: il mancato rispetto di questa ingiunzione "ha eliminato l'efficacia dei rimedi" pro concorrenza. La Microsoft ha fatto sapere che ricorrerà in appello. "Abbiamo grande rispetto per la Commissione e questo processo - si legge nella nota diffusa dalla società informatica americana - ma non riteniamo che alcuna sanzione, per non parlare di una sanzione di tale entità, sia appropriata, a fronte della mancanza di chiarezza nella decisione originaria della Commissione e delle nostre prove di buona fede nel corso degli ultimi 2 anni. Chiederemo ai giudici europei di decidere se i nostri sforzi di adeguarci alle disposizioni sono stati sufficienti e di stabilire se è giustificata la sanzione senza precedenti da parte della Commissione".

ITALIA

presentato il rapporto annuale al parlamento sulle tossicodipendenze

Nel 2005 sono morti per overdose 603 persone, un dato sottostimato poiché non tiene conto dei casi in cui non sia intervenuta l'Autorità Giudiziaria. La causa del decesso è stata attribuita nella maggior parte dei casi all'eroina. E' quanto emerge dalla Relazione annuale al Parlamento sulle tossicodipendenze, presentato oggi alla stampa. Umbria e Lazio sono le regioni dove si registra il maggior numero di decessi per overdose, Perugia e Roma le province più a rischio. L'80% delle oltre 90.000 segnalazioni effettuate per uso e possesso di sostanze stupefacenti riguardava comunque la cannabis, il 13% la cocaina e il 7% l'eroina. Dal documento parlamentare risulta un aumento dei detenuti per reati connessi alla droga; aumentano anche i tossicodipendenti in carcere, circa il 29% del totale della popolazione carceraria del 2005. Sentiamo Sabrina Molinaro, ricercatrice del CNR, che ha presentato il documento

CORRISPONDENZA

continua il presidio di fronte alla pisana

ieri mattina una delegazione di massa degli occupanti del S. Michele e del Coordinamento cittadino di lotta per la casa si e' recata sotto la regione e ha fatto pressione per essere ricevuta dal consiglio regionale in corso e discutere sulla propria situazione. Durante la mattinata la polizia è anche intervenuta in maniera dura, caricando indiscriminatmente tutti i partecipanti al presidio per impedire l'accesso degli occupanti nella sede della Regione. Il consiglio regionale è stato sospeso per organizzare un incontro con gli occupanti che ha pero' rimandato alla gionrata di domani. è continuata tutta la notte l'occupazione del piazzale antistante la regione alla pisana con una tendopoli.

CORRISPONDENZA

facciamo un punto sui mondali antirazzisti che si stanno svolgendo fino a domenica a montecchio in provincia di reggio emilia.

CORRISPONDENZA