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Via Corelli:condanna con condizionale per i rivoltosi

Data di trasmissione
Durata 4m 20s

si è tenuta questa mattina l'udienza per i due arrestati dopo la rivolta nel cie di via corelli.

A seguire il comunicato al presidio di stamattina da macerie e la corrispondenza.

 

«Il 05/09/2011 c’è stata una rivolta al C.I.E. di via Corelli a Milano, dove una cinquantina di reclusi è salita sul tetto. L’intervento degli oppressori è stato tempestivo e per Nahed e Mohamed è scattato l’arresto, accusati di resistenza e lesioni a pubblici ufficiali e danneggiamenti. Nahed, racconta in una lettera, di essere stato pesantemente pestato dagli sbirri, in modo così violento da aver perso i sensi ed essersi ritrovato in ospedale, oltretutto aveva già una frattura al braccio, procuratasi da un incidente involontario avvenuto nei bagni del C.I.E..Ora Nahed e Mohamed si trovano nel carcere di San Vittore. Il 10/11/2011 ci doveva essere la sentenza, ma è stata rinviata al 15 novembre. Nelle udienze precedenti sono state ascoltate le testimonianze dei capi d’accusa, tre sbirri, intervenuti alla sommossa, il responsabile dell’ufficio immigrazione ed il responsabile del C.I.E., appartenente alla croce rossa italiana, Sig. Massimo Chiodini. Quest’ultimo, durante l’interrogatorio, ha affermato di non conoscere tutti i reclusi e che saltuariamente parla con alcuni di loro, che ripetutamente richiedono la libertà.
La prossima volta saranno interrogati i due imputati, Nahed e Mohamed, che hanno scelto di affermare la tentata fuga per la libertà. È importante sostenerli con la nostra presenza, hanno agito contro gli oppressori rivendicando la libertà.
Vi aspettiamo Martedì 15/11/2011 alle h.9.30 al tribunale di Milano in corso di Porta Vittoria al 3°piano IV sezione penale.»

Fra Lampedusa e Casal Bruciato

Data di trasmissione
Durata 52m 21s

Nella puntata di oggi, una lunga chiaccherata con Cristian Valle, avvocato di soccorso legale Napoli, per parlare della situazione dei richiedenti asilo sbarcati a Lampedusa e poi con  un compagno dell'associazione popica raccontiamo l'ennesimo sgombero a roma di ungruppo di rom a ca;partiamo dalle condizioni inumane di accoglienza a Lampedusa appunto per arrivare al racconto della creazione del cie di SantaMariaCapuavetere istituito espressamente per ospitare i circa trecento profughi sopravvissuti ad un viaggio in mare che avevano l'unico torto di essere arrivati in Italia dopo la data stabilita dal Governo italiano per avere diritto ad un permesso di soggiorno per motivi umanitari.Raccontiamo di come siano stati tenuti illegalmente prigionieri in  una nave in mare aperto senza che venisse loro comunicato nulla,molti di loro apprenderanno di essere in Italia alcuni giorni dopo il loro arrivo.Raccontiamo delle rivolte all'interno del cie e della sua chiusura ,ma soprattutto dei primi rilasci dei permessi di soggiorno per protezione umanitaria dopo un ricorso successivo al rigetto della quasi totalità delle richieste.

In ultimo una riflessione dati alla mano di quanti soldi pubblici si spendono male per l'assistenza agli immigrati richiedenti asilo per non fornire servizi di assistenza ma sovvenzioni agli attori sociali privati e pubblici coinvolti in questa pseudo accoglienza, si parla della città di Napoli ma purtroppo non è un caso isolato.Infine un resoconto dell'ultimo sgombero  l'ennesimo, di un campo per rom alla periferia orientale di Roma, con un attivista dell'associazione Popica.

I soldi del piano nomadi sono agli sgoccioli quindi niente ruspe ma motoseghe  ma il risultato è sempre lo steso la creazione di ulteriore disagio alle persone sgomberate,disagio e degrato provocato dalle amministrazioni del comune di roma da trentanni a questa parte .

Fuga da Ponte Galeria

Data di trasmissione
Durata 5m 11s
Durata 1m 51s

Questo pomeriggi circa 70 uomini hanno riacquistato la libertà  dal CIE di Ponte Galeria. Alcuni sarebbero, purtroppo, stati ritrovati a Fiumicino. Dentro al centro restano altri, quotidianamente vittime di controllo e repressione. Due corrispondenze da dentro e da fuori per ricostruire quanto accaduto.

Lampedusa, una giornata di proteste e tensioni.

Data di trasmissione
Durata 7m 38s

Oggi, dopo il rifiuto dei migranti  a rientrare nel cie, nell'isola si sono avuti diversi episodi di violenza a danno dei tunisini, prima da parte della popolazione esasperata e poi dalle forze dell'ordine.

Un abitante di Lampedusa ci aiuta a capire cosa è successo veramente nella giornata, con una popolazione abbandonata a risolvere un'emergenza così grande e le istituzioni che  hanno come unico linguaggio i rimpatri, la violenza e la repressione.

Da Lampedusa, dopo l'incendio del CIE

Data di trasmissione
Durata 13m 53s

Ieri i detenuti e le detenute nel CIE  di Lampedusa hanno appiccato il fuoco  alla struttura dopo aver appreso di numerosissimi rimpatri in Tunisia.

Oggi hanno organizzato un corteo in un'isola dove la tensione rimane altissima, insieme all'esasperazione della popolazione locale.

Contro il carcere 14/9

Data di trasmissione
Durata 1h 0m

 Nel 2010 sono stati 19.031 i procedimenti penali avviati nei confronti di 
cittadini extracomunitari non in regola coi documenti. I delitti loro 
contestati sono stati quelli legati al mancato ottemperamento agli 
obblighi di espulsione in violazione degli articoli 13 e 14 del decreto 
legislativo 25 luglio 1998 così come innovati dalla legge Bossi-Fini 
sulla immigrazione del 2002.
Sempre nel 2010 20.223 sono stati gli immigrati andati a finire sotto processo per questi reati. Nell’83,6% dei casi il giudice ha convalidato l’arresto, il quale era previsto 
come obbligatorio.
Ciò vuol dire che 16.906 extracomunitari sono passati, seppur per pochi giorni, nelle 207 prigioni italiane per essersi sottratti alla esecuzione del decreto di espulsione. Nel 77,6% 
dei casi in questione gli stranieri sono stati condannati. Nel 22,4% 
dei casi è vi è stata assoluzione.

 

Da inizio agosto 12 “morti di carcere e malagiustizia”, 10 si sono suicidati

Appello per fermare una deportazione da Ponte Galeria

Data di trasmissione

Sonia vive in Italia da 24 anni,  ha quattro figli ed era scappata dalla Tunisia, dove non vuole assolutamente tornare.

Ora è rinchiusa nel Cie di Ponte Galeria e stamattina verrà deportata.

Ha raccontato la sua storia ai microfoni della radio facendo un appello a fermare la sua deportazione forzata.

Gli antirazzisti e le antirazziste invitano tutte e tutti ad andare stamattina davanti al cancello del Cie per opporsi alla deportazione.

Oppure a chiamare il centralino del centro allo 06 65854224.

Fuori e dentro i Cie

Data di trasmissione

 

La puntata di Silenzio Assordante di venerdì 2 settembre 2011.

  

Lampedusa - Un aggiornamento sulla situazione del centro di Lampedusa: nonostante i proclami del governo continuano gli sbarchi e i respingimenti, le rivolte e le deportazioni. Quello che i giornali non dicono...

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Nardò (Lecce) - La raccolta dei pomodori sta finendo e inizia lo sgombero della masseria Boncuri. Un bilancio dello sciopero autorganizzato dei braccianti immigrati contro il lavoro nero, dalla voce di uno dei suoi protagonisti: la lotta continua!

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Roma - Nella notte tra il 26 e il 27 agosto scorso almeno cento reclusi sono riusciti a evadere dal Cie di Ponte Galeria. Racconti e testimonianze dal lager alle porte della nostra città.