Si è svolto ieri mattina a Messina, un corteo che ha visto la partecipazione di migliaia di persone, contro la politica di dismissione dei treni da parte di Ferrovie dello Stato.
Contro le politiche d'austerità e di precarietà, contro il decreto Lupi che costituisce una risposta repressiva e di ordine pubblico ad un'emergenza sociale quale quella abitativa, i movimenti per il diritto all'abitare si sono dati appuntamento oggi nelle maggiori piazze per ribadire ancora una volta un secco NO al Piano Casa.
Questa mattina alle ore 10.30 gli abitanti di Primavalle, in particolare gli inquilini delle case popolari, si sono ritrovati a Piazza Mario Salvi per proseguire la mobilitazione di lunedì scorso. La scorsa settimana infatti un presidio dell'Unione Inquilini si è trasformato in una vera e propria rivolta contro le istituzioni. Il piano casa di Lupi all'art. 3 prevede l'alienazione del patrimonio residenziale pubblico che nel concreto si traduce nella vendita delle case popolari all'asta a prezzo di mercato. Gli inquilini che abitano nelle case popolari in vendita hanno l'insignificante diritto di prelazione sulla base del prezzo di aggiudicazione. Ma il 90 % degli attuali inquilini delle case popolari che in tutta Italiano arrivano al milione di persone, non può permettersi di acquistare le case ed è proprio questo il motivo per cui abitano nelle case popolari. Questa mattina al corteo hanno partecipato molti inquilini che hanno ricevuto la lettera della vendita all'asta della propria abitazione e anche gli occupanti delle case di roma nord: Torrevecchia e Battistini.
Un compagno ci racconta del corteo a Bagnoli in cui più di 5000 persone hanno manifestato contro il decreto sblocca italia. Alla fine del corteo era prevista un'assemblea pubblica impedita da uno sbarramento delle forze dell'ordine.
Prima corrispondenza all'apertura del corteo, seconda, quando la manifestazione è giunta a Scalo San Lorenzo e terza con le conclusioni finale insieme ad un compagno palestinese