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Francia

Calais - la frontiera e gli sgomberi in corso contro le persone migranti

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Vi proponiamo una lunga corrispondenza con Jack, un compagno che spesso è a Calais e conosce bene il contesto.
La chiacchierata è in francese ed in italiano e descrive in maniera semplice il contesto, passando poi alla situazione odierna.
Con la costruzione del centro diurno Jules Ferry a 10 km da Calais, le autorità intendono sgomberare tutti gli edifici occupati e gli accampamenti autogestiti dalle persone migranti bloccate in città, in attesa di bruciare la frontiera e raggiungere il Regno Unito nascosti nei camion che attraversano la manica.

Il governo ha scelto una modalità "soft" di cacciare le persone migranti da tutto il territorio di Calais: la costruzione del centro diurno è il velo umanitario sotto il quale cercano di nascondere l'espulsione coatta di più di 2500 persone.

Con Jack iniziamo a conoscere il contesto, i dispositivi repressivi messi in campo e a diffondere l'appello a raggiungere Calais per sostenere la resistenza agli sgomberi o a dimostrare la solidarietà come meglio si crede.
 

Parigi: manifestazione in ricordo di Rèmi ucciso dalla polizia

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Rèmi giovane manifestante muore nel sud della francia ucciso dalla polizia durante una protesta contro il la costruzione di una diga per l'agricoltura intensiva in un'area di particolare pregio ambientale. A parigi si tiene questa sera una manifestazione per ricordare Rèmi e contro le brutalità delle "forze dell'ordine", pittosto pacifica per dire il vero, che però viene repressa dalla polizia, che perviene ad arrestare un gran numero dei partecipanti...

Di nuovo "no bio-gas"

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La trasmissione di oggi parte con una sintesi sulla questione dell'incentivazione agli impianti cosiddetti a "biogas" per la produzione di energia, particolarmente allarmante nella privincia di Roma. Alla discussione partecipa un cittadino di Gallicano che ci racconta nei particolari i problemi presenti nel suo territorio e in generale del quadrante Sud-Est di Roma, famoso per l'inquinamento nell'area di Colleferro (valle del Sacco). Nel collegamento telefonico parliamo dell'iniziativa che si terrà proprio a Gallicano questo sabato 28 giugno per sensibilizzare la popolazione locale sulla nocività dei digestori anaerobici, ma anche quella degli impianti aerobici quando superano certe dimensioni. Passiamo a parlare dei costi della produzione nucleare di energia elettrica in Francia e del percorso difficile e rischioso legato alla dismissione delle centrali, che saranno mantenute in vita diversi anni oltre la loro capacità progettuale. Chiudiamo annunciando l'iniziativa NO TAV del 26 giugno al centro sociale ex-snia, dove ci sarà la presentazione dell'opuscolo "Il compressore". Riportiamo il link dell'iniziativa:

http://romattiva.wordpress.com/2012/05/23/ilcompressoreexsnia-266/

giu le mani dalla ZAD

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http://radiopossum.noblogs.org

 

Stasera abbiamo parlato della situazione in Francia, dove va avanti un’occupazione di case e terreni (Zad, Zone A Defendre) per evitare la costruzione di una struttura aeroportuale a Notre-Dame-des-Landes, nei pressi di Nantes. Un’attivista italiana che in Francia partecipa alla lotta in difesa del territorio ci ha raccontato la situazione: l’occupazione è sotto sgombero, le autorità, le forze dell’ordine e il governo socialista di Hollande – grande sponsor della costruzione dell’aeroporto (l’attuale primo ministro Jean-Marc Ayrault è stato per anni sindaco di Nantes) – procedono nella loro opera di criminalizzazione della lotta. E’ significativo osservare che molte delle imprese legate al progetto dell’aeroporto sono a loro volta coinvolte in altre opere di distruzione della Terra e degli habitat degli animali che la popolano: è il caso per esempio della francese Vinci, che concorre alla devastazione della foresta russa di Khimki.

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SCALETTA:

- intervista telefonica con l’attivista italiana di Zad contro il progetto dell’aeroporto di Nantes

- manifestazione del 20 ottobre contro Harlan e la vivisezione: resoconto e nostre impressioni di ritorno dal corteo

- notizie dal mondo e appuntamenti:

- Torino, sabotaggio contro cinque McDonald’s. Per info qui-> http://www.informa-azione.info/torino_attaccati_cinque_mcdonalds

- Genova 27 ottobre, corteo contro la gentrificazione. Appuntamenti e altro. Per info qui-> http://www.informa-azione.info/ge_gentrification_verso_il_corteo_di_sab…

- Milano 29 ottobre, serata in favore delle lotte indigene. Per info qui-> http://www.informa-azione.info/mi_serata_in_solidariet%C3%A0_alle_lotte…

- provincia di Mantova 3 novembre, fermiamo la costruzione del più grande allevamento di visoni. Per info qui-> http://www.nemesianimale.net/mobilitazione-visoni/

Oreste Scalzone sull'estradizione dalla Francia di due compagni tedeschi

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 Mercoledi 16 settembre, gli avvocati tedeschi hanno avvertito che la mattina all’alba hanno estradato Sonja e Christian, rispettivamente di 79 e 72 anni. Christian è gravemente malato avendo avuto un ictus. Erano in Francia da oltre trent'anni. Estradati in tutta segretezza ora si trovano a Francoforte. Una prova di vendetta postuma dei governi europei sempre più indirizzati a costruire stati di polizia militarizzati.

Musica e lotta dalla popolazione Saharawi

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 Nel l960 1’Assemblea Generale dell'ONU riconosce il diritto dei popoli all’autodeterminazione.

A partire dal 1963, anche il Sahara Spagnolo viene incluso nella lista dei territori cui tale principio deve essere applicato. Sotto gli auspici delle Nazioni Unite, la risoluzione del l972 include per la prima volta anche il diritto all’indipendenza.

Nell’agosto 1974, il governo di Madrid informa il Segretario generale dell'ONU dell’intenzione di tenere un referendum, sotto gli auspici delle Nazioni Unite, entro i primi sei mesi dell’anno successivo, e nell’autunno del 1974 procede al primo censimento della popolazione.

Violenta è la reazione del re del Marocco Hassan II, che all’annuncio del referendum vede vanificati i suoi disegni di estensione della sua sovranità anche sul Sahara.

Il re, per bloccare iniziative di indipendenza del popolo Saharawi, annuncia una marcia popolare di occupazione pacifica di 350000 persone. I marciatori reclutati in tutto il paese, ricevono la consegna di una copia del Corano e bandierine verdi, il colore dell’Islam: da qui l'appellativo di “marcia verde” dato all’operazione. In realtà si tratta di una vera invasione nel territorio Saharawi con forze di polizia e militari.

La preoccupazione principale del Polisario diventa la protezione della popolazione civile dagli attacchi dell’esercito marocchino. Migliaia di persone si danno alla fuga attraverso il deserto fino al confine algerino, dove, nei pressi di Tindouf, viene allestita una prima tendopoli di accoglienza. L’esodo di massa avviene sotto i bombardamenti dell’aviazione marocchina.