No water no AI: il cloud prosciuga
Per l'ultima puntata della stagione delle dita nella presa, intervistiamo una compagna di Tu Nube Seca Mi Rio che ci racconta della situazione dei data center a Talavera de la Reina.
Per l'ultima puntata della stagione delle dita nella presa, intervistiamo una compagna di Tu Nube Seca Mi Rio che ci racconta della situazione dei data center a Talavera de la Reina.
In questa puntata parliamo dell'impatto del lavoro di moderazione sui lavoratori e sul tessuto urbano di Barcellona. Proseguiamo parlando del programma di costruzione di nuovi data center e delle relative proteste, in Lombardia e In California.
Ospite della puntata Stefano Portelli autore dell'articolo "Dove l’ombra cupa scende. Lavorare per la macchina nel distretto tecnologico di Barcellona" su Napolimonitor.it e della traduzione della Fanzine Lavorare per la macchina di HORACIO ESPINOSA ZEPEDA. La Fanzine racconta il vissuto dei lavoratori della moderazione di contenuti per conto di Meta- La fanzine è realizzata anche grazie alla collaborazione con Data Worker’s Inquiry di cui abbiamo parlato più volte dai microfoni di Le Dita Nella Presa. Con l'occasione abbiamo ricordato anche le iniziative organizzate dalla rete francese Le nuage était sous nos pieds . Un avvertimento: nella fanzine, e dunque nell'audio che ascolterete, ci sono riferimenti a video violenti, al suicidio e altre sofferenze psicologiche.
La puntata prosegue dando conto dell'espansione dei Data Center in Lombardia dove la richiesta spropositata di energia ha scatenato le proteste di cittadini e istituzioni locali.
In California, sempre a causa della costruzione di nuovi data center, in Nevada, la NV Energy ha comunicato alle comunità del Lago Tahoe. circa 50.000 persone, l'interruzione dell'erogazione dell'energia elettrica dal prossimo anno.
Chiudiamo la puntata con i prossimi appuntamenti, ma questi andate a vederli su roma.convoca.la
Puntata 23 di EM, quinta del ciclo Estrattivismo dei dati, parliamo di tre storie diverse, con un unico filo conduttore: il potere che stiamo consegnando alle macchine e alle infrastrutture che le governano.
Nella prima parte partiamo da Kill Chain: l’automazione militare, le catene decisionali opache e il modo in cui la tecnologia può distribuire la responsabilità fino a farla sparire (il caso del sistema Maven e l'uccisione di 175 bambini in Iran).
Nella seconda entriamo nel mondo degli AI Agents: sistemi presentati come autonomi e intelligenti, che aprono scenari inquietanti in cui l'essere umano diventa una loro interfaccia (Human API) da utilizzare esattamente come altre interfacce software, per procedere autonomamente nello svolgimento di compiti complessi. Strumenti in realtà ancora pieni di limiti pratici, fragilità operative e promesse spesso molto più grandi dei risultati reali.
Nella terza guardiamo a ciò che accade fuori dai laboratori e dai boardroom: la crescente rivolta contro l’AI, che a Londra ha visto scendere in piazza migliaia di persone per protestare contro Google, Meta, OpenAI e contro un modello che concentra ricchezza, dati e potere.
Una puntata su guerra, automazione, propaganda tecnologica e conflitto sociale.
Apriamo commentando l'articolo del Tempo che alimenta lo spauracchio delle tecnologie alternative ed autogestite usate dai pericolosi cyberattivisti, e arriva a scomodare persino i remailer, tecnologia che avevamo dimenticato perfino noi. Facciamocela raccontare.
Parlando di cose serie, l'Europa ha secretato i dati sui data center con il pretesto di tutelare i segreti commerciali.
Torniamo su un argomento che abbiamo toccato anche qualche puntata fa, ovvero le importanti sentenze contro Meta e Youtube. Oggi diamo conto di un articolo pubblicato da Valigia Blu che, riprendendo articoli di altri analisti, critica la sentenza e gli effetti che produrrà. L'argomentazione non ci convince, ma ne diamo comunque lettura perché ci dà lo spunto per alcune riflessioni.
Partiamo con un report di Hackrocchio, evento organizzato dall'hacklab torinese Underscore, di cui abbiamo parlato anche recentemente.
Continuiamo passando alle Americhe, guardando agli stati che si stanno distinguendo per gli usi disparati dell'IA, soprattutto votati all'attacco alla cultura woke.
In conclusione, un approfondimento sul tema dei data center in Uruguay: un paese che si trova da anni in una situazione di siccità, ma che può offrire molta acqua per i data center di Google. Pesa, nella scelta, il fatto che l'Uruguay sia tra i paesi con la più alta percentuale di energia elettrica da fonti rinnovabili. Analizziamo quindi alcune delle questioni tecniche legate al raffreddamento dei data center.
Puntata 5 di EM, prima del ciclo Estrattivismo dei Dati, parliamo di intelligenza artificiale dal punto di vista dello sfruttamento socio-ambientale che la rende possibile: consumo di risorse materiali, energetiche, acqua, suolo, impatti sulle popolazioni locali. Lo facciamo con un’ospite che ci ha raggiunto nella nostra redazione di San Lorenzo a Roma6, Sara Marcucci, ricercatrice e membro del collettivo AI + Planetary Justice Alliance, che si occupa proprio di rendere visibili gli impatti planetari dell’intelligenza artificiale.
Dopo la prima parte di presentazione delle attività del collettivo e di alcuni degli strumenti di cui si è dotato per analizzare gli impatti dell’AI nei più disparati scenari globali, nella seconda parte parliamo degli AI Hyperscaler Data Center, fabbriche di calcolo a scala mastodontica, spesso dislocate in regioni già fragili, dove causano scarsità d’acqua e di energia, con aumenti straordinari dei costi in bolletta e dove le persone cominciano a ribellarsi.
Nella terza parte, proviamo a ragionare su cosa si può fare per non cedere all’inevitabilismo tecnologico, a partire dalla divulgazione e dalla diffusione di conoscenza, fino all’advocacy politica e all’autorganizzazione dal basso per la resistenza ai soprusi dei Big Tech.
Puntata 23 di EM, sesta del ciclo Estrattivismo dei dati.
Nella prima parte, esploriamo il cuore ideologico della Silicon Valley. Parliamo del “golpe tecno-filosofico” in corso: dal tescrealismo all’onnipresenza di personaggi come Peter Thiel, Elon Musk, David Sacks o Alex Karp e della lora visione elitista del futuro. Un’ideologia che, tra accelerazionismo e tecnoreligione, tenta di ridisegnare il mondo a propria immagine, aggirando e sgretolando le istituzioni democratiche.
Nella seconda parte, ci soffermiamo sul potere trasformativo dell’intelligenza artificiale. A partire dall’articolo “Da strumento a istituzione”, analizziamo come i modelli linguistici non siano più solo software, ma veri e propri attori istituzionali. L’intelligenza artificiale non si limita a fare; comincia a decidere, organizzare, governare. Dobbiamo guardare ad essa come ad un'istituzione, ci dobbiamo con essa relazionare come ci si relaziona con un'istituzione, se vogliamo esercitare un'azione di pressione e rivendicazione.
Infine, nella terza parte, apriamo uno spiraglio su pratiche di resistenza concreta. Con Dan McQuillan parliamo di opposizione attiva alla colonizzazione infrastrutturale dei territori da parte dei data center, di critiche neoluddiste alle imposizioni dei potenti tecnocrati e di ritrovo di una misura nel tempo presente. Perché difendere singoli individui e comunità può voler dire anche rifiutare centri di calcolo energivori ed inquinanti, coltivare un sano e profondo spirito critico rispetto alla moderna società ultra-tecnologica e ai suoi rischi e condividere un rispetto assoluto per la Natura, i suoi tempi e le sue meraviglie. Anche questo è, oggi, opposizione agli autoritarismi reazionari determinati in larga parte da sempre più sofisticate mediazioni artificiali.
[00:00-24:00] Esploriamo di nuovo il cuore ideologico della Silicon Valley parlando del “golpe tecno-filosofico” alla base della moderna tecnocrazia reazionaria.
[27:40-48:40] A partire da un recente articolo “Da strumento a istituzione” comparso su Il Sole 24 Ore, analizziamo come i modelli di IA generativa non siano più solo software, ma veri e propri attori istituzionali.
[52:53-71:40] Ragioniamo su pratiche concrete di resistenza agli autoritarismi tecnologici indotti da sempre più sofisticate mediazioni artificiali.
La prima parte della puntata è dedicata alle variegate malefatte dei soliti noti: Google e Meta.
Prima parliamo della situazione di Google con l'antitrust, che vede avvicinarsi il verdetto anche per quanto riguarda il settore pubblicità. Avevamo già parlato della questione del motore di ricerca, ma questa è un'altra storia.
Passiamo poi ai legami tra grandi aziende e militarismo:
Chiudiamo infine rimandando un audio andato in onda recentemente su Data Center, consumo di energia e di acqua.
Un lungo redazionale che approfondisce il tema delle crisi idriche nel sud Italia di questi giorni.
La prima corrispondenza è con i comitati cittadini di Enna, che ci raccontano una vicenda segnata dal ruolo del privato.
Per la situazione in Basilicata sentiamo il Comitato Acqua Pubblica "Peppe Di Bello" che ci racconta i dettagli della vicenda e le implicazioni a doppio filo che uniscono l'emigrazione all'utilizzo estrattivo delle risorse del territorio lucano.
Concludiamo con un lungo passaggio sul ruolo dell'industria digitale nel consumo di acqua e di energia.
Puntata 5 di EM, prima del ciclo Estrattivismo dei dati, parliamo di IA nel costesto del consumo delle risorse e della guerra.
PRIMA PARTE - INTELLIGENZA ARTIFICIALE: CONSUMO DI ENERGIA E DI RISORSE
INTERMEZZO MUSICALE Red Pants - On A Wire
SECONDA PARTE - INTELLIGENZA ARTIFICIALE: FONTI DI ENERGIA E INVESTIMENTI IN ITALIA
INTERMEZZO MUSICALE Artificial Kid (Danno, Stabbyoboy, Craim) - Il Sistema
TERZA PARTE – INTELLIGENZA ARTIFICIALE NEI CONTESTI DI GUERRA
INTERMEZZO MUSICALE Misha Chylkova - The Loop (Radio Edit)