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Manduria.Se questa è accoglienza

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Il racconto di chi a Manduria ha visto , e vede, la costruzione dei campi così detti di "accoglienza"/cie .

 

-Poco attenti ai divieti intimati, ben nascosti tra gli alberi d’ulivo e i numerosi camion dei vigili del fuoco, tra le pieghe di un tramonto che da queste parti si tinge dei colori della vigna, abbiamo voluto renderci conto della portata reale della partita che si sta giocando in contrada Paione, tra Manduria ed Oria, al confine tra le province di Taranto e Brindisi, nella zona di un ex aeroporto, dismesso ormai da decenni. Quest’area, immersa nella campagna e distante pochi chilometri dalla cittadina brindisina (ma situata sul territorio del comune di Manduria) è stata individuata dal ministero degli Interni come zona idonea per ospitare la prima tendopoli italiana, nella quale confluiranno una parte dei profughi provenienti dal Maghreb.continua qui(...)

Manduria novità dalla tendopoli

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Durata 5m 10s

a manduria è stata costruita una tendopoli per ospitare tra le 1500 e le 4.000 persone.I media e la polizia soffiano sul vento d'odio che serpeggia il sud italia provocando scene indescrivibili di panico generale.

Voci di corridoio sostengono addirittura che l'ubicazione della tendopoli non è casuale infatti non è difficile fuggire dal campo per permettere da un lato di far vedere che la polizia riacciuffa le persone e dall'altro ai migranti di andare in francia senza che si sappia troppo in giro.

Pestaggi a Ponte Galeria dopo il presidio di sabato

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Durata 3m 1s

 

Una donna che si trova rinchiusa nel Cie di Ponte Galeria da cinque mesi telefona a Radio OndaRossa per raccontare - in un misto di italiano e inglese - il pestaggio subito stamattina.

La donna racconta ai microfoni che gli uomini delle forze dell'ordine l'hanno portata in un ufficio all'interno del centro, per picchiarla, insieme ad altre donne.

Evidentemente polizia e carabinieri, ma anche il direttore del centro, non hanno gradito la presenza dei manifestanti sotto alle mura del Cie e hanno voluto farne pagare le conseguenze alle recluse.

Gli uomini in divisa, infatti, hanno spiegato chiaramente alle donne che il pestaggio è una risposta al "casino" che hanno fatto sabato, durante il presidio, e hanno assicurato loro che saranno deportate al più presto nei rispettivi paesi d'origine.

Al momento la situazione nel centro è più tranquilla ma la donna chiede assistenza medica per la sua compagna che sta male.

Al nostro redattore che le chiede se sia pericoloso per le recluse il fatto che si svolgano delle manifestazioni al di fuori del centro, lei risponde che le dovremmo fare ogni giorno!

Perché qua non va bene - spiega la donna - l'acqua non va bene, il mangiare non va bene, i vestiti non vanno bene... fa sempre freddo! Qua non dovrebbe essere una galera - noi non siamo ladre! - eppure ci trattano peggio che in galera.

Infine, a una domanda su cosa vogliono che facciamo dal di fuori, per sostenerle, lei risponde con decisione: just we want freedom! vogliamo solo la libertà!

 

Bologna: Petrolio bollente e stupri

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Durata 6m 24s

 

Donne e lesbiche contro i CIE hanno indetto per il 9 marzo alle 17.30 un presidio davanti all'Eni Store di Bologna, per rompere il silenzio sulle violenze che le ribelli e le donne migranti stanno vivendo in Libia e nei lager italiani a causa degli interessi economici e delle politiche securitarie dell’Italia e dell’Unione europea!

Processo Addesso: le motivazioni della sentenza

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Durata 5m 9s

Sono uscite oggi le motivazioni della sentenza di assoluzione nel processo per stupro a carico di Vittorio Addesso, l'ispettore di polizia accusato di aver tentato di violentare Joy, una donna nigeriana detenuta nel Cie di via Corelli a Milano. Abbiamo chiesto un commenoto all'avvocato Losco.

 

Per leggere le motivazioni della sentenza: http://noinonsiamocomplici.noblogs.org/post/2011/03/03/joy-come-lo-stato-motiva-la-propria-assoluzione

 

BRUXELLES.RIVOLTA E INCENDIO IN CENTRO PERMANENZA

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In Belgio una protesta è scoppiata in un centro di permanenza per richiedenti asilo, che hanno appiccato un incendio, e alcuni dei quali minacciano di impiccarsi in segno di protesta per le condizioni di detenzione e per presunti soprusi delle guardie da loro denunciati. L'incendio si è sviluppato in un'ala del centro di permanenza di Steenokkerzeel, vicino all'aeroporto di Bruxelles. Alcuni degli ospiti del centro sono stati evacuati e condotti verso altre strutture simili, mentre altri sono saliti sul tetto. «Un'ala alla quale è stato dato fuoco - ha dichiarato il sindaco di Steenokkerzeel, Karel Servranckx - è ora inutilizzabile. Le famiglie con bambini possono restare. Noi stiamo cercando di evacuare le persone che sono salite sul tetto. Non si sa ancora quante di queste persone debbano essere evacuate», ha aggiunto. Alcuni dei richiedenti asilo hanno minacciato di impiccarsi alle sbarre delle loro celle. Da giorni denunciano maltrattamenti, fisici e psicologici, anche pestaggi, da parte dei guardiani e condizioni di detenzione dure. Alcuni hanno avviato da qualche giorno uno sciopero della fame

Lampedusa. Dopo i lunghi viaggi si finisce nei CIE

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Durata 5m 1s

Da diversi giorni si susseguono le allarmanti dichiarazioni di Maroni sugli sbarchi di uomini e donne tunisini/e a Lampedusa.  Molti di loro sono sull'isola trasformata in una sorta di Cie a cielo aperto. Altri sono stati trasferiti in diversi Cie d'Italia: Corelli, Gradisca d'Isonzo ecc. ecc. Il loro status giuridico è indefinito e rischiano la reclusione o l'espulsione immediata se non chiedono l'asilo, ma le richieste sono poche anche perchè precluderebbero la possibilità di ritornare, un domani, in Tunisia.
Ascolta il commento del prof. Fulvio Vassallo Paleologo