La seconda puntata di Note dall'UK fa il punto sulla situazione dello sciopero della fame de* detenut* di Palestine Action (qui una lettera aperta in loro difesa), discute del caso dell'attivista anglo-egiziano Alaa Abd el-Fattah e ripercorre la trasformazione della politica istituzionale britannica degli ultimi mesi.
Con un compagno palestinese, ricordiamo l'attore e regista Mohammad Bakri venuto a mancare il 24 dicembre e rilanciamo la lotta a fianco della Palestina.
"Lotta senza odio. Lotta con la fede, non in Dio, ma negli esseri umani. Che un giorno la parte buona degli esseri umani vincerà. Non lottare per religione, non lottare per la terra, non lottare per lutto. Lotta per la dignità." (M. Bakri)
In collegamento telefonico con una compagna e avvocata, parliamo dell'udienza del 19 dicembre alla Corte d'Assise dell'Aquila e della lotta in solidarietà ad Anan, Ali e Mansour.
Aggiornamento dal Presidio Nazionale, le compagn3 sono dentro il Tribunale e sono presenti all'incirca 500 persone per portare solidarietà. Aspettiamo notizie sul verdetto.
Libertà per Anan, Alì e Mansour!
La Resistenza non si arresta!
La Resistenza non si processa!
La prima puntata di "Note dall'UK" introduce il nuovo spazio redazionale dedicato alle notizie e alla musica provenienti dal Regno Unito, che andrà in onda una volta ogni due o tre settimane. Oggi vi aggiorniamo sullo sciopero della fame delle detenute e dei detenuti di Palestine Action in carcere cautelare e sulle conseguenze dell'attacco di Sydney sul movimento pro-Pal in UK, e apriamo una finestra sui gruppi musicali che hanno sostenuto la causa palestinese negli ultimi anni.
L'immagine "Un voto per Labour è un voto per il genocidio" proviene dal progetto di satira militante di Darren Cullen / Spelling Mistakes Cost Lives.
Con Ruta dell'associazione Faz3a, una delle persone italiane aggredite recentemente dai coloni israeliani, parliamo della situazione attuale in Cisgiordania e dell'esponenziale aumento della violenza dei coloni. Attraverso la sua testimonianza diretta rilanciamo l'appello a lottare a fianco della Palestina e delle sue resistenze quotidiane.
In studio, con una compagna italo-palestinese, riflettiamo in primo luogo sulle forme che la repressione alla solidarietà con la popolazione palestinese sta assumendo in questi ultimi tempi, soffermandoci in modo particolare sui fermi, le incarcerazioni e i processi, a partire dal caso di Mohamed Shahin, l'imam di Torino, finito in un CPR per avere espresso solidarietà con la resistenza palestinese, per arrivare al processo ad Anan, Ali e Mansour, che nei prossimi giorni arriverà alle battute conclusive. Ci soffermiamo poi sulla rappresentazione che viene data, a livello mediatico, delle diverse forme di solidarietà con Palestina, che riflette stereotipi di chiara matrice neo-coloniale. Affrontiamo, quindi, la questione della cancellazione del diritto al ritorno, negato tra l'altro dalla volontà di eliminare completamente persino la memoria della popolazione nativa di Palestina. In conclusione, analizziamo la condizione di vita delle donne palestinesi che vivono una stratificazione di forme di oppressione tale da renderle soggetti particolarmente fragili, soprattutto nella scelta politica di prendere parte alla resistenza.
Una mattinata in solidarietà con la Palestina, in attesa del corteo delle 14:30 da Piazza Vittorio.
Ospitiamo una corrispondenza con un'avvocata che sta seguendo da vicino la vicenda di Anan Yaesh sotto processo a l'Aquila, accusato di fatti avvenuti a Tulkarem durante la seconda intifada, per aggiornamenti in vista della sentenza del 19 Dicembre.
Successivamente ci mettiamo in contatto con Rossano Calabro dove si sta svolgendo un presidio per Salem, un compagno richiedente asilo accusato di incitamento al terrorismo per dei video trovati dalla digos sul suo telefono celulare.
Chiudiamo con una corrispondenza dal corteo a Melfi in solidarietà con Anan trasferito da L'aquila il mese scorso.