Elezioni in Turchia
Turchia al voto: qual è la situazione nel paese dove il sultano Erdogan cerca l'ennesima conferma politico-elettorale?
Ne parliamo con Murat Cinar, giornalista turco.
Turchia al voto: qual è la situazione nel paese dove il sultano Erdogan cerca l'ennesima conferma politico-elettorale?
Ne parliamo con Murat Cinar, giornalista turco.
Il popolo curdo sta attraversando una situazione drammatica, perseguitato in Turchia dal regime di Erdogan, che distrugge i villaggi nel Kurdistan irakeno, che muove la guerra e bombarda il Cantone di Afrin complici Russia, Usa, UE, che resiste in Iran insieme a tutti i popoli.
Dopo il presunto golpe, Erdogan ha riempito le galere di oppositori tra cui migliaia di curdi, compresi sindaci e deputati HDP anche i due co-presidenti Demirtas e Yüksedag, mentre tutto il mondo trepida per la sorte del leader Ocalan. Ora l’escalation turco con l’aggressione militare al Cantone di Afrin per annettersi quel territorio, nell’intenzione esplicita di distruggere l’esperienza della rivoluzione in Rojava.
La criminale guerra dichiarata dal regime turco contro il popolo curdo portatore di istanze di pace e giustizia, pone oltremodo la preoccupazione sulle sorti del leader Ocalan di cui non si hanno più notizie da due anni.
Per perorare la sua vicenda, a Strasburgo davanti la sede del Consiglio di Europa, è in corso da mesi un presidio del movimento curdo, a cui si aggiungerà dall’8 febbraio “la marcia internazionale per la liberazione di Ocalan, delle/dei prigioniere/i politici, per la pace e giustizia in Kurdistan”, che si concluderà con una grande manifestazione a Strasburgo il 17 febbraio, nel 19° anniversario dell’intrigo internazionale che consegnò il leader Ocalan nelle mani della Turchia.
In contemporanea della Marcia a Strasburgo intendiamo manifestiamo insieme alla comunità curda a Roma. Sarà l’occasione per mostrare ancora una volta al mondo quanto l’Italia sia vicina al popolo curdo e non dimentichi le responsabilità del governo italiano quando Ocalan giunse in Italia per chiedere asilo politico, soprattutto per rinnovare l’attenzione e l’impegno nella ricerca di una soluzione pacifica per quel popolo perseguitato.
Temiamo per la vita del leader Ocalan, vista la situazione di assoluto isolamento divenuta ormai pratica costante per tutte/i le/i detenute/i politici. La sua presenza è fortemente necessaria, rappresenta la speranza di un cambiamento radicale rispetto alle logiche degli Stati, che impediscono ai popoli di viveri liberi, in armonia e cooperazione sociale.
Il leader Ocalan deve vivere e tornare libero, per contribuire a riaprire il dialogo di pace e realizzare una condizione giusta e duratura per il popolo curdo e per tutti i popoli della regione mediorientale.
PACE E LIBERTA’ PER IL POPOLO CURDO E I POPOLI DEL MEDIO ORIENTE A FIANCO DI AFRIN CHE COMBATTE E RESISTE PER L’UMANITA’
17 FEBBRAIO, MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA, h 14.00 Piazza della Repubblica
Dalla capitale del Belgio, gli ultimi aggiornamenti riguardo un processo a 32 attivisti curdi, rinviato a fine giugno, ed il vertice della NATO, che si terrà nei giorni del 24 e del 25 maggio.
A partire dll'accoltellamento di tre attiviste e attivisti curdi che si stavano recando al consolato di Bruxelles per votare al referendum voluto da Erdogan per continuare il processo di fascistizzazione dello stato turco, con un compagno della redazione a Bruxelles, commentiamo il voto all'estero – e in particolare in Belgio – a questo referendum.
Si parla poi dell'invasività della politica turca nella politica interna degli stati europei, sul Belgio in particolare e dello specifico di un processo contro attiviste/i curde a Bruxelles nel quale lo Stato turco si è costituito parte civile.
Abbiamo contattato una compagna della Rete Kurdistan per diffondere l'appuntamento di domani 27 Aprile, giornata in cui si terrà un presidio dalle 15 al Pantheon in solidarietà con il popolo curdo dopo il bombardamento dell'aviazione turca avvenuta alle 2: 30 della mattinata di martedì 25 Aprile.
Invitiamo tutti e tutte a partecipare al presidio e diffondere la verità su ciò che sta succedendo in Siria e in Turchia per abbattere le narrazioni tossiche e, in questo caso, il silenzio dei media mainstream.
Il prossimo 16 aprile si voterà in Turchia per ratificare o meno il referendum sul presidenzialismo. La vittoria del si sarebbe un trionfo per Erdogan. Continua anche la repressione sui prigionieri e le prigioniere curde nelle carceri turche che dal 7 febbraio sono in sciopero della fame. Infine la Russia che ne farà della Turchia? Questi gli argomenti trattati con un giornalista turco.