La spartizione della Siria in una guerra che non finisce mai
Torniamo a parlare della guerra in Siria, dopo il redazionale di ieri.
Lo facciamo con Alberto Negri, a margine di una sua analisi apparsa oggi su "il manifesto".
Torniamo a parlare della guerra in Siria, dopo il redazionale di ieri.
Lo facciamo con Alberto Negri, a margine di una sua analisi apparsa oggi su "il manifesto".
Un nuovo aggiornamento direttamente dalla Palestina (Gaza) con una nostra compagna. Previste nuove manifestazioni - fino al giorno della Nabka - dopo la mattanza scatenata dall'esercito israeliano (il conto dei morti è salito a 17, oltre 1200 i feriti).
Sui giovani gazawi segnaliamo questo articolo: http://nena-news.it/striscia-di-gaza-scambio-formazione-il-free-style-festival/
Continuano, intanto, le speculazioni sui morti da parte di Israele; a tal proposito, riceviamo e diffondiamo una nota della Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese da Gaza:
*Qui, per i funerali, usano affiggere i manifesti con il volto delle persone uccise; se sono stati militanti o poliziotti dell'autorità palestinese pubblicano una foto con la kufia o in divisa. Questa usanza è stata utilizzata da fonti israeliane per sostenere che le persone uccise al border fossero militanti di Hamas,combattenti ecc ecc. Un’azione strumentale, di mera propaganda. Anche in Italia se viene ucciso un poliziotto si pubblica la sua foto in divisa. *
*Ora, all’ultimo momento siamo venuti a sapere che tra i tanti feriti ricoverati negli ospedali ve ne sono alcuni colpiti all’inguine o al pube: i cecchini insomma hanno mirato ai genitali. Abbiamo verificato che taluni di essi hanno dovuto subire operazioni di asportazione. Come dire vi colpiamo per rendervi sterili, per impedirvi di procreare. Un modo come un altro per svuotare la Palestina dei Palestinesi.
Tensioni in Palestina tra Hamas e Fatah dopo l'attentato al primo ministro palestinese.
Quali scenari si prospettano (anche e soprattutto nei campi profughi)?
Ne parliamo con una nostra corrispondente direttamente dalla Striscia di Gaza.
Sabato 10 marzo giornata internazionale di mobilitazione contro la partenza del giro d'Italia da Israele.
Gli organizzatori RCS MediaGroup dovrebbero incassare 10 milioni di euro da Israele per avere organizzato nel paese la “Grande Partenza” del Giro 2018, in programma dal 4 al 7 maggio.
In cambio, RCS sta assistendo attivamente il governo israeliano nel diffondere la falsità di Gerusalemme est occupata come parte di Israele e di Gerusalemme come la sua "capitale unificata", allineandosi così al presidente degli Stati Uniti Donald Trump e mettendosi contro l'intera comunità internazionale.
Sentiamo il racconto della giornata nella corrispondenza.
Torniamo a dialogare con Alberto Negri (domenica lo avevamo sentito e puoi riascoltarlo qui), già corrispondente di guerra per il "Sole24Ore" e membro dell'ISPI.
Oltre al ruolo della Turchia del neo-sultano Erdogan, analizziamo il ruolo di Israele e di come lo Stato ebraico sia trattato dalla stampa italiana. Nella stampa, nonché nelle radio/televisioni, il filo-sionismo è trasversale, se escludiamo il manifesto. Come parlare allora realisticamente del ruolo di Israele nello scacchiere mediorientale.
Radio Africa torna sulle frequenze di onda rossa per raccontarci gli accordi di Israele con alcuni paesi africani sui richiedenti asilo e con uno sguardo sul Niger, dove è appena iniziata una missione militare italiana. Approfondimenti anche su Congo e Liberia.
Una corrispondenza che ci aggiorna sulla questione della costruzione delle colonie, degli arresti massicci che l'IDF continua a fare nei campi profughi, avvallato anche dalla polizia palestinese. La resistenza continua, soprattutto delle nuove generazioni, lunedi il tribunale dovrà decidere della sorte di Ahed Tamimi, 16 anni rinchiusa nelle carceri israeliane da dicembre dello scorso anno.
Continuanoi le mobilitazioni in Palestina. Segui gli aggiornamenti con la nostra corrispondente.
Nella foto: Ahed Tamimi arrestata da autorità israeliane.
Approfondimento con Alberto Negri, giornalista ed analista, sulla situazione internazionale rispetto al riconoscimento dell'amministrazione Trump di Gerusalemme capitale d'Israele, le sue implicazioni ed il significato del voto di oggi all'assemblea generale dell'ONU